Published On: Ven, Set 29th, 2017

Pietro Batacchi (RID) “Fincantieri: 20 anni di commesse a Riva e La Spezia”

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Pietro Batacchi, direttore di RID -Rivista Italiana Difesa– la rivista più autorevole nel settore militare che ha la sua sede a Chiavari e sviluppa strategie di geopolitica internazionale- commenta per Tigullio News le ricadute liguri del recente accordo tra Francia e Italia sui cantieri navali di Saint Nazaire, che ha stabilito lo status societario di STX.

Gli accordi sui cantieri di Saint Nazaire riguardano solo il settore crocieristico?
L’intesa dà più forza al settore civile che a quello militare. Ma quest’ultimo sarà discusso nel corso della “road map” che progetterà nei prossimi mesi l’integrazione nel campo militare, visto che si parla soprattutto di Naval Group e Fincantieri. Naval Group ha in dotazione un big player come Thales che nel settore aerospaziale collabora con la nostra Leonardo (45.000 dipendenti). In altri settori però Leonardo e Thales sono in concorrenza.
Noi stiamo crescendo, anche grazie alla cosiddetta Legge Navale – che prevede la fornitura per la Marina di (7 ordinati + 3 in opzione) di Pattugliatori Polivalenti di Altura da 3000 tonnellate, di una grande nave d’assalto anfibio LHD e di una nave da supporto logistico LSS, Oer non parlare della mega commessa da oltre 5 miliardi di euro con il Qatar che comprende quattro grandi corvette/fregate leggere lanciamissili, una LPD anfibia simile ad analoga unità venduta all’Algeria, ma con capacità antibalistiche, e 2 corvette leggere.  Pertanto si tratta di andare oltre la concorrenza, verso l’integrazione.

Gli sviluppi del piano FREMM?
In Europa il piano è operativo da anni e prevede in tutto 19 unità già finanziate (10 delle quali per l’Italia). Vi sono inoltre importanti sviluppi FREMM in altre nazioni. Fincantieri è ben posizionata in Australia, dove si prevede la realizzazione di 9 unità (siamo in concorrenza con gli inglesi di BAE systems). Si tratta di un progetto interamente italiano di 30 miliardi di valore, che prevede la costruzione delle navi in Australia, ma con un grande coinvolgimento produttivo e tecnologico di Riva Trigoso e del Muggiano a La Spezia.
In una mia recente intervista al Capo di Stato Maggiore della Marina militare, l’ammiraglio Girardelli ha risposto: “[Abbiamo buone chances], visto che le FREMM rispondono appieno ai requisiti australiani. E’ chiaro, poi, che in una scelta del genere rientrano anche considerazioni di ordine politico, ma da questo punto di vista il Governo e le istituzioni del nostro Paese hanno fatto già molto e altrettanto faranno nel prossimo futuro.”

In un’intervista al quotidiano La Repubblica, la ministra Pinotti parlava di possibili sviluppi in Canada.
Oltre al progetto statunitense Littoral Combat Ship -classe Freedom- realizzato dai cantieri Marinette, acquisiti da Fincantieri, il Canada ha manifestato l’intenzione di produrre nei cantieri locali Irving alcune unità navali FREMM, ancora da appaltare. Anche in quel caso vi è la possibilità di sviluppi positivi per la nostra cantieristica.

C’è anche il settore dei sommergibili, in cui il partner è la Germania
La Marina Militare italiana proseguirà la sua collaborazione con la Germania, e altri 4 sommergibili saranno realizzati al Muggiano di La Spezia, su licenza tedesca. Ma in questo settore i principali produttori mondiali sono i tedeschi di TKMS, i russi e il francese Naval Group. Noi non produrremo per Paesi terzi. La nostra forza quindi non è in questo settore.

Comunque per i due cantieri liguri vi sono buone prospettive?
Se fossi un dipendente di Fincantieri a Riva Trigoso o a La Spezia, starei tranquillo per almeno vent’anni. Le prospettive di produzione nel settore militare, anche solo all’interno della UE, vista la necessità di sviluppare flotta ed esercito europei, sono positive.
 

Varo della Fremm Margottini