Published On: Sab, Mar 3rd, 2012

Presidio No Tav, alta partecipazione e nessun disordine

SESTRI LEVANTE. Nonostante i rumours che sul web annunciavano un pomeriggio movimentato, il presidio No Tav organizzato quest’oggi in piazza Matteotti si è svolto pacificamente, richiamando molti rappresentanti e simpatizzanti di associazioni e partiti del territorio (vedi questo articolo). Massiccia la partecipazione, poche le forze dell’ordine, defilate in un angolo mentre la piazza si riempiva di volantini, musica e curiosi. Il punto informativo, organizzato da circolo Donato Renna, associazione Acari e collettivo Leimer, aveva come scopo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui fatti della Val di Susa, e non solo: “Lo stato italiano sospende la democrazia in Val di Susa semplicemente restando assente, delegando alla polizia e al penale il ruolo di mediazione nel conflitto con i cittadini contrari alla Tav, Marchionne, calpesta un contratto nazionale, un ente pubblico, la protezione civile, viene dotata dallo stato Italiano di potere assoluto in situazioni di emergenza nazionale dando spazio a speculazioni, mazzette e affari illeciti, viene riconosciuto dallo stato italiano il reato di clandestinità sospendendo i più elementari diritti di ogni uomo – spiegano gli organizzatori – gli esempi di cui sopra ci obbligano non solo a solidarizzare con le vittime di queste sospensioni di diritti ma a preoccuparci anche per noi stessi, per i nostri figli, per i nostri amici e per il nostro futuro, perché noi siamo potenziali e allettanti obiettivi”. Tigullionews ha intervistato alcuni rappresentanti di partiti e associazioni che hanno partecipato al presidio.

Michele Breda, associazione culturale antirazzista indipendente Acari: “l’idea di creare un presidio nel Tigullio nasce dalla convinzione che la sospensione della democrazia riguardi la nazione intera e non solo la Val di Susa; la nostra iniziativa è stata molto criticata a priori e siamo stati pregiudizialmente accusati di voler favorire atti illegali invece come si può vedere nessun ferito, nessun incendio ne vetrine in fiamme, solo musica, confronto e dibattito”.

Massimo Cappitti, circolo Donato Renna: “quel che sta accadendo in val di Susa è il non voler riconoscere le ragioni di una comunità con una ostinazione che ci appare sospetta. Vogliamo legare questo discorso allo stato di progressiva erosione dei diritti e della libertà che sta prendendo campo nel nostro paese: leggi feroci contro i migranti, calpestamento dei diritti dei lavoratori per citarne alcuni. L’Italia sta diventando l’anticamera di tutto questo, sommato ad un contesto di profondo impoverimento economico e sociale”.

Albino Spinelli, comitato Stop al cemento: “siamo solidali con chi sta subendo l’arroganza di questo governo provvisorio, di una politica che non deve pregiudicare la democrazia. Chiediamo il blocco di ogni cementificazione, dei progetti di infrastrutture inutili, per ripensare un sistema totalmente nuovo e rispettoso del territorio”.

Marinella Ravettino, Anpi Tigullio: “tutte le Anpi Tigullio aderiscono al presidio in quanto contrarie a qualsiasi forma di violenza, in primis quella che viene dallo Stato”.

Gabriele Calzi, Anpi sez. Casarza Ligure: “vista la situazione economica crediamo che sarebbe il caso di investire in opere di reale utilità pubblica. La ferrovia già esiste, già è stata potenziata ma rimane sottoutilizzata; con i soldi degli italiani andrebbero create infrastrutture più urgenti e necessarie, creando opportunità di lavoro”.

Marcello Massucco, membro dell’assemblea nazionale del Pd: “il 70% del movimento avviene sul traffico pendolare tradizionale, che ormai è obsoleto. Spostare merce su rotaia oggigiorno non è sostenibile, è necessario un piano sensato, e quella per la tav è senz’altro una spesa folle. La nostra presenza qui si giustifica col fatto che la nostra base è più sensibile ai temui ambientali e alla mobilità sostenibile di quanto lo siano i vertici”.

Manlio Bozzano, membro del comitato regionale Rifondazione comunista: “a livello di sfruttamento territoriale esiste un parallelo tra ciò che accade in val di Susa e ciò che sta progressivamento avvenendo anche qui da noi, a livello locale. Seguiamo il discorso No tav dall’anno scorso, quando invitammo Nicoletta Dosio, portavoce nazionale del movimento, e se possibile organizzeremo altre iniziative”.

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