Published On: Ven, Lug 17th, 2020

Plastica e mare. Cassette di polistirolo in mare prima che il peschereccio salpi

Eccoci sulla diga foranea del porticciolo di Sestri Levente che, insieme ad altri 8000 Comuni italiani, è la città più ambientalista della galassia. Peccato che poi nessuno faccia nulla di concreto. Se dici: –Contrastate la plastica in mare, almeno in parte, come amministrazioni -, rispondono: – Non possiamo fare nulla… Non è di nostra competenza!
Avanti così, allora.
Milioni di cassette per il pesce ogni anno finiscono nel mare italiano. Sono di polistirolo, quel materiale che si sgrana in piccole palline, leggerissimo. Le cassette volano via che è un piacere e durano due giorni al massimo. In Francia usano quelle di plastica rigida, che possono essere lavate durando un anno e che non volano via, costano meno e inquinano di meno.
Nella prima foto vediamo cosa caricano i pescherecci di piccole-medie dimensioni ogni giorno, quanto a numero di cassette. Tra l’altro ho notato che poi vengono messe nel posto più insicuro, cioé sul tettuccio della cabina di pilotaggio. Per giunta legate malissimo: basta un refolo di vento…
Ovviamente, a 50 metri dal molo principale, ritrovi le cassette nuove di pacca sugli scogli. Volate via irrimediabilmente, perché non c’è chi pulisca le acque del golfo ogni giorno…
Così si distrugge il mare.
Questo è suicidarsi in massa, per stupidità. Speriamo almeno negli uomini in divisa, ma intanto cosa succede negli altri 7999 Comuni di questo Paese, dove quasi tutti parlano bene e quasi tutti fanno il contrario di ciò che dicono?

Porto di S.L.: cassette per il pesce