Published On: Mar, Nov 10th, 2015

Presidio di Coldiretti Liguria a Genova. Il latte italiano viene pagato meno dei costi di produzione ed è tra i più cari d’Europa

Domani, mercoledì 11 novembre, dalle 9:30 alle 18, presidio degli allevatori e di Coldiretti Liguria davanti alla Coop A. Negro, nel piazzale antistante il Terminal Traghetti di Genova, da via Milano.

Alle 11, sul piazzale, si svolgerà anche una conferenza stampa alla quale parteciperanno l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai, il presidente di Coldiretti Liguria, Gerolamo Calleri, il presidente dell’Ara-Associazione regionale allevatori Stefano Ghiso, il direttore generale di Coldiretti Liguria Giovanni Moretti, i presidenti e i direttori provinciali di Coldiretti, rappresentanti delle Associazioni dei consumatori liguri.

Dopo anni di vacche grasse, la UE ha stretto i cordoni della borsa, che negli anni ’80 e ’90 erano aperti in maniera sregolata e insensata, anche grazie al corporativismo eccessivo degli agricoltori francesi. Gli agricoltori ricevevano fondi per comprare mega trattori, per tenere gli allevamenti etc.
Poi sono arrivate le “quote”, un altro stravolgimento del libero mercato, un altro caso di dirigismo politico centralista, e sono arrivati i dolori per allevatori e agricoltori italiani.

La manifestazione di Genova si inserisce nel quadro della mobilitazione nazionale avviata da Coldiretti per la difesa del latte italiano e per tutelare i lavoratori del settore schiacciati dalle multinazionali con prezzi di acquisto inferiori ai costi di produzione.

Coldiretti, con il sostegno di molte associazioni dei consumatori, denuncia:

Il latte italiano viene sostituito con latte di provenienza sconosciuta, senza l’indicazione dell’origine in etichetta e senza trasparenza sugli ingredienti utilizzati: solo 1 busta di latte UHT su 4, vendute in Italia, contiene latte italiano.

– Le industrie acquistano semilavorati di latte (cagliate, caseine e caseinati) di provenienza straniera, per produrre formaggi, yogurt e mozzarelle, spacciandoli per made in Italy: una mozzarella su 2 consumate in Italia è prodotta con cagliate straniere.

– Il latte viene pagato ai lavoratori pochi centesimi, meno di quanto costa produrlo.

– Contemporaneamente il prezzo per i consumatori resta inalterato ed è ai più alti livelli in Europa.

Queste le conseguenze: dall’inizio della crisi hanno chiuso più di 3 stalle al giorno; si sono persi 32 mila posti di lavoro; le montagne sono state abbandonate; c’è meno “verità” e sicurezza sulle tavole delle nostre famiglie e nei prodotti per i bambini.

Una speranza per l'agricoltura?

Una speranza per l’agricoltura?

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