Published On: Gio, Mar 8th, 2012

“Popolari per Rapallo” nati tra la bufera dell’UDC rapallese

Gerolamo Giudice, consigliere comunale Rapallo

Il consigliere comunale Gerolamo Giudice

RAPALLO. Nessuno dubitava sulla fedeltà di Gerolamo Giudice al sindaco uscente Mentore Campodonico, il nodo da sciogliere era semplicemente legato al detentore del simbolo di partito. Ora che lo stemma è passato di mano, nascerà una nuova lista civica Popolari per Rapalloche anche nel nome si riferisce alla tradizione e ai valori dell’impegno politico, cattolico e democratico – spiega il Consigliere comunale Giudice – che chiederà i consensi ai cittadini con la forza della coerenza che ci ha visto impegnati in questo ciclo amministrativo a sostegno del Sindaco Mentore Campodonico“.

Il nuovo gruppo civico, che si pone per obiettivo “un impegno rivolto ai problemi, ai fatti, alle soluzioni possibili sostenibili e realizzabili“, guarderà certo con particolare attenzione l’esito delle urne. La nascita di Popolari per Rapallo si inserisce infatti nel più ampio contesto di una battaglia volta a stabilire chi, tra Giudice e Amoretti, sarà in grado di canalizzare il più ampio consenso nel medesimo bacino elettorale.

Umberto Amoretti (UDC)

Umberto Amoretti (UDC)

“Desidero riaffermare ancora una volta la mia coerenza nei comportamenti e nelle scelte che mi hanno visto, nel bene e nel male, e insieme agli altri amici che in queste idee si ritrovano, lavorare e impegnarmi nell’UDC e nell’area politico sociale di riferimento fino dagli anni 90 senza mai abbandonare queste posizioni – dichiara Giudice – leggo con stupore le dichiarazioni di Umberto Amoretti  che parla di lealtà e di  lezioni di stile argomentando sulle vicende dell’U.D.C. Rapallese cui è approdato da pochi mesi. Sarà bene ricordare che il Consigliere Amoretti è stato quasi 5 anni attivo consigliere della P.D.L. con 2 deleghe di peso (prima quella allo sport e poi quella al personale). Lo stupore aumenta quando leggo che lo stesso Consigliere avrebbe votato a favore di delibere consiliari affermando oggi di non condividerle. La domanda che mi viene spontanea e che penso verrà anche agli elettori: “perché non se ne è andato prima? Evidentemente la fretta di spostarsi sulle posizione di Capurro gli ha fatto dimenticare la prudenza nel rilasciare queste dichiarazioni”.

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