Published On: Mer, Giu 12th, 2013

Progetto per Santa: ristrutturare, stop al cemento

Riceviamo e pubblichiamo da Progetto per Santa:
“Santa Margherita, una città “possibile” si può. Progetto per Santa, associazione cittadina che fa capo al gruppo consiliare di Jolanda Pastine, non riesce a percepire la volontà di uscire da una “logica edilizia” sterile cui allo stesso tempo la Pubblica Amministrazione sembra, a parole, voler prendere le distanze.

“Non crediamo che la crisi tangibile da almeno due decenni a Santa Margherita possa  trovare un riparo in modelli cooperativistici o convenzionati – spiega Jolanda Pastine -. Abbiamo la necessità delineare un quadro capace di evidenziare i fattori che l’hanno determinata in modo da costruire degli scenari efficaci per superarla. In particolar modo, ci spaventa il continuo calo demografico del nostro territorio”. Problema che non può certo essere risolto attraverso creazione di nuovi alloggi ma attraverso nuove premesse di sviluppo delle attività economiche, proposte di ricette per il miglioramento della qualità della vita, creazione di occasioni di lavoro per i giovani, lo sviluppo di iniziative finalizzate a rafforzare l’identità di un territorio che non riesce più a capire in che direzione si stia dirigendo.

“Occorre prendere coscienza che non possiamo più vivere all’ombra della visione stereotipata della Santa Margherita degli anni ’60 e che l’inseguire in maniera utopistica questa idea non può che rendere un domani ancora più difficoltosa una sterzata che già oggi ci appare necessaria – prosegue il consigliere comunale Pastine -. Il nostro Comune dovrebbe orientarsi con maggior sensibilità nei riguardi di un turismo verde e sostenibile al fine di acquistare una caratteristica che la possa distinguere con chiarezza tra le offerte turistiche di alto livello. Obiettivo raggiungibile lavorando a supporto della realtà unica del Parco del Monte di Portofino e della sottostante Area Marina Protetta Portofino”.

Bisogna pensare ad un nuovo tipo di sviluppo e delinearlo in maniera inequivocabile attraverso una programmazione definita e condivisa con i cittadini. “Ci piacerebbe che le “grosse” proposte progettuali attuali (come il porto, villa Attilia, il vecchio ospedale…) non si focalizzino solo sul delicato tema della “quantificazione” dei mc di cemento come unico parametro misurante l’impatto ambientale, ma che sia richiesta, vista l’importanza che queste costruzioni avranno sulla collettività garanzia sulla “qualità” attraverso delle certificazioni inerenti la sostenibilità degli interventi sia da un punto di vista progettuale che realizzativo”.

Si dovrebbe quindi pensare ad un modo per rendere integranti questi progetti ad un nuovo modo di vedere la città, imporre delle caratteristiche che possano creare una connessione dinamica che  instauri una sinergia propositiva al raggiungimento di un obbiettivo lungimirante. Il Comune si potrebbe così impegnare a prendere fortemente in considerazione aspetti del progettare “verde” ed ambientale con la creazione di incentivi capaci di creare per tutti vere opportunità.

“La Pubblica Amministrazione dovrebbe trovare in questi grossi interventi – precisa Jolanda Pastine – l’occasione per dare, in questo senso, l’esempio nei riguardi di questo modo nuovo di vedere il costruito e l’ambiente che lo circonda ed iniziare così un percorso che oggi pare obbligatorio da un punto di vista etico, necessario per le conseguenze ambientali e doveroso per l’esempio educativo che potremmo diffondere non solo a livello locale. Ci teniamo inoltre a fare presente che la volontà di conservare manifestata con lo slogan dell’azzeramento della cementificazione sul territorio non deve escludere la possibilità di riqualificare l’esistente”.

 

Riqualificare significa sostenere il settore dell’edilizia  e dei numerosi artigiani e professionisti del settore ma anche i cittadini che grazie a piccoli interventi potrebbero migliorare la qualità delle loro proprietà e di conseguenza anche gli aspetti più generali della qualità dell’ambiente, sia da un punto di vista estetico che qualitativo. Per esempio, grazie a interventi di riqualificazione energetica.

“Insomma, garantire per lo meno gli aspetti riqualificativi ai singoli significa anche avere una contropartita a livello della comunità tutta – spiega ancora Pastine -. Proponiamo come potenziale soluzione da questo punto di vista la redazione di un nuovo Regolamento Edilizio sensibile nei confronti della sostenibilità e del risparmio energetico. Lo sforzo in questa direzione risulta molto impegnativo perché spesso tende a modificare gli stili tradizionali ed in particolare richiede una rivoluzione a livello di mentalità e di gerarchia valutativa”.

E’ indubbio che il tema sia di importanza fondamentale: a livello Comunitario è da molto tempo che viene sottolineata l’importanza degli aspetti energetici avendo individuato nel patrimonio edilizio esistente un settore strategico per la riduzione dei consumi energetici, essendo responsabile del 40% dei consumi totali e delle emissioni di inquinanti in atmosfera.

Le difficoltà nel nostro Paese per il raggiungimento di questi obbiettivi sono essenzialmente date dalla natura del parco immobiliare esistente; di fatto l’esiguo tasso di turnover degli edifici (il  ciclo di vita nei nostri territori è tradizionalmente molto lungo) unito all’età delle abitazioni impone la necessità di intervenire sullo stock esistente.

“Intervenire puntualmente a livello comunale significa anticipare i tempi – assicura il capogruppo di Progetto per Santa -. Tentare di raggiungere degli obiettivi già fissati a livello internazionale e nazionale che per inerzia del sistema trovano difficoltà ad arrivare in maniera diretta al livello operativo della filiera. Lo strumento ideale per il raggiungimento di questi obiettivi potrebbe essere proprio un nuovo Regolamento Edilizio, strumento che in alcune realtà è stato un vero e proprio portatore di innovazione”.

L’importanza di definire regole a livello locale in ambito energetico e non esserne semplicemente attore passivo in applicazione di norme gerarchicamente superiori è fondamentale in quanto è data la possibilità di scegliere le modalità che meglio si possono associare alla realtà locale. “Basandoci sulla certezza che l’energia è un fattore che influenza la qualità della vita e che la sua disponibilità comporta implicazioni economiche e sociali serie con inevitabili e rilevanti modifiche sul territorio un più sensibile approccio a livello locale potrebbe consentire in un futuro prossimo un maggior controllo su tali fattori – conclude con fermezza, Jolanda Pastine -. Si crede che, considerando il loro effetto sul territorio, delle direttive date a livello locale possano essere determinanti. L’obiettivo è quello di definire delle regole per la sostenibilità attraverso adeguati regimi incentivanti in modo da conferire vantaggi sia alla Comunità sia ai singoli sia tradotto significa ricercare un miglioramento dell’efficienza energetica e una diffusione delle tecnologie legate allo sfruttamento delle fonti rinnovabili”.

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  1. Ma Lei non è all’opposizione???? Cosa ha fatto fino ad OGGI???? Di parole, parole, parole, siamo tutti stufi, vogliamo i fatti…un suggeriemnto, se Santa fosse rimasta come 30 fa, e non vado oltre, sicuramente oggi non vivrebbe la crisi causata da questi politici acchiappa poltrone per i loro votanti…quindi voti a perdere….è altamente VERGOGNOSO che un luogo da SOGNO come Santa sia in crisi.

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