Published On: Lun, Set 1st, 2014

Putin vuole un corridoio per la Crimea: gli analisti italiani se ne accorgono solo ora

Era il 29 aprile quando scrivevo quanto segue in corsivo. Oggi, 1 di settembre, l’intenzione russa è su tutti i giornali, ma solo dopo che Putin l’ha dichiarata esplicitamente. Ecco qual è il livello degli “analisti” di grido che hanno lo stipendio e il posto assicurato.  Alla fine -chiudendo un occhio sui metodi di Putin, converrebbe andare a una trattativa sul territorio da assegnare alla Russia, e farla finita lì, senza le sanzioni.
Nello stesso tempo, se davvero si vuole disarmare elegantemente l’Orso ex sovietico, si deve di corsa aprire il gasdotto TAP, e ricordare alla Germania di Nord Stream (uno schiaffo alla Polonia a 60 anni dal 1939) e all’Italia (che ha abbandonato il progetto di gasdotto Nabucco, in favore di South Stream, un’imbecillata colossale), che rispetto alla politica estera, converrebbe loro affittarsi dei ministri americani, inglesi, australiani, azeri o canadesi. Perseverare sed diabolicum.

La crisi in Ucraina in due parole

Cosa vogliono i russi in questa fase? In realtà il discorso è semplice. Dopo aver ottenuto la Crimea, devono avere una via di accesso terrestre per i rifornimenti logistici della propria flotta. Il canale di Kerch potrebbe avere un ponte, ma la sua storia è una serie di fallimenti, a partire dal 1943 quando hitler non riuscì a farlo. L’unica strada resta quindi attraverso l’Ucraina sudorientale. SEGUE.

???????????

gasdotti europa

Displaying 2 Comments
Have Your Say
  1. Redazione ha detto:

    Grazie, gent.mo Bovetti. In effetti, lo stato dell’arte nella politica estera e nell’informazione sugli Esteri è altamente lacunoso. Si supplisce con internet (ma anche lì si deve prestare molta attenzione). L’errore è iniziato già molto tempo fa: quando le redazioni hanno cominciato ad affidarsi alle Agenzie stampa. In pratica, ciò che noi sappiamo è una macedonia neutralizzata e neutralizzante preparata dalle Agenzie stampa. Lo sentiamo sui Tg, poi sui gr del giorno prima, e poi lo ritroviamo sui giornali, un giorno dopo. Gli analisti e gli approfondimenti, quando ci sono, sono sviluppati o poco e male, oppure in maniera del tutto tendenziosa, oppure con criteri poco scientifici… Così è, e ci pare.

  2. Antonio Bovetti ha detto:

    Leggo sempre con interesse i suoi pezzi sulla politica nazionale e internazionale. L’argomento dell’ approfondimento e dell’inchiesta è un fattore importante per un giornale e per il lettore, peccato che dai capi redattore al Dir.Rep non interessa molto. Questa mattina su Radio 3 approfondimenti di politica ascoltatori lamentavano questa lacuna dei giornali. Questi quotidiani sono tutti uguali! Sono un “copia e incolla” quotidiano. Dicevano chi è intervenuto! Nel mio piccolo (ho scritto per 8 anni su il Giornale red. Genova e Liguria e vari giornali e inserti locali) ho sempre approfondito, anche perché mi era concesso e le persone mi fermavano per strada per chiedere ulteriori informazioni. Complimenti ancora per i suoi articoli di approfondimento!! La mia non è piaggeria, ma constatazione che il giornalismo cartaceo deve cambiare. Un giornalista (di Chiavari) ad un corso di aggiornamento ha detto : Se i pensionati imparano a leggere le notizie su web andiamo tuti a casa! A.Boveti.

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>