Published On: Mer, Giu 14th, 2017

Pronto Soccorso: in Liguria è crisi. Meno parole sui vaccini e più management

La Sanità in Liguria funziona bene, grazie a buoni medici e ottimi infermieri, ma dal punto di vista dell’efficienza e dei costi, è stata ridotta a Sud Italia da decenni di amministrazioni poco manageriali. Ora tocca al centrodestra, e la questione non è ancora risolta…

Alcuni anni fa Luca Ricolfi ha individuato cinque fasce di regioni italiane. Nelle due fasce superiori stanno: Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Marche, Umbria, Toscana, Emilia-Romagna. Nelle due fasce inferiori: Calabria, Sardegna, Sicilia, Campania, Molise oltre a, per un altissimo livello di spesa a fronte di risultati non più che medi, Lazio e Liguria. Nessuna regione del sud come delle isole rientra in una delle due fasce superiori. L’85 per cento del disavanzo complessivo della Sanità è concentrato in Lazio, Campania e Sicilia. Guarda caso, Campania e Sicilia, assieme alla Calabria, non solo sono tra le regioni più care, ma sono anche quelle in cui è di gran lunga più bassa la qualità dell’assistenza sanitaria.”
La Sanità ligure quindi resta “border line”, e ha bisogno di colpi d’ala robusti, anche perché deve fare i conti con una popolazione di Matusalemme, in una nazione di ultra anziani.

Troviamo pertanto fuori misura l’intervento dell’assessora Viale sul tema dei vaccini.

La zombizzazione dell’Italia procede inarrestabile. Per decenni la nazione ha avuto l’obbligatorietà dei vaccini e nessuno ha detto nulla, nessuno ha protestato, e non c’è stata nessuna strage dei polli che erano stati vaccinati “a forza”. Ora, è verissimo che l’obbligatorietà è illiberale, ma il dato che il 20% degli italiani ha PAURA dei vaccini deve far riflettere: “libera scelta” è uno slogan, ma intanto abbiamo una globalizzazione che ripropone addirittura malattie che sembravano sparite: tubercolosi, colera, polio. Con un quadro epidemiologico di questo tipo, la crescente antiscientificità ontologica dell’italiano medio è un rischio per tutti.

Poi ci sono i Pronto Soccorso liguri: nel Tigullio, a Lavagna il Soccorso non è Pronto: ore e ore di attesa. A Genova, dopo San Martino, anche l’ospedale Galliera si è ammalato.
M5S Liguria commenta la situazione. Peccato per l’osservazione contro la Sanità Lombarda, che funziona benissimo. E funzionerebbe bene anche una buona dose di privatizzazioni, se non si trattasse di favori resi agli “amici degli amici” come da costume illiberale italiano, ma di mercato libero: farebbe molto bene alla Sanità pubblica. In Finlandia si consegna il denaro direttamente agli anziani perché questi possano scegliersi le strutture che preferiscono. Il metodo ha permesso la nascita di molte aziende sanitarie (ambulatori, analisi etc.) in mano ai cittadini e non al “Partito di turno”. A parte questa assurda difesa del “pubblico” (iterata da M5S persino per i bus), l’analisi della situazione nel Galliera sembra purtroppo realistica, e pertanto l’assessorato competente dovrà tenerne conto, perché una maggiore efficienza è possibile, in stile lombardo, per non ridursi come nel caso delle formiche nell’ospedale di Napoli…

M5S: “Il Galliera è letteralmente in ginocchio, tra code, carenza di posti letto e pazienti sistemati alla bell’e meglio in barelle di fortuna nei corridoio. E non basta il caldo estivo per spiegare una situazione di caos che è ormai diventata la triste abitudine in quasi tutti gli ospedali genovesi. Non si può più parlare di “episodi sporadici”, come continua a ripetere l’assessore Viale in spregio ad ogni evidenza. Di sporadico ormai ci sono solo i giorni in cui non si verifica un’emergenza.

È ora di finirla con la politica delle passerelle. Quando si spengono le telecamere, viene fuori in tutta la sua drammaticità una cronica assenza di programmazione, organizzazione e gestione del sistema sanitario ligure. Se ha nominato dirigenti incapaci di far funzionare la sanità, se ne assuma la responsabilità. Serve un vero cambiamento nella scelta della classe dirigente che metta al centro competenza e meritocrazia. Ma d’altronde, la logica ormai è chiara: abbandonare a se stessa la sanità pubblica per giustificare l’avvento dei privati e degli amici lumbard.

Il MoVimento 5 Stelle ha già depositato un’interrogazione sul collasso del pronto soccorso del San Martino nel ponte del 2 giugno, ed è pronta una nuova interrogazione sul caso odierno del Galliera.

Ospedale san Martino, Genova