Published On: Mer, Lug 22nd, 2015

Plastica e mare: impatto devastante di 10 milioni di cassette di polistirolo per il pesce ogni anno

Per il Salone Nautico era prevista una mostra itinerante (da portare in Europa nel corso dell’anno, anche per veicolare il Salone Nautico per tutto l’anno e in tutti i Paesi, a basso costo). Il tema approvato da Ucina e Saloni Nautici era quanto è descritto di seguito. Purtroppo i tempi dei Ministeri hanno impedito l’avvio di un finanziamento per l’iniziativa in tempo utile.

Plastica e mare
Le materie plastiche nel Mediterraneo e nei mari europei: situazioni e soluzioni

I temi della sostenibilità impongono iniziative e policy efficaci. L’ambiente marino è un caso di scuola, in cui urgono politiche semplici per risolvere questioni complesse come quelle della relazione tra attività economiche, turismo e ambiente. Il caso da cui vogliamo partire è quello degli imballaggi in EPS (polistirolo) i cui effetti sono immediatamente verificabili.

  • Il carico di EPS in mare:

1- Sono almeno 10 milioni le cassette di EPS (polistirolo espanso) utilizzate ogni anno per il solo settore ittico ([i]). Uno studio condotto da Legambiente e Accademia del Leviatano nel 2014 ha individuato una media di 27 rifiuti galleggianti in ogni kmq. dei nostri mari [ii].

In Francia utilizzano per la pesca cassette di plastica rigida che durano un anno e non due giorni come l’EPS usato in Italia. Risparmiano e non inquinano, mentre i “nostri” 10 milioni di cassette di pesce (ognuna costa ca. 60 cent.), essendo in EPS tendono inevitabilmente a finire in mare in percentuali significative.

2- L’EPS di cui si parla (schiuma di polistirolo) è molto leggero, galleggia, e si scompone facilmente in particelle sferiche che impattano su oltre 250 specie marine che le scambiano per cibo. Circa il 20% dei rifiuti di plastica galleggiante che si trovano nei nostri mari proviene da cassette di EPS utilizzate per la pesca.

3- Obiettivo dell’iniziativa promossa dal Salone Nautico 2015 è la riduzione del 20% degli inquinanti galleggianti, attraverso  la sostituzione di cassette in EPS con quelle in plastica rigida -utilizzata da tempo sui pescherecci francesi, perché dura un anno, mentre le cassette in EPS sono utilizzabili solo per pochi giorni).
Ne deriverebbe tra l’altro un minore costo per l’industria ittica.
Inoltre andrà attivata una filiera industriale di riciclo dei materiali EPS, economicamente e tecnologicamente sostenibile.

( …)
5- In molte zone costiere degli USA (i.e. California e New York) si è normata l’eliminazione dell’utilizzo dell’EPS negli imballaggi e nei contenitori per il cibo utilizzati nei supermercati[iv] e nella grande distribuzione.

  • Inquinamento da materie plastiche

Si sta evidenziando anche nel Mediterraneo attraverso le floating garbage (isole galleggianti di rifiuti plastici) e le floating washing garbage (causate da microfibre immesse in mare attraverso le acque provenienti  dal lavaggio domestico) o marine litter. Queste “isole galleggianti” sono formate dai vortici delle correnti marine.

E’ evidente l’impatto negativo sulla catena alimentare, sulla pesca, sulle specie protette nel Santuario dei Cetacei tra Costa Azzurra, Liguria, Toscana e Corsica, e sul turismo nautico e balneare.

L’economia circolare: il caso End Life Boat (ELB) di UCINA-Confindustria Nautica

Ucina ha sviluppato un progetto sistemico su scala nazionale per la realizzazione di alcune unità produttive, al fine di applicare e integrare le scoperte della ricerca sulle materie plastiche prime-seconde. Tale esperienza ha permesso di realizzare interventi di carattere normativo presso l’UNI, di sviluppare interesse nelle istituzioni per la soluzione dei problemi sui rifiuti complessi, e di raccogliere e indirizzare iniziative di carattere imprenditoriale nel campo della gestione economica e ambientale di tali problematiche. Si tratta di formalizzare concretamente quanto oggi impone l’economia circolare, in cui il recupero dei materiali a fine vita di un prodotto è già programmato al momento della produzione.
L’attivazione di questo processo significa riduzione dei costi di cantiere, recupero dei materiali, posti di lavoro nuovi, minore impatto ambientale.

  • EXIBITION “MEM” (Meno Eps in Mare) c/o il Salone Nautico 2015

Il concetto innovativo del “Genoa Boat show 2015” si basa sulla passione per il mare: sport, cultura, cibo, tradizioni, ambienti (borghi marinari, porti) e ambiente. Oltre al loro valore intrinseco, questi temi sono un motore mediatico in grado di sviluppare la produzione cantieristica in un quadro di efficienza ambientale.

Da ciò l’esigenza di unire alla parte espositiva una mostra – Meno EPS in Mare (MEM), i cui obiettivi sono: a) didattico; b) scientifico, nell’ottica di creare nei media e nell’opinione pubblica le basi per interventi risolutivi. Le policy servono ad accelerare processi: si pensi ai bastoncini di platica dei cotton fioc, che per anni hanno infestato le spiagge italiane, finché non è uscita la notizia che potevano creare danni ai timpani di bambini e adulti. Dopo di che si è provveduto a utilizzare bastoncini di cartone pressato.

Quindi una Exibition per realizzare policy efficaci già nella sede di Genova, ma anche un modo efficace per veicolare il Salone e la nautica italiana al di fuori di Genova e dell’Italia, con una mostra itinerante che nel corso di tutto l’anno trasporti contenuti scientifici, le soluzioni, la passione per il mare e la nautica sostenibile nelle città europee e di altre nazioni.

MEM dovrà essere sviluppata una rete tra diversi soggetti scientifici ed universitari, gli oltre 100 Musei del mare presenti in molte nazioni, associazioni ambientaliste come Lega Ambiente, IPCB CNR.

Un obiettivo non secondario è diffondere la tecnologia dell’economia circolare in un ampio strato della filiera industriale europea ed italiana.

Sviluppi ulteriori: ottimizzazione dei consumi energetici nelle imbarcazioni da diporto, attraverso l’uso di gas liquido etc.

La parte itinerante potrebbe svolgersi via terra (tramite accordi con università e governi esteri) o via mare in forma di “regata” da Genova a Marsiglia, Barcellona, Londra fino al Mare del Nord, veicolando il Made in Italy (non solo del settore) e le nostre tecnologie di sostenibità.
Ciò si potrà svolgere in collaborazione con il “Race for water Odissey [v]”, la regata attraverso gli oceani nata per individuare a analizzare i “gyres” le discariche galleggianti formate da plastiche, circa 260 milioni i tonnellate.
Il confronto con associazioni di categoria, istituzioni, scienziati, fondazioni per l’ambiente può permettere un confronto permanente sulle migliori policy da applicare.

[i]  La Repubblica 23 dicembre 2014: http://www.repubblica.it/ambiente/2014/12/23/news/pesca_polistirolo_biodegradabile-103605166/

[ii] Legambiente, sito nazionale, 8 agosto 2014: http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/goletta-verde-presenta-l-indagine-sul-marine-litter-nei-mari-italiani

[iii] Associazione Chimica Verde, test a San Benedetto del Tronto: http://www.chimicaverde.it/arrivano-le-cassette-biodegradabili-la-pesca/

[iv] Per esempio, il sindaco di NYc De Blasio ha bandito l’EPS dal ciclo del “contenitori per food”: dagli studi condotti ogni giorno a NYc 830.000 contenitori di plastica per singolo uso sono utilizzati ogni giorno dai soli studenti (bicchieri di “plastica”).

[v] www.raceforwater.com

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