Published On: Sab, Ott 22nd, 2016

Raffaella Paita assolta. La Magistratura deve uscire dal giustizialismo

L’onta giustizialista. Così bisognerebbe chiamarla. E’ vero che sono molti i politici infami, ma non tutti, e prima di imputare a qualcuno accuse infamanti si  dovrebbe lavorare da un lato sull’acquisizione di dati e prove certi, dall’altro si dovrebbe avvicinarsi di più al modello americano, in cui non è il cittadino a dover dimostrarsi innocente, ma lo Stato a dover certificare la colpevolezza secondo criteri scientifici e non ipotetici. Detto ciò, la Magistratura va tutelata e difesa, ma per fare ciò occorre che sia essa stessa a seguire la stella Polare del liberalismo, e non quella totalitarista del giustizialismo.
Dopo i casi clamorosi di cronaca (Amanda Fox), quello agli scienziati sismologi (che furono accusati di non aver saputo “profetizzare” il terremoto dell’Aquila), le assoluzioni del sindaco Marino a Roma e del governatore Cota in Piemonte, arriva quella di Raffaella Paita in Liguria. La ex candidata del PD ricevette in campagna elettorale l’imputazione di essere responsabile dei disastri dovuti all’alluvione di Genova. Un danno non irrilevante, per il quale ora è stata assolta. Nello stesso giorno, assoluzione (la sedicesima) anche per Ercole Incalza, definito illiberalmente dal Fatto Quotidiano “il “Ras del ministero di Porta Pia”, ex dirigente del Ministero delle Infrastrutture, che ha progettato treni TAV (è questa la colpa?), autostrade, metrò, gallerie. E’ stato lo stesso Gip di Firenze a chiedere l’assoluzione. Tutto era basato su stralci di conversazione intercettati, poi ritenuti insignificanti. Eppure Incalza (72 anni), venne svegliato all’alba e tradotto in carcere tout court.

Dichiara Raffaella Paita:
Sono stati due anni terribili e di grande dolore, per me e per la mia famiglia. Anni in cui sono stata vittima di attacchi molto feroci. Sono sempre stata convinta di non avere responsabilità in merito ai fatti contestati e ho scelto con coraggio il rito abbreviato, proprio per fare chiarezza nei tempi più rapidi possibili, confidando nella giustizia. Oggi il mio più grande desiderio è condividere con la mia famiglia questa giornata in cui viene ristabilito il mio onore e dire finalmente a mio figlio che la mamma si è comportata bene.
Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria

Raffaella Paita

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