Published On: Ven, Mar 21st, 2014

“Presidente, venga a visitare la perla del Tigullio”

Massimo Solari hotel MiraSESTRI LEVANTE. Un accorato appello al presidente del consiglio Matteo Renzi, perchè venga a conoscere Sestri Levante e a confrontarsi con gli operatori ricettivi, per evitare che questi si trovino costretti a trasfornare i propri esercizi in attività stagionali. Massimo Solari, titolare dell’albergo ristorante “Mira”, e Roberto De Lorenzis, Presidente Nazionale dell’Associazione Consulenti del Lavoro.

Sestri-Levante“In qualità di ristoratore e albergatore, attività che la mia famiglia porta avanti ininterrottamente da oltre 127 anni, ho voluto di sottoporre all’attenzione di Renzi e di tutto il Consiglio dei Ministri una proposta elaborata in concerto con il Dott. De Lorenzis – spiega Solari -. In passato abbiamo ottenuto innumerevoli riscontri e condivisioni presso le istituzioni locali e nazionali, senza tuttavia che a tali apprezzamenti sia seguito un approfondito studio di fattibilità e una concreta applicazione”. In cosa consiste la proposta? “Se le aziende del comparto turistico-alberghiero fossero aiutate a non chiudere durante la bassa stagione, utilizzando la leva fiscale ed una riduzione dei contributi, potrebbero garantire ricadute positive per tutti i soggetti sopra menzionati ed un minor onere per lo Stato, creando il primo necessario presupposto per una “de-stagionalizzazione” del settore: lo Stato, sopportando solo una parte dell’onere che oggi si accolla, potrebbe realizzare un utile risultato per se stesso, per i lavoratori, per le attività economiche e quindi in generale per l’economia e per la popolazione dei territori interessati”.

“Un numero sempre maggiore di imprese del settore turistico-alberghiero, compresi alberghi storici che mai avevano interrotto la loro attività, si convertono in stagionali, alternando quindi periodi di attività a lunghi periodi di chiusura – prosegue Solari -. La chiusura degli alberghi e delle aziende turistiche durante la stagione invernale produce una serie di effetti negativi per l’intera collettività: sacrifici per i lavoratori, ripercussioni negative su tutte le attività del territorio, e un sotto utilizzo delle strutture ricettive con conseguente ulteriore riduzione dei margini di guadagno che, se ridotti oltre un limite accettabile, indurranno alla chiusura definitiva delle attività”.

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