Published On: Ven, Giu 28th, 2019

Quasi un anno per abbattere il ponte Morandi: oggi psicosi e spettacolo dei media. Noi vogliamo la ricostruzione

Il punto non è l’abbattimento (bel lavoro da parte dell’esercito!), ma la ricostruzione. Invece oggi tutti a fare foto e filmati, quasi si celebrasse la conquista della Luna o una partita di calcio… Quasi una psicosi di massa indotta dai media a caccia perenne di numeri e click.
Invece NON è stato uno spettacolo, ma l’abbattimento di una parte del vecchio ponte Morandi.
Se -e solo se- il nuovo viadotto autostradale sul Polcevera sarà completato da Fincantieri ed associati entro l’autunno di quest’anno, si potrà gioire per una ricostruzione che sarebbe unica in Italia ( ricordiamoci dei sette mesi di chiusura prima di riuscire a riaprire 3 stazioni centralissime della Metro di Roma, per il guasto di una scala mobile…).
Ricordiamo che il crollo di Genova arrivò dopo una tragedia annunciata, e non evitata per paura delle masse che avrebbero impiccato i politici che avessero avuto il coraggio di bloccare un’autostrada dirottandola in una città dal traffico già congestionato.

Per l’abbattimento dei piloni 10 e 11 è stata necessaria una tonnellata di dinamite. Una serie di esplosioni controllate ha prodotto la caduta “controllata” del moncone di ponte a est del Polcevera.
Spettacolare il crollo, a causa del contemporaneo getto di acqua, utile ad evitare la dispersione di polveri di asbesto presenti nel cemento.

Entro la sera di oggi venerdi 28 giugno arriveranno i rilevamenti sulla qualità dell’aria, dopo di che le persone potranno rientrare nell’area.

Ieri sono arrivati nel porto dagli stabilimenti Fincantieri di Castellamare di Stabia i primi elementi del nuovo viadotto in acciaio.
L’idea è: “Nuovo viadotto entro ottobre 2019”.
Se così fosse, sarebbe più che un miracolo.
Ma non facciamo i tifosi di calcio per l’abbattimento del ponte Morandi quasi completato. Non lasciamo che i media droghino gli spettatori di foto e video e parole.
Educhiamo invece noi e i nostri figli a valutare solo in base ai fatti, non alle parole e non per le immagini.

Foto: Franco Bolzoni