Published On: Lun, Set 30th, 2013

Puc, al via il lavoro di revisione dell’attuale Piano Urbanistico Comunale

presentazione percorso di revisione del pucSESTRI LEVANTE. Presentato stamani dal sindaco Valentina Ghio e dagli architetti Luisa Stefani e Rita Bendetta Muradore  il percorso di revisione generale del PUC. L’Amministrazione ha predisposto, con i tecnici incaricati ed il servizio urbanistica, le tre delibere che verranno presentate nella prossima seduta del Consiglio (prevista per il 16 di ottobre). Con tali atti si darà formalmente avvio al lavoro di revisione dell’attuale Piano Urbanistico Comunale, sulla base dei risultati emersi dalla verifica di adeguatezza condotta dall’Università di Genova, nonché sulla base degli obiettivi prefissati all’interno del programma di mandato.

“Il lavoro di revisione dello strumento urbanistico comunale costituirà un’ottima opportunità per la costruzione di una nuova “spina dorsale”, su cui articolare lo sviluppo della nostra città dei prossimi dieci anni, e con cui coordinare e facilitare l’attuazione di politiche integrate tra i vari settori dell’amministrazione comunale, anche in campi non prettamente urbanistici – ha detto il sindaco – . Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma assolutamente attuale per una città come la nostra che, a seguito di un periodo di grandi cambiamenti e di significative trasformazioni, è in cerca di un nuovo equilibrio urbano e sociale”.

Con Delibera n.110 del 22 dicembre 2010 il Consiglio Comunale aveva stabilito di avviare la “verifica di adeguatezza” del Piano Urbanistico Comunale (ai sensi dell’art. 45 delle legge regionale n. 36/1997). L’incarico era stato affidato al Dipartimento di Scienze per l’Architettura della Università degli Studi di Genova (sotto la responsabilità scientifica del prof. arch. Roberto Bobbio) nell’ambito di un Protocollo d’intesa stipulato tra la Facoltà di Architettura della stessa Università e il Comune di Sestri Levante. Le complesse elaborazioni svolte anche con un primo processo di partecipazione, sono state perfezionate e discusse con la nuova Amministrazione che oggi, essendo pervenuta ad una sintesi ed ad un giudizio, è in grado di proporle all’approvazione del Consiglio Comunale. Il 16 ottobre, verrà’ quindi proposta al Consiglio Comunale una PRIMA DELIBERA di recepimento della Verifica di adeguatezza, in base agli esiti della quale l’attuale PUC sarà dichiarato parzialmente inadeguato. Verrà’ poi proposta all’approvazione del Consiglio anche una SECONDA DELIBERA contenente un gli INDIRIZZI, LINEE GUIDA E PERCORSO DI METODO che tracciano la strada da seguire per la revisione del nostro strumento e le tematiche prevalenti da esplorare. “Per quanto concerne modi e tempi con cui verrà svolto il lavoro di revisione, l’amministrazione intende iniziare questo percorso, la cui durata si prevede in 18 mesi dall’attribuzione del primo incarico, dall’ascolto della “città” – ha aggiunto Ghio – avviando un processo di partecipazione vasto e articolato, che non si limiti solo a consultare e recepire le aspettative, ma che sia in grado di stimolare l’elaborazione di proposte e di soluzioni il più possibile condivise tra i diversi attori (abitanti, forze sociali ed economiche, associazionismo…). Per questa stessa ragione il Consiglio sarà quindi chiamato ad esprimersi, con la TERZA DELIBERA, sulla volontà di costituire in proprio seno una Commissione (che abbiamo definito “Territorio” per segnare l’ampiezza della sua mission) ed a nominarne i membri che saranno gli interlocutori politici nel processo che si va ad avviare.

Questi alcuni degli obiettivi prefissati dall’Amministrazione:

A) interrompere il consumo di suolo inedificato e favorire, mediante la semplificazione delle procedure e adeguate misure premiali, gli interventi di riqualificazione – anche energetica- e recupero del patrimonio edilizio esistente.

B) introdurre previsioni e misure atte a superare l’attuale inadeguatezza dell’offerta di prime abitazioni a prezzi sostenibili e di edilizia residenziale sociale e pubblica, prevalentemente attraverso la riconversione e gli interventi sul patrimonio edilizio esistente.

C) rivedere il sistema dei servizi sia sotto il profilo qualitativo sia per quanto riguarda la distribuzione territoriale, con particolare riguardo ai fabbisogni delle frazioni.

D) riconfigurare il progetto della mobilità in un disegno organico, che integri la viabilità veicolare con quella pedonale e ciclabile, favorendo la mobilità dolce, ai fini di fornire alternative all’uso dei veicoli a motore e creare condizioni di effettiva accessibilità per tutti i cittadini.

E) potenziare la qualità degli spazi pubblici e degli insediamenti, sia nei centri principali che nei nuclei frazionali, unitamente alla loro accessibilità e sicurezza, mediante un adeguato monitoraggio e specifici interventi sulle aree maggiormente degradate o da valorizzare.

F) creare le condizioni, attraverso individuazione di spazi, strumenti incentivanti ed adeguate flessibilità normative indirizzate alla semplificazione, per favorire l’insediamento di nuove attività economiche ed il potenziamento di quelle esistenti.

G) individuare puntualmente le criticità idrogeologiche e idrauliche del territorio (versanti, fondovalle, costa), correlandole alla esplicitazione degli interventi necessari a ridurre il rischio ed alle misure atte a sostenere la loro risoluzione (anche mediante le necessarie sinergie tra pubblico e privato)

H) introdurre puntuali previsioni e misure atte a sostenere lo sviluppo di un sistema integrato di offerta turistica legata alla fruizione della città (cultura, sport, spettacolo e congressistica), della costa (balneazione e attività sportive), del mare (valorizzazione dell’economia del mare e sport acquatici) e dell’entroterra (sentieristica, ricettività diffusa, valorizzazione delle specificità enogastronomiche), privilegiando filoni di turismo orientato

I) proseguire nella tutela delle aree agricole e boschive introducendo tuttavia elementi che favoriscano il recupero delle zone rurali, la ripresa di attività agricole, gli interventi volti al presidio e alla riduzione del degrado causato da incendi, dissesti, abbandono, sia in funzione di tenuta del territorio, sia in funzione di sostegno all’economia

J) definire un quadro di indirizzi e di obiettivi chiaro nella prospettiva della gestione del piano, tale da consentire la valutazione delle nuove opportunità in base alla loro qualità, alla loro capacità di fare sistema, di generare sviluppo ed occupazione

 

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  1. Gatto nero ha detto:

    Quando ebbi a dire al 1° di ottobre si verifica a distanza,che non é poi tanta,di circa 18 giorni. Ho sempre il terrore che,svegliandomi una mattina,trovi nel vaso dei fiori invece che la pianta,un palazzo. Con questo andazzo e con questi repentini cambiamenti di PUC é il minimo che ci può capitare. Il territorio ormai é saturo. Non importa,ci sono ancora i fiumi e le loro rive. Nessuno dice nulla,quando poi succede come a Genova allora i cittadini s’indignano. Ha un bel dire Renzi che gli Enti territoriali devono risparmiare. Si ma dopo gli sprechi! E i cittadini come soldatini anziché ribellarsi, a questo stato di cose,ubbidiscono.

  2. Giuppino ha detto:

    A sti impiegati non gli affiderei nemmeno il progetto del giardino di casa mia!!

  3. Gatto nero ha detto:

    PUC,sempre PUC,fortissimamente PUC. A mio vedere questo,così velocemente voluto,nasconde qualcosa. Bisogna costruire su immobili obsoleti,ma un solo piano o al massimo due. Per non danneggiare il territorio,già di per sè danneggiato. Con nuovi sistemi e cablaggi sfruttando la natura. Non bisogna far arricchire chi costruisce e chi fa costruire, Si devono fare le case non per i foresti ma per i nostri giovani che nascono in questo paese ma nessuno sa dove vanno a finire. Praticamente il PUC deve avere un senso logico,altrimenti serve solo per intorbidire le acque.

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