Published On: Gio, Giu 6th, 2013

Polemica a Rapallo sulla mancata accoglienza commerciale dei crocieristi

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crociera a rapalloRAPALLO. La nave da crociera ormeggia in rada a Rapallo i vacanzieri scendono e trovano una città barricata, il 90% delle attività commerciali chiuse. E’ il triste scenario delineato dal leader Rapallese PCL Andrea Carannante. Lunedì scorso sono sbarcati in città i 1500 passeggeri, per lo più di nazionalità britannica, della Thomson Dream. Un’occasione doro per alimentare il giro d’affari di un settore, quello dedito al commercio, gravemente afflitto dalla crisi economica. Eppure, nell’intervallo notoriamente dedicato al pranzo, molti esercizi commerciali non hanno saputo sfruttare la presenza mordi e fuggi dei vacanzieri.

“La settimana passata l’ASCOM lamentava la presenza di commercianti abusivi e l’esistenza di mendicanti che avrebbero fatto da brutto sfondo alla nostra città – prosegue CarannanteOggi questi visitatori si  trovano invece la prima amara sorpresa: appena scesi dalla nave si scontrano con la quasi totalità dei negozi chiusi – poi l’affondo polemico – Non bastano i tappeti colorati per rilanciare lo sviluppo turistico di questa città, la fredda accoglienza di questa Rapallo avrà fatto perdere a loro anche la voglia di comprare una cartolina”.

“Il sig.Carannante, come al solito, confonde problemi diversi – replica la presidente Ascom Elisabetta LaiDa un lato esiste il problema dell’apertura dei negozi nell’ora di pranzo quando arrivano i croceristi (o comunque nel serale d’estate). Altro e diverso problema è quello dei venditori clandestini. Altro problema ancora è quello dei questuanti. Ascom, quanto al primo, ha “invitato” i propri associati ad applicare l’orario continuato. Come forse il sig.Carannante ignora in democrazia nessuno può “obbligare” ma, specie in un sindacato, si “invita”. Ascom si è impegnato e si impegnerà perchè il maggior numero possibile di negozi (come peraltro accaduto oggi) resti aperto, ma nulla può fare di più. Quanto ai venditori clandestini, gli stessi con un solo comportamento violano più leggi: vendono merce contraffatta (è reato anche comprarla come risulta dai cartelli recentemente apposti dalla Amministrazione Comunale), evadono il fisco al 100% e lo fanno evadere ai loro fornitori e, evidentemente, si pongono in concorrenza sleale con i commercianti che, oltre a pagarlo, il fisco, danno lavoro regolare a decine di dipendenti per non parlare dei canoni di locazione, dell’IMU, della Tares ecc.ecc. Se il signor Carannante ritiene di difendere i venditori clendestini, in democrazia, è peraltro un suo diritto che noi rispettiamo. L’ultimo problema è quello dei questuanti. A Rapallo è indubbio che il loro numero si sia moltiplicato e che l’immagine della città ne soffra. Parte di questi poi, in particolare quelli che presidiano i posteggi, appaiono come vere e proprie associazioni familiari che poco hanno a che fare con i bisognosi. Tali associazioni  ed i loro associati sono peraltro ben noti alle forze dell’ordine ed agli stessi cittadini per la loro presenza quotidiana nei “soliti” posti”.

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