Published On: Lun, Dic 1st, 2014

Prima Guerra mondiale ed Europa di oggi: conferenza a Spazio Aperto

Verso il Centenario 1915-1918

Chi o cosa ha scatenato la Prima Guerra Mondiale?

Roberto De Marchi sabato 6 dicembre, ore 16.00  Spazio Aperto di Via dell’Arco 38, Santa Margherita Ligure

La Prima Guerra mondiale e l’Europa di oggi: breve commento di Paolo della Sala
La Prima guerra mondiale fu l’inizio di un’apocalisse che si spera sia finita. Perché avvennero grandi massacri di militari e di civili? Perché per la prima volta la tecnologia militare rivoluzionava il modo di fare guerra: carri armati, aerei e bombardamenti aerei, sottomarini, mitragliatrici, bombe a mano, gas mortali… Tutto un campionario della morte entrava in uno standard di battaglia ancora vecchio, per cui i militari venivano mandati alla morte così come si vede in uno spezzone dell’immortale film di Stanley Kubrik Barry Lindon, in cui si vede un battaglione di inglesi andare incontro -schierati uno a fianco dell’altro- a un battaglione di tedeschi che li aspetta col fucile in mano, anche loro schierati.

La Prima Guerra fu per l’Italia il compimento del Risorgimento, con la riconquista di Trento e Trieste, ma insieme fu la scoperta di un’incompiutezza fatale ancora oggi: eravamo un popolo la cui tecnologia era nettamente inferiore agli standard occidentali, che aveva bisogno di aiuti esterni (angloamericani) per risolvere le sorti della guerra, che aveva al suo interno enormi problemi sociali e politici, come la guerra civile tra anarcosindacalismo e fascismo, con la cultura statalista e neofeudale che trionfava in tutti gli schieramenti politici, imponendo al popolo “sovrano” di essere suddito di uno Stato che tornava ad essere “straniero” per il popolo, anche se parlava italiano. E –par conséquence– la corruzione e il massimalismo erano già alti. Come oggi.
Si parla di Grande Guerra 1914-1945, per l’Europa, non a torto.
E anche oggi, dopo 100 anni, l’Europa sembra ancorata sul tragico schizofrenismo che è incarnato dalla sua cerniera principale: la Germania, in eterno bilico tra modello statalista e nazionalista francese (ben diverso da quello liberale inglese) e modello russo. Questa oscillazione indecisa continua oggi oggi con due alleanze opposte coesistenti nella stessa nazione: entrambe sono positive per l’export tedesco, entrambe prevedono conseguenze per i vicini europei dell’est o dell’ovest (oggi si tratta di un’imposizione “soft” ed economica, ieri si trattava di atti di forza militari che prevedevano la conquista diretta di intere nazioni).
La Russia è posizionata su un modello che riprende in parte la dittatura sovietica e in parte l’assolutismo zarista, e nell’ultimo decennio ha costruito un giogo agli europei, basato sulla fornitura di gas (esclusi dal giogo la Francia che ha 100 centrali nucleari e il Regno Unito, che è autonomo per l’energia). Si è già nella Seconda Guerra Fredda, e si spera che la Cina non entri nel Grande Gioco internazionale con un investimento imponente nel settore militare, come è previsto da Pechino.
Insomma, il tema della pace oggi non è meno importante del tragico dibattito che si impose in Italia tra 1914 e 1915.

Disse Benedetto Croce che “La guerra, già in atto nello spirito europeo, si accese, come guerra combattuta con le armi, in quel punto di Europa dove insieme si agitavano confusi bisogni di libertà nazionale e tendenze nazionalistiche, dove contendevano di supremazia imperialismo austriaco e imperialismo russo; e, accesasi, si dilatò a incendio universale.

Fu così che, 100 anni fa, l’Europa rappresentò il principale teatro della Prima Guerra Mondiale: lo scontro tra grandi potenze per il controllo degli spazi e dei mercati si sovrappose a rivendicazioni di tipo risorgimentale e nazionalistico.

Roberto De Marchi, appassionato cultore di storia, ha approfondito le cause, le vicende e le conseguenze della Guerra, e le propone a “Spazio Aperto” in tre conferenze che si concluderanno alla vigilia di una data significativa, il 24 maggio (quando nel 1915 l’Italia iniziò ufficialmente le operazioni militari). La Grande Guerra, come venne chiamata perché più grande di tutte le precedenti, con oltre 59 milioni di soldati e più di 8 milioni morti e 29 milioni di feriti, fu un evento che segnò la fine di un’epoca con il crollo degli imperi asburgico e ottomano e della Russia degli zar.

Vicende complesse nelle quali l’Italia, dopo aver fatto parte della Triplice Alleanza con Germania e Austro-Ungheria, si trovò poi schierata contro queste a fianco delle potenze dell’Intesa, Gran Bretagna, Francia e Russia. In questo primo incontro Roberto De Marchi spiega perché e come il 28 giugno 1914 a Sarajevo, in Bosnia, non è avvenuto solo l’attentato all’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando e a sua moglie, ma è iniziato davvero il 20° secolo.

Beltrame guerra 15-18

Tavola di Achille Beltrame per la “Domenica del Corriere”, 1915

L’ingresso, come per tutte le iniziative dell’Associazione “Spazio Aperto”, è libero e gratuito. spazioaperto.sml@alice.it      0185 696475

 

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