Published On: Mar, Ott 7th, 2014

Quando Rodi era un’isola italiana

Sarebbe profondamente ingiusto vagheggiare un’Italia colonialista (anche se in effetti molta parte del Mediterraneo era più veneziana che greca o turca, dal Medio Evo all’età napoleonica), ma certo pensare a un pezzo di mare greco oltre al mare della Penisola, creerebbe una potenza mondiale turistica senza pari.

Rodi: quando l’isola greca era una provincia italiana – L’architettura fascista Maria Carla Cigolini

sabato 11 ottobre, ore 17.00   Spazio Aperto di Via dell’Arco, Santa Margherita Ligure

Al termine della guerra italo-turca, nel 1923 l’isola di Rodi fu posta ufficialmente sotto la sovranità italiana e divenne capoluogo di provincia.

Nell’ottica del regime fascista, volta a promuovere e incentivare mezzi e strutture per rendere più saldi i legami e le connessioni di natura politica, economica e sociale con le colonie acquisite, il sistema “turismo” assunse una notevole forza di penetrazione e di coagulo.

Già precedentemente all’occupazione italiana del 1912 le isole del Dodecaneso, per l’ottimo clima ventilato, le spiagge e le terme, erano meta di villeggiatura per turisti provenienti prevalentemente dall’Egitto e dall’Asia Minore.

Il governo centrale romano intende potenziare queste caratteristiche con attrezzature adeguate a un turismo di alto livello: dapprima con la costruzione di infrastrutture territoriali quali strade, acquedotti, collegamenti marittimi e aerei con l’Italia e altri paesi, poi con impianti sportivi, addirittura incentivando la caccia con il ripopolamento dei cervi; promuove soprattutto la costruzione di alberghi, stabilimenti termali e balneari alla ricerca di un turismo colto, sulla tradizione dei viaggi di istruzione compiuti dagli antichi Romani.

Il Piano Regolatore, in anticipo rispetto alle teorie urbanistiche in madrepatria, sponsorizza uno stile con elementi ripresi dal modello locale ottomano, adatti a rappresentare un’architettura turistica di indubbio fascino per il visitatore straniero.

Ne parlerà a “Spazio Aperto” l’architetto Maria Carla Cigolini, Docente di Storia dell’Architettura Contemporanea presso la Facoltà di Ingegneria di Genova, autrice di numerosi studi sulle connessioni tra turismo e architettura: suo il volume “Il turismo sulla costa ligure”.

Un’occasione per rivivere con la prof.a Cigolini l’attività turistica rodiota, i balli organizzati nel Grande Albergo delle Rose e negli stabilimenti balneari, l’arrivo dei croceristi e di ospiti importanti in aereo, le visite alle colonie marine e montane e le attività culturali; un fervore di attività che beneficia di opere edilizie costruite in tempi rapidi e nel rispetto di un piano lungimirante di salvaguardia della città murata e delle aree attigue.

L’incontro ha il patrocinio del Comune di Santa Margherita. Appuntamento sabato 11 ottobre alle ore 17.00, in via dell’Arco 38 a Santa Margherita Ligure. L’ingresso, come per tutte le iniziative dell’Associazione “Spazio Aperto”, è libero e gratuito.

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Spiaggia di Voidokilia, Grecia

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