Published On: Lun, Gen 20th, 2020

Raffaella Paita: ANAS ha enormi ritardi nei controlli dei viadotti di competenza

Non solo Autostrade, Atlantia & Co… Con lo Stato le cose funzionano allo stesso modo, segno che il problema è strutturale, culturale, e riguarda l’incapacità dello Stato di fare buone policy, e dei privati di affrancarsi da una cultura servilista, monopolista e menefreghista.
Il problema quindi non è tra la scelta di Cristo o di Barabba, ma tra la scelta di uno tra i due ladroni…

Da Anas un enorme ritardo nelle ispezioni annuali compiute per verificare la sicurezza dei viadotti di sua competenza. Risulterebbe in particolare che nel 2019 le ispezioni obbligatorie effettuate siano state solo 1491 su 4991, pari al 28%. È un dato grave e molto preoccupante su cui Anas deve fare immediata chiarezza”.  Così Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva in Commissione Trasporti alla Camera, commenta i dati dell’inchiesta di Milena Gabanelli pubblicata sul Corriere della Sera.

Ancora più preoccupante che in tutta Italia ci siano un migliaio di ponti “anonimi”, cioè senza padrone, di cui non si bene chi debba occuparsi. Per lo più – spiega – si tratta di strutture costruite 50/60 anni fa, che avrebbero bisogno di interventi urgenti. La cosa più sorprendente tuttavia è che tutto questo accade in un anno, quello appena trascorso, in cui i fondi messi a disposizione dell’Anas dal Mit sono passati da 23.4 a 29.9 miliardi, di cui più di metà da spendere per la manutenzione programmata, realizzata invece in minima parte”. 

“Chiedo se corrispondono al vero si dati citati perché nel milleproroghe c’è scritto che Anas può subentrare nella fase transitoria sulle concessioni autostradali. C’è da domandarsi con questo quadro cosa succederebbe se Anas dovesse prendersi carico anche dei 3000 km attualmente in concessione ad Autostrade?” Conclude l’on. Paita.

Autostrada a Rotterdam