Published On: Ven, Lug 29th, 2016

Provvedimenti importanti nel Consiglio regionale ligure

Modifiche al Testo unico in materia di commercio
Con 16 voti favorevoli (maggioranza di centro destra), 4 contrati (Mov5Stelle) e 9 astenuti (Pd e Rete a Sinistra) è stato approvato il disegno di legge 94 “Modifiche alla legge regionale 2 gennaio 2007, numero 1 (Testo Unico del Commercio).

Per l’individuazione delle aree  per l’insediamento di grandi superfici di vendita si   applicano parametri e criteri di carattere urbanistico ambientale. Il principio guida è quello della sostenibilità ambientale. Alla Regione spetta un parere preventivo  all’inizio dell’iter autorizzativo per l’insediamento di nuove grandi superfici di vendita, che sarà comunque  possibile solo su suolo già edificato, facendo riferimento  a criteri di carattere ambientale  e tenendo conto di parametri relativi ad inquinamento, rischio idrogeologico, viabilità di aree di pregio urbanistico. In particolare, è  stata creata una apposita commissione regionale interna, che verifica preventivamente l’ammissibilità delle istanze presentate, specificando che al fine della localizzazione delle grandi strutture  di vendita i requisiti richiesti sono l’utilizzo di edifici esistenti  già utilizzati per attività commerciali  o la presenza  di un destinazione  d’uso urbanistica compatibile  con la localizzazione di tali strutture.  In caso di nuove aperture, trasferimento o ampliamenti di grandi strutture di vendita e Centri commerciali è necessario un impegno sottoscritto dal proponente, «con il quale contribuire  alla realizzazione di iniziative di riqualificazione della aree a rischio di tenuta della rete distributiva». Previste, dunque,  misure a tutela delle piccole attività commerciali. Da sottolineare la fascia di tutela della rete commerciale esistente, sino ad un profondità massima di 1000 metri lineari dal perimetro dei centri storici, all’interno della quale è consentito esclusivamente l’insediamento di esercizi di vicinato. Un emendamento della giunta, approvato in aula, stabilisce che la fascia di tutela provvisoriamente sia di 800 metri fino alla deliberazione del Comune  che può estenderla a mille metri o ridurla.

Approvati anche altri  emendamenti della  giunta, uno dei quali  relativo al commercio ambulante ed un altro a carattere transitorio.

Respinti gli emendamenti presentati dal Movimento5Stelle, molti dei quali tesi a rafforzare gli indicatori ambientali e di tutela del suolo richiesti per l’apertura di grandi strutture. Respinti gli emendamenti presentati da Pd e Rete a Sinistra che chiedevano, fra l’altro, di tenere conto nei criteri che autorizzano le nuove aperture della compatibilità con gli strumenti urbanistici comunali.

Dibattito
Giovanni Lunardon (Pd) ha apprezzato alcune modifiche rispetto al testo originario ma ha espresso perplessità sul fatto che il disegno di legge sia in grado di contenere  lo sviluppo della grande distribuzione ed ha auspicato che possano essere apportate modifiche prima della votazione finale del testo. Lunardon ha criticato  i tratti salienti della prima versione del disegno di legge rilevandole alcune contraddizioni. Rispetto alla prima stesura il consigliere ha dichiarato: «Nell’ultima versione c’è stato un cambiamento e siamo di fronte, di fatto, ad una nuova legge, ma non ci è stato concesso il tempo per migliorarla con un approccio costruttivo e non è stata accolta la nostra richiesta di ulteriori approfondimenti in commissione». Il consigliere ha rilevato che nel testo ci sarebbe  un processo di centralizzazione in capo alla Regione senza valorizzare il ruolo dei Comuni, e un margine troppo elevato di discrezionalità, legato a criteri – ha detto –  troppo vaghi. Lunardon ha quindi annunciato alcuni emendamenti presentati dal gruppo con cui verrà chiesto il ripristino del divieto di insediamento per la grande e la media distribuzione nelle aree di pregio; di individuare una fascia di rispetto di 500 metri attorno ai Civ entro la quale non sia possibile insediare la grande distribuzione; di introdurre, fra i criteri obbligatori previsti dalla legge, anche gli indicatori su mobilità e viabilità individuati dallo studio dell’Istituto Tagliacarne; di tenere conto, nei criteri escludenti, della coerenza con gli strumenti di pianificazione urbanistica comunale.

Juri Michelucci (Pd)  ha detto che il testo doveva essere maggiormente condiviso e dibattuto per arrivare ad un risultato migliore e ha rimarcato che il disegno di legge a suo avviso limita la potestà dei Comuni. Michelucci ha comunque riconosciuto che l’ultima versione del testo, emendato in commissione, «facendo marcia indietro», va comunque nella direzione che il suo gruppo aveva indicato, introducendo criteri di carattere ambientale per la dislocazione delle grandi superfici di vendita. A suo avviso, però, non si è pensato a tutelare aree con forte valenza paesaggistica, architettonica e artistica. Il consigliere ha concluso che il suo gruppo sarà attento nel verificare che le scelte future vengano adottate nell’esclusivo interesse del commercio

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha giudicato positivamente il fatto che si stia discutendo di un testo completamente differente da  quello presentato originariamente, prima delle modifiche effettuate in commissione. Ma si è detto preoccupato «perché – ha detto – evidentemente non c’era alcuna convinzione sul testo iniziale» . Positivo, a suo avviso, il fatto che la legge sia in larga parte frutto delle audizioni dei vari soggetti coinvolti. «Mi auguro che in discussione non ci sia ora un muro contro muro» ha detto, sottolineando che è molto importante  il lavoro da fare in aula, tenuta ad esaminare diversi emendamenti della minoranza che, secondo il consigliere, se fossero accolti potrebbero portare ad un risultato positivo.

Andrea Melis (Mov5Stelle): «Riteniamo utile favorire sul territorio il piccolo commercio e la filiera corta, che tutela le produzioni in loco perché il territorio – ha detto – non è più in grado di assorbire nuove strutture della grande distribuzione». Secondo Melis è più utile che la Regione mantenga un ruolo  di programmazione e di controllo senza condizionare il ruolo dei Comuni. Il consigliere ha ribadito che questi criteri devono essere orientati a limitare la grande distribuzione e ha annunciato alcuni emendamenti che introducono criteri più severi per autorizzare l’apertura di grandi superfici di vendita.

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha annunciato voto favorevole sottolineando le  ricadute positive del provvedimento sul territorio e la disponibilità al confronto dimostrata dalla maggioranza nel lungo dibattito in commissione.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha annunciato il proprio voto contrario al provvedimento e ha ribadito la necessità di arginare la grande distribuzione, che – ha detto – impone contratti molto penalizzanti ai propri dipendenti, e compromette il piccolo commercio.

L’assessore al commercio Edoardo Rixi ha replicato spiegando che il Cal ha dato parere favorevole al provvedimento, formulando solo alcune osservazioni, e che ha riconosciuto che la norma è più equilibrata per quanto riguarda la tutela dell’ambiente e dei cittadini. L’assessore ha spiegato, inoltre, che la scelta di procedere all’approvazione della legge entro luglio è stata assunta accogliendo anche i timori delle associazioni di categoria, che temevano un prolungato vuoto normativo. Rixi ha sottolineato, fra l’altro, che il Piano paesistico regionale risale al 1991 e che la giunta ha recentemente approvato un accordo per elaborare un nuovo piano e ha rilevato che le indicazioni nazionali già oggi non prevedono più alcune definizioni relative alle aree di pregio, citate da alcuni consiglieri di minoranza. L’assessore, infine, ha ricostruito tutti i passaggi dalla prima alla seconda versione del disegno di legge in cui sono state accolte anche alcune delle obiezioni sollevate dall’opposizione, assicurando che non sono stati previsti criteri più larghi rispetto ai disegni urbanistici vigenti. L’assessore ha ribadito di aver detto, fin dall’inizio, che si trattava di un testo aperto alle proposte e da elaborare  in seno alla commissione.

Ok al programma regionale della pesca e dell’acquacoltura
Con 16 voti favorevoli (maggioranza centro destra)  e 11 astenuti (Mov5Stelle,Pd e Rete a Sinistra) è stato approvato il Programma regionale della pesca e dell’Acquacultura per il triennio 2016-18”. Il provvedimento, che era stato approvato dalla giunta nel dicembre scorso, ha tenuto conto delle successive osservazioni di natura tecnica pervenute da alcune associazioni e società di pesca sportiva e ricreativa. Il provvedimento si pone come obbiettivi la tutela dell’ecosistema marino e la tutela della competitività delle imprese di pesca e fornisce indicazioni utili per accedere ai fondi europei FEAMP

Claudio Muzio (FI) è intervenuto ribadendo l’importanza strategica del provvedimento.
L’assessore alla pesca Stefano Mai ha illustrato il provvedimento sottolineando l’attenzione rivolta dalla giunta alle associazioni di categoria  e assicurando che darà impulso alla pesca e alla tutela delle risorse marine

Programma triennale di sviluppo e sostegno all’università
Il Consiglio regionale ha approvato con 16 voti favorevoli (maggioranza centro destra),  e 12 astenuti (Mov5Stelle,Pd e Rete a Sinistra) il Programma triennale di sviluppo e sostegno all’Università, alla ricerca ed all’innovazione 2016-2018 allegato alla presente deliberazione quale sua parte integrante e necessaria. Le azioni del Programma Triennale contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi individuati dalla Legge sulla crescita in relazione ai temi della ricerca, dell’innovazione e dell’alta formazione: gli obiettivi che orientano la strategia regionale per la ricerca e l’innovazione sono stati individuati in coerenza con quelli contenuti nei documenti programmatici regionali relativi ai Fondi strutturali europei FESR e FSE. Obbiettivo generale è rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione per promuovere la competitività del sistema.

Nel dibattito sono intervenuti Luca Garibaldi (Pd) e Andrea Melis (Mov5Stelle) che hanno annunciato e motivato il voto di astensione.
A margine del dibattito sulle modifiche al Testo unico sul commercio sono stati approvati quattro ordini del giorno collegati al provvedimento.

Fascia di salvaguardia nei pressi delle aree Civ
Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra), 5 contrari (Mov5Stelle) e 9 astenuti (Pd e Rete a Sinistra) è stato approvato un ordine del giorno, presentato da Alessandro Piana (Lega Nord Liguria Salvini) e sottoscritto da tutti gli altri gruppi di maggioranza, che impegna la giunta a “valutare, dove possibile, l’opportunità di istituire una fascia di salvaguardia nei pressi delle aree dei CIV al fine di escludere l’insediamento di nuove grandi strutture di vendita”.

Fondi di solidarietà
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato dal gruppo Pd, che impegna la giunta a “presentare una proposta di modifica della norma, che prevede l’erogazione di Fondi di solidarietà per la riqualificazione delle aree a rischio desertificazione e per la tenuta rete distributiva, in modo da poter introdurre tale oneri anche a carico delle medie strutture di vendita”

Estendere ai consorzi di operatori economici i fondi per riqualificare le aree a rischio
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato dai gruppi Pd e Rete a Sinistra, che impegna la giunta a “valutare nei prossimi mesi un provvedimento per estendere anche ai consorzi degli operatori economici e commerciali le forme di sostegno introdotte a favore dei Civ”.

Aumentare i fondi ai Civ e alle aree a rischio desertificazione
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato dal gruppo (Mov5Stelle), che impegna la giunta a valutare, dopo un anno dall’entrata in vigore della legge, un aumento dei contributi destinati ai Civ e alla riqualificazione delle aree a rischio desertificazione.

Palazzo Regione Liguria in via Fieschi

Palazzo Regione Liguria in via Fieschi

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