Published On: Mer, Feb 1st, 2012

Quando Scalfaro venne a Sestri Levante

Scalfaro riceve in dono un modello nave

Anche Sestri Levante annovera un ricordo del senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro. Era il 31 maggio 1996 quando l’allora presidente della Repubblica si recava in visita nella bimare in occasione del premio Andersen. Accolto dal sindaco Mario Chella, era intervenuto per aprire il convegno sul tema Fiabe e televisione nell’ ambito delle manifestazioni per il premio Andersen, dedicato alla letteratura per l’ infanzia.  Nella stessa giornata, accompagnato da Claudio Burlando e dal vescovo Alberto Maria Careggio, si era recato al Villaggio del Ragazzo di San  Salvatore di Cogorno per incontrare don Nando Negri.

“E’ stata la Provvidenza”, aveva detto Scalfaro al pubblico di grandi e piccoli che lo attendeva, “ad aiutarmi a non gettare la spugna di fronte a qualunque e ad ogni tipo di manifestazione che non aveva parentela né con la Costituzione, né con il vivere civile di una democrazia che è capace di dialogare, e non di accusare o di ingiuriare”. Erano gli anni immediatamente successivi a Tangentopoli, gli anni di Mani pulite, uno dei capitoli più complicati e oscuri per la nostra politica, dopo i quali nulla sarebbe più stato come prima. Scalfaro in quell’occasione aveva ricordato Pinocchio, una “pagina di letteratura” tuttora attuale. “Essa ci insegna, per esempio, che a dire il falso si allunga il naso. Pensate: letterati, studiosi, gente semplice, noi del mondo politico, pensate che meditazione, oppure – aggiungeva il presidente strappando una risata alla platea – che allungamento di naso”. E ancora: ” La caratteristica naturale dei giovani e’ quella di fidarsi, anche inconsapevolmente… e allora rammentiamo che imbrogliare l’ innocenza e non essere fedeli a chi non sa difendersi e’ un fatto grave”. Frasi volutamente generiche, ma che qualcuno aveva interpretato come una polemica risposta a Silvio Berlusconi. Cambiano gli anni, cambiano gli scenari, ma gli attori son sempre gli stessi: il leader dell’allora Polo, ospite la sera precedente di Bruno Vespa nel programma tv Faccia a faccia, aveva denunciato nuovamente di essere stato tratto in inganno a proposito delle elezioni politiche. Fu in quell’occasione che Scalfaro pronunciò la famosa frase “Non ci sto!” a Berlusconi che gli chiedeva elezioni anticipate. 

Il giorno dopo, a Sestri Levante, Scalfaro era stato persino contestato. All’ uscita dal Comune, il presidente si era avvicinato a un gruppo di persone che lo salutava. Nella piccola folla si era levata forte una voce ostile: “Si dimetta, signor presidente si dimetta!”. Allora Scalfaro si era aperto un varco per andare a parlare con un giovane, professione ferroviere: “Parli pure in piena liberta’ , mi spieghi le ragioni del suo dissenso, immagino politico” La risposta lasciò tutti di stucco: “No, la politica non c’ entra niente; io non faccio differenze fra destra o sinistra, purche’ si comportino bene. Se protesto con lei – spiegò l’uomo – e’ perche’ le ho scritto una lettera rivelando cose molto gravi, intrighi di gente mafiosa contro di me, e lei non mi ha mai risposto”. La singolarita’ del personaggio emerse chiaramente quando, alle domande di Scalfaro, il giovane si presentò come “un sensitivo”, dichiarando di non aver potuto contrarre matrimonio per uno strano caso di omonimia tra la futura sposa e un’altra donna indagata per collusione mafiosa.

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