Published On: Mar, Giu 4th, 2013

Picchiato e licenziato per aver cercato di salvare 3 gattini

Licenziato per aver cercato di difendere dei gattini crudelmente uccisi l’odissea di Cristian Castaldi. (Testo inviato da G. Rezzoagli Ganci).

“Da pochi giorni ho ricevuto la testimonianza dolorosa e toccante di Federica, la giovane moglie di Cristian Castaldi, giovane lavoratore interinale licenziato per aver tentato di impedire l’uccisione di alcuni gattini da parte di un collega. E’ uno scritto che merita di essere riprodotto fedelmente e letto attentamente, perché è lo specchio di questa società sempre più cruda ed indifferente.

“Salve a tutti il mio nome è Federica Funi.  Sono la moglie di un ragazzo di quasi 27 anni che si chiama Cristian Castaldi.

Mio marito gran lavoratore da quando aveva 18 anni, nel febbraio 2010 è stato assunto come interinale nella ditta AMA spa tramite obbiettivo lavoro. e successivamente con manpower. sono rimasta incinta nel luglio 2010, e da quel momento lui ha capito che quel lavoro ci serviva più di ogni altra cosa. e cosi cominciò ad abbozzare a tutti i soprusi. Questi soprusi erano anche causa dei nostri malesseri familiari.ad esempio ci chiamavano quando mio marito si prendeva un giorno di ferie per fare delle ecografie al bimbo, solo per dirci che siccome mio marito era interinale non si poteva permettere di prendersi le ferie. e tantissime altre cattiverie su me e il nostro bambino. ma la cosa che ha fatto scoppiare tutto in me, è successa il 18 febbraio 2012, quando mio marito è tornato a casa dopo il turno delle 6.00-12.00 con la testa bassa e delle lesione sullo zigomo. gli ho domandato cos’era successo e lui con molta paura negli occhi mi disse: nulla amore. insistendo volendo sapere cosa sia successo, lui mi disse che era stato picchiato sul posto di lavoro, spiegandomi quanto segue.

Stava facendo il suo solito lavoro, quando vede tre piccoli gattini di pochi giorni, se non appena nati, vicino al nastro dove scorre la spazzatura, e vede un suo collega (uomo di 50 anni) che ne afferra uno e lo sbatte a terra. mio marito incredulo gli dice : PEZZO DI MERDA. e lui innervosito afferra un altro gattino e glielo tira addosso, dopodiché non contendo lo tira dal cappuccio rompendoglielo, e lo spinge contro il muro facendogli sbattere la testa e dandogli una gomitata sullo zigomo. Tra l’altro c’erano altri due colleghi presenti a questa vicenda che hanno negato il tutto. salendo alla sala manovra per andare a firmare prima di staccare, il suo collega ( l’aggressore ) , fa al capoturno : metti a rapporto castaldi. e il capoturno risponde perché? cosa è successo? e Cristian risponde: ho preso le botte per difendere dei gattini. e il capoturno risponde: SI VEDE CHE NON TI HA MENATO PER I GATTI TE LE MERITAVI. cioè vi rendete conto? un capoturno che deve segnare tutto anche se si fa un graffietto ha detto TE LE MERITAVI!!! io sono sconvolta, ma non è mica finita qui ragazzi PURTROPPO. Finito di raccontarmi questa bruttissima vicenda, mi dice ora però zitta non dire nulla a nessuno perché io devo lavorare, abbiamo bisogno. dopo neanche pochi minuti inizia ad avere degli attacchi di panico che quasi non respirava più… e ci siamo recati subito al pronto soccorso che gli ha riscontrato un trauma cranico, lesioni allo zigomo, e attacchi di panico crisi reattiva da aggressione. all’ospedale ci hanno obbligato ad andare dai carabinieri sennò andavano loro. usciti di li Cristian non voleva andare aveva paura di perdere il lavoro, ma a me non importava nulla delle conseguenze volevo denunciare il fatto e non farla passare liscia a persone del genere. la denuncia è stata fatta. subito gli hanno riconosciuto l’infortunio. l’INAIL. ed è stato sotto infortunio per ben 6 mesi. quando gli dicono che l’infortunio anche se lui stava molto male psicologicamente doveva essere chiuso. e prima di rientrare a lavoro come tutte le aziende dopo un infortunio fanno fare la visita per vedere se può rientrare. il 2 agosto ci rechiamo ( premetto che mio marito non guida più per problemi di attacchi di panico e non esce più solo) presso la sede principale dell’AMA a via Calderon della barca, per la visita. ma a quella visita non c’era la dottoressa ma un sostituto che gli lascia un foglio con scritto ” NON IDONEO PUO’ RIENTRARE A LAVORO”  mio marito il giorno dopo si reca a lavoro ( sempre accompagnato da me) e loro paurosi che poteva succedere qualcosa sul posto di lavoro lo hanno chiuso in uno stanzino e gli hanno detto: non ti muovere di la. mio marito non poteva neanche prendere una boccata d’aria. tornato a casa riceve una chiama dal dirigente dell’AMA che gli dice : Cristian tranquillo stai a casa, tranquillo ti mettiamo in permesso retribuito. Ma dopo 9 giorni riceve una chiamata dalla sua agenzia (…) dove gli dice che lui risulta assente ingiustificato da 9 giorni. e si reca di nuovo a lavoro. però quel giorno a lavoro una parola detta male ha fatto sentire male mio marito e hanno chiamato l’ambulanza riscontrandogli attacchi di panico gravi. Tra l’altro dei colleghi quando lo caricavano in ambulanza ridacchiavano facendo battute del tipo: non gli date l’acqua dategli del cianuro. tornando dalle ferie la dottoressa dell’AMA  lo visita e gli dice in faccia a lui ( ovviamente io in queste visite non posso entrare) che ora farà lei qualcosa per spostarlo in un posto dell’impianto migliore. mentre invece dopo qualche giorno si reca a lavoro perché nessuno gli faceva sapere se dalla visita era positiva  o no. e tornando a lavoro 2 ingegneri tra cui uno era il suo lo spingevano fuori ( abbiamo dei testimoni tra cui un giornalista Martino Villosio) dopo poche ore si riceve una chiamata dalla sua agenzia di lavoro che gli dice che il giorno stesso deve recarsi li per “una chiacchierata” beh quella chiacchierata era il licenziamento ragazzi. Tanto che mio marito impaurito di non garantire più un pasto caldo chiede se ci sono altri lavori ma loro rispondono: NO. (fuori c’erano tanti annunci di lavoro) ma per mio marito NO. Cristian è stato licenziato con un cambio mansione. Perché essendo idoneo doveva tornare a lavorare ma pur di buttarlo fuori lo hanno licenziato che risultava autista quando lui era un semplice spazzino .Ha vinto il ricorso avverso (articolo 41) sull’inidoneità stabilita dai medici dell’AMA ,e scongiurata dai medici dell’ASL.

Ragazzi l’aggressore è ancora tranquillo a lavoro.. non era a lavoro, solo quando mio marito era rientrato quei pochi giorni. (magari chissà, gli avranno anche pagato le vacanze ) e ora questa persona mi hanno appena informata che è diventato vice capo turno ci rendiamo conto? una persona ancora indagata su quello che ha fatto VICE CAPO TURNO? anche le promozioni? ORA BASTA VOGLIO GIUSTIZIA . Un altra vicenda è che il 27 dicembre 2012 sono passati tutti gli interinali a tempo indeterminato con AMA e li ci doveva essere anche Cristian. ma anche se ha vinto l’idoneità non è stato chiamato dall’azienda a firmare. Di cose da dire ce ne sono ancora tantissime ma mi fermo qui.

Dopo il licenziamento è iniziato il vero e proprio calvario di Cristian.. lui è seguito da psicologi, psicoterapeuti, psichiatri dell’ Asl, dell’ospedale, e privati da dopo l’accaduto. Hanno rovinato MIO MARITO, hanno rovinato un ragazzo. un padre. una famiglia appena partita. Mio marito la notte non dorme, almeno una volta a settimana se non di più gli prendono gli attacchi di panico. Non ha più stimoli, ogni cosa per lui è negativa. questa vicenda la segnato, anzi ci ha segnato, perché io sono con lui 24 h su 24 h e anch’io sono sotto cura da una psicologa. Cristian è sempre stato un ragazzo che aveva voglia di vivere, di confrontarsi, di viaggiare, di condividere con altre persone le gioie che questa vita ci ha regalato. quando è nato nostro figlio era stupendo come si impegnava in tutto, il figlio è la cosa che lo sta tenendo più forte in questo momento. Vedere nostro figlio che quando si sveglia, la prima parola che dice è papà e questa parola a Cristian lo rende unico e speciale.. lui è un super papà.. ma per me è anche un super marito. è sempre stato vicino a me mi ha sempre regalato emozioni e amore. lui per me è un eroe anche se lui si sente tutto tranne che eroe. Lo rivoglio il Cristian di una volta. vorremmo tanto che sia fatta giustizia e che ci si dia voce di questa vicenda.

Quello che abbiamo passano lo sapremo solo noi. Come soffriamo lo sappiamo solo noi. E anche quello che tutti i giorni viviamo lo sappiamo solo noi. Vorrei solo avere una famiglia serena, un lavoro e tanto amore. Andare in giro con nostro figlio e potergli comprare un gioco. “

Questa la storia. Il resto è una sentenza che reintegra Cristian Castaldi nel suo posto di lavoro con contratto a tempo indeterminato. Disattesa. Aspettiamo gli sviluppi della vicenda, con vicinanza a Cristian , a Federica e al loro piccino.

Giovanna Rezzoagli Ganci
kitty

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  1. Roller ha detto:

    Mi vergognavo già di essere “italiano”.
    Dopo ciò sto seriamente pensando o di cambiare stato o di cambiare l’Italia ripulendola da questi piccoli feudatari prepotenti. Ignorare una sentenza di reintegro è di una gravità mai letta prima d’ora.

  2. Juan Guidi ha detto:

    Piu che pensare di vergognarmi di questi POVERI ITALIOTI (che fanno parte di un gruppo di persone ABOMINEVOLI)penso a quelle persone che invece che PUNIRE e SANZIONARE questa gentaglia SI CHIUDONO GLI OCCHI e fanno finta che non sia successo nulla solo perche NON HANNO IL CORAGGIO DELLE PROPRIE AZIONI E PER PAURA DI RIPERCUSSIONI NON FANNO NULLA DI SANZIONATIVO!! VERGOGNA A TUTTI SIETE SENZA COGLIONI!!MI RIFERISCO A CHI DOVREBBE EVITARE TUTTO QUESTO! E A QUEGLI “STRUZZI” CRIMINALI CHE METTONO LA TESTA SOTTO LA SABBIA!

  3. Lorella ha detto:

    Non ho parole! Una storia simile mi fa vergognare di far parte di questa società dove non c’è più rispetto nè per gli essere umani nè per gli animali.
    E chi non ama gli animali non è capace di amare nemmeno il prossimo, almeno questo è quello che penso.
    E’ assurdo che un onesto lavoratore, marito e padre venga trattato in tal modo solo per avere cercato di difendere creature che non avevano alcuna colpa, se non la disgrazia di trovarsi nello stesso posto in cui si trovava quell’essere spregevole.
    Sono sinceramente dispiaciuta per Cristian e la sua famiglia e spero che la giustizia punisca chi agito in tal modo e che lui possa trovare un posto di lavoro dove venga trattato come merita e soprattutto ritrovare la serenità e la tranquillità accanto a sua moglie e al suo bambino.
    Sono vicina a loro e gli faccio i miei migliori auguri.

  4. Maria Rosa Oneto ha detto:

    Cara Giovanna hai proprio ragione. Il mondo, oggi, fa paura e ancor più la stragrande maggioranza di coloro che lo abitano. Gli animali, ritengo siano preziosi, da custodire, proteggere ed amare come qualunque altra creatura. Prima, quando ancora potevo sedermi sulla carrozzina elettrica (cosa che attualmente non posso più fare e la USL non vuole sostituirla dopo dieci anni che la possiedo, con un’altra adatta alla mia patologia) ed uscire salutavo con lo sguardo o una parolina dolce tutti gli animali che incontravo sul mio cammino. Fossero dotati di “padrone” oppure randagi. Tanti, mi avranno creduta scema o debole a causa delle mio “male”: senza sapere che il quel momento mi sentivo una donna felice in quanto ero in diretto contatto spirituale con il creato.

  5. E’ una storia verissima. E sapete quante violenze avvengono contro gli animali nel Tigullio? Tante. Spesso e volentieri impunite. Ricordo i gatti uccisi a Borzonasca. Senza nome il colpevole, ma in compenso il Sindaco si è premurato di “ridimensionare” il dato affermando recentemente che “pochi esemplari” sono stati avvelenati. Quanti? Minimizzare: a che scopo? Denunciare sempre.Il caso di Cristian Castaldi è emblematico di una società malata che tenta di nascondere la sua malattia dietro la pietosa e francamente trita storiella che esistono priorità e che gli animali non sono una di esse: la verità signori è che la vera priorità è estirpare il marcio e il male ovunque sia presente.

  6. Valentina ha detto:

    È una storia assurda, io avrei licenziato e rinchiuso in galera quel bastardo che ha ucciso i gattini, viviamo in un mondo orribile.
    Posso immaginare quanto il tutto sia stato uno shock tremendo.

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