Published On: Ven, Mar 7th, 2014

Poesie sul mare: Caproni, Montale, Sbarbaro

L’AMORE IN FUMO

Nel balcone, di notte,

una sigaretta arrossa l’aria.

Romeo senza Giulietta

sciolgo le braci al vento.
Brucerei i rampicanti

tra me e te ma non fuggirei

mai da qui, perché adoro

vivere sul terrazzo quando le

tv sono già spente.

Tu da sola nella notte

passi sotto di me, e solo

io ti guardo mentre gli altri dormono

colorando il letto con le loro ombre.

Arràmpicati lungo i miei capelli,

la strada è vuota, un nulla ci separa.
Vieni a baciarmi senza prendere l’ascensore.

Fumo una sigaretta ancora.

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FRUSCIA LUNA

Nel mare. Il frusciare notturno

della luna nel cielo.

Frammenti di luce che escono la sera.

Il rosso delle onde,

il fruscio impersonale del tempo.

Tra i suoni delle radio che si disperdono

arrivano le voci nascoste nelle barche.
Annega il fantasma di un amore che

i pensieri non vanno più a cercare.
Il mare tende le mani alla pioggia e

nuvole lontane bisbigliano di voluttà:

lentamente cercano colline da adornare.

Il corpo elettrico trema come una chitarra

Ma stasera le voci non resistono e il

vento non trascina più nulla.

Nel mare una parola dietro l’altra

scende sul fondo come un serpente morto.

E tu fruscia, luna.  Fru.

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LA GIORNALAIA (Nizza 1978)

Reinette, dolce

silohuette nell’ora blu

dell’alba quando tu

aprivi nella luce morente

della notte la tua edicola.

Poi spargevi sotto il neon il ventaglio dei

giornali mentre nella città i sogni

si trasformavano nell’ora del lavoro.

E allora e per sempre hai venduto come oro

il nostro foglio quotidiano: Le Monde oppure

Nice matin a colazione, mentre andavo

sgusciando il croissant in un amen.
Ecco che arrivava

l’ora di essere giuliva

e tendere la mano ai

pargoli che l’afferravano

in cambio di una notizia da Cap Ferrat.
Per una moneta confortavi la nostra mestizia,

prima di andare a scuola.

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UN POCO DI ME

Ti amavo facilmente

quand’ero solo, finché

c’mon baby disse l’altro

ma eri inafferrabile e incomprensibile

anche per lui

Era difficile capire le

parole che lumeggiavano vicino a te

Ricordo il sapore della tua voce

il bacio nella strada buia

poi mi hai inseguito

mentre correvo verso casa

per prendere a schiaffi la mia

incompetenza d’amore

sotto il tuo sguardo severo.

Ti ho cercata con gli occhi umidi

di un gatto nell’immondezzaio

avevi i colori della sera

quando il tuo corpo cadeva nel buio

volevo raccontarti dei miei risvegli

la cenere dei sogni che persiste

come una nebbia nel mattino

Poi correvo con la bocca piena di parole

racconti da dire a te

e ho cercato di baciarti

poco alla volta

ma era tardi era troppo tardi

per sperare di turbarti

con un poco di me.
_______________

TANA

Un anaconda vomita

disteso all’ingiù nella tv del bar.

Un elettrauto di ritorno

dal safari parla come una star.

Esistenze languide e senza lacuna

si rincorrono nella laguna.

Pallido tramonto d’agosto

riccioli di calore sui colli vicini.

La mia vita si rannicchia in un

brivido dolce sotto la doccia.

Impiegati con le dita nel naso

sbocciano dalle uscite della metropolitana.

Imprigionato nella sua tana

il mio cuore di elefante stasera

a Sestri Levante.

Photo by Maranathà phptpgraphy.it

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