Published On: Mer, Mar 26th, 2014

Quattro vini per sostenere il leudo

Andrea Ballarini e Giacomo Pittaluga SESTRI LEVANTE. Il “Navigato”, fortunato esperimento vinicolo che ha spopolato lo scorso anno alla Fiera del turismo di Berlino, diventa oggi realtà. Con la collaborazione dell’associazione Amici del Leudo e l’armatore dell’ultimo leudo navigante e attivo, il dottor Gian Renzo Traversaro, sono stati presentati stamani i quattro vini, tre bianchi e un aleatico, la cui vendita sosterrà le iniziative e la manutenzione del “Nuovo aiuto di Dio”. “Nel 2012 durante una delle riunioni invernali dell’associazione per le opere da eseguire, mi è balenata un’idea, forse pazza, ma di sicuro interessante: chiedere all’armatore di riprendere i commerci ed in particolare quello di vino con l’Isola d’Elba. Ora vini saranno presto disponibili al ristorante Polpo Mario, al Polpino e all’Aragosta d’oro – spiega Andrea Ballarini – ma auspichiamo che anche altri operatori della città e non solo si rendano disponibili inserendolo nella loro carta dei vini, aiutando così la nostra causa”.

2014-03-26 11.23.36“Con una ricerca di quelli che erano i luoghi verso i quali i leudi caricavano il prezioso nettare, delle botti usate per il trasporto recuperati da antichi bottifici ancora attivi in Sicilia si è voluto ripercorrere il sentiero della memoria, per una tradizione che vuole diventare sostenibile, e che possa finanziarsi anche attraverso la vendita del vino, il cui ricavato da due anni aiuta al mantenimento della preziosa imbarcazione – prosegue Ballarini -. Dopo aver preso contatti con le cantine produttrici dell’Isola d’Elba, dopo 44 anni nel 2012 ha così riaperto l’antica via dei leudi. E’ stato veramente gratificante l’interesse che la comunità di Marciana Marina ha mostrato verso questa iniziativa all’arrivo del leudo nel porticciolo elbano, prodigandosi nell’aiutarci e dispensandoci importanti aneddoti legati alla cultura della nostra imbarcazione. Al ritorno a Sestri le botti cariche del prezioso nettare sono state scaricate in mare con la stessa tecnica di sempre e portate a terra tra lo stupore dei turisti festanti e da qui rotolate sulla spiaggia per essere caricate e destinate all’imbottigliamento. Il vino così prodotto si chiama Navigato ed assume caratteristiche importanti nei gusti dovute alla salsedine ed al “legno” della botte che, assieme ai continui movimenti durante il trasporto, ne definiscono in maniera unica ed antica il sapore”.

modello di leudoLa degustazione di stamani, guidata dal sommelier professionista Giacomo Pittaluga, ha visto protagonisti il Navigato «Cancarun», il Navigato Barricato «Xylinos», il Navigato «Stella Maris» (barricato in botte sommersa in mare per sei mesi, cosa veramente unica nel genere), e il Navigato «Alea», un passito da vitigno aleatico. “I vitigni del bianco sono due: Ansonica e Trebbiano con un sessanta percento per il primo ed il restante 40 per il secondo. Sono due vitigni che ben si sposano tra loro consentendo una certa struttura ed un’aromaticità ben definite. Inoltre memori di quel vino dolce e sinuoso che si usava normalmente nelle occasioni buone si è portata anche una bella botticella di Aleatico dell’Elba, passito ottenuto proprio dall’omonimo vitigno – conclude Ballarini -. Le uve provengono dalla zona di Porto Azzurro, Azienda agricola Roberto Mola, da vigneti recentemente rimpiantati; i vini trasportati sono stati imbottigliati a Ne dall’Azienda agricola “Di Portofino” di Simone Parma”.

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