Published On: Lun, Ago 28th, 2017

Radio Orwell: con “Libri sotto la Torre” va in scena il dominio dei nuovi media

Viviamo sotto la monarchia assoluta del web e dei nuovi media. Gli schermi sono diventati il nostro Terzo (Primo?) Occhio, il nostro sesto senso, l’estensione di mente e corpo come nel bellissimo romanzo (o saggio scientifico-filosofico?) di Philip K. Dick, I Simulacri, sul quale consigliamo la lettura/rilettura di questo nostro articolo.
L’attenzione alla possibile dittatura invisibile dei media è un preciso dovere dei cittadini e democratici. E’ uno dei temi su cui dovrebbe fondarsi il dibattito di scuole, culture e degli stessi media. Se ciò non avviene allora avevano ragione Paul Virilio (autore de “La macchina che vede“, “La bomba informatica” etc.), Jean Baudrillard -uno dei primi a porre la questione di una società basata sul doppio e sul simulacro, sul virtuale che è reale (e viceversa), con opere come Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà? oppure con titoli come È l’oggetto che vi pensa.

Vite controllate e idee da difendere” è il titolo del prossimo appuntamento della rassegna estiva “Libri sotto la torre”, incontri serali con autori e narratori, organizzati dal MuSel e da ArTura, e condotti da Fabrizio Benente e Daniela Mangini.

In occasione del quarto ed ultimo incontro, Mercoledì 30 agosto, alle ore 21.00, nella cornice di Piazzetta Dina Bellotti, sotto la Torre dei Doganieri, Fabrizio Benente e l’attore Giancarlo Adorno daranno vita ad alcuni racconti e personaggi tratti dall’esperienza del romanzo Radio Orwell (De Ferrari 2016), accompagnati da alcune suggestioni in musica di Alfredo Gioventù ed Ermanno Librasi

Il libro è uscito oltre un anno fa e dall’esperienza di presentazione di Radio Orwell e da tante occasioni di incontro è nata una riduzione, a carattere decisamente più teatrale, grazie soprattutto alla collaborazione dell’attore Gianfranco Adorno – anticipa Fabrizio Benente. “Vite controllate e idee da difendere” mette in scena alcuni dei personaggi di Radio Orwell, tramite racconti e brevi monologhi. La musica, come la Radio che ispira il titolo del libro, hanno sempre avuto un’importanza fondamentale nella libera circolazione delle informazioni e delle idee. Nel recente incontro ad Ormea – prosegue Benente – ci avevano accompagnato due giovani cantautori. In questa occasione Alfredo Gioventù ed Ermanno Librasi hanno accettato arricchire la nostra narrazione con alcune loro suggestioni in musica.

La riflessione di base è molto semplice: siamo ancora cittadini o siamo diventati sudditi? In “Vite controllate e idee da difendere”, mentre la tanto attesa stagione delle riforme volge ad un cupo tramonto, costituendo la trama e l’intelaiatura della narrazione, i protagonisti si raccontano liberamente, si abbandonano alla memoria, intrecciando le loro vite di indifferenti, di prepotenti, di vittime e di resistenti. Talora i narratori ci appaiono inermi e privi di difese, qualche volta si atteggiano a vecchi formidabili guerrieri, ben protetti dalle pareti del Circolo Ricreativo Legabue, che è un non luogo narrativo, uno spazio immaginario, dove le idee si possono esprimere e iniziano liberamente a circolare. Il bambino con la fionda, da un disegno di Stefano Rolli, rappresenta il fanciullino impertinente e ribelle che dimora in ognuno di noi. A lui è assegnato idealmente il compito di colpire nel segno, e di difendere le idee.