Published On: Lun, Lug 7th, 2014

Raffaella Paita: il Tigullio non ha un’identità da proporre al turista, un brand, un’icona

Interessante dibattito quello di ieri sera alla Festa dell’Unità di Sestri Levante, tra Raffaella Paita (assessore regionale con deleghe a infrastrutture, servizi di depurazione, raccolta rifiuti etc.) e Valentina Ghio, sindaca di Sestri Levante con deleghe sulla città metropolitana di Genova etc.. Moderava Luca Garibaldi, segretario del Pd di Chiavari.
Raffaella Paita è candidata del Pd alla presidenza della Regione Liguria, nelle elezioni del prossimo anno.

Uno degli argomenti in questione era la città metropolitana di Genova, che sarà attiva da gennaio 2015 (in pratica tra pochissimo), ma che non ha ancora un orizzonte definito dal punto di vista dei fondi in dotazione, delle deleghe e delle funzioni.

La discussione si è sviluppata sul ruolo del Tigullio rispetto alla città metropolitana, per evitare la marginalizzazione e la mancata considerazione di una specificità geopolitica di un’area di circa 130.000 persone, che ha a che vedere con Genova, per identità culturale e linguistica, ma che è un territorio specifico e distinto.

Si tratterà quindi -come sottolinea Valentina Ghio- di arrivare a un coordinamento maggiore di tutto il comprensorio, tenendo conto della sua divisione in due sub aree: il Tigullio occidentale (Portofino-Santa Margherita-Rapallo e Zoagli), più turistico, senza retroterra e alquanto privo di aree industriali e artigianali produttive; il Tigullio centro-orientale (da Chiavari a Moneglia), che ha invece un ampio entroterra e un’attività di commercio e industria (piccola e media), oltre al turismo. Vedere questo nostro articolo.
Questo compito potrà e dovrà essere guidato da Chiavari (e Sestri Levante), cui si aggiungerà -si spera- il coordinamento del promontorio di Portofino, “purché ciò avvenga -come ricorda Luca Garibaldi- “sulla base di proposte di comune utilità e non di convenienza di una parte” (o di alcune aree soltanto).

Tuttavia il punto che precede ogni altra questione è quello di cui ha parlato Raffaella Paita, con un’argomentazione certo dura e impietosa nei confronti dei tigullini, ma sacrosanta (è finito il tempo della politica-leccapiedi degli elettori, che poi finiva per essere boia degli stessi elettori, impiccandoli all’albero della loro vanità e lassismo).
Le Cinque Terre hanno avuto un successo mondiale raggiungendo un’identità forte che si è imposta a livello mondiale. La riqualificazione del Centro di Genova, col Porto Antico e l’Acquario in primis, ha connotato in maniera forte la città, dandole una riconoscibilità nazionale e internazionale. A Ponente, la realizzazione della pista ciclabile lunga un centinaio di km. che arriverà fino in Francia e utilizza il vecchio tracciato ferroviario passando per scenari marini molto belli, ha dato un’identità nuova al territorio, lo ha unificato.

Il Tigullio è una terra molto bella, ricca di potenzialità enormi, dalle valli alla costa, dal turismo al mondo delle imprese, dal turismo culturale alla tecnologia avanzata.
Ma non ha un’identità, un progetto di sistema, un “brand” da proporre all’esterno come a se stesso“.
Discorso ineccepibile.

E’ questa la prima, vera urgenza di quest’area, anche per evitare che continui lo stillicidio delle iniziative a macchia di leopardo, che hanno un indice di dispersione altissimo.
Urge creare un gruppo locale di lavoro che individui una chiave su cui lavorare, su cosa puntare, le modalità e i mezzi (anche internazionali) per ottenere risultati.

Per fare ciò ci sono alcune condizioni obbligate: le infrastrutture, per esempio. La Gronda del Levante (prolungata fino a Casarza), è forse qualcosa di più strutturale e sistemico per il bene della Fontanabuona e del Tigullio, rispetto al tunnel per il casello di Rapallo. Un’infrastruttura del genere alleggerirebbe la pressione sull’autostrada costiera, rendendola più turistica e meno simile a una camionale. Le infrastrutture vanno pensate nell’arco di decenni e secoli, e l’autostrada costiera è ormai altamente insufficiente.
Per non parlare di una Tav passeggeri verso Nizza; Milano e Firenze.

Poi vi è la necessità di costruire un sistema-Tigullio efficace. Serve un gruppo di lavoro, per il quale siamo pronti a dare il nostro contributo. Non servono invece gli incontri dibattito con il giornalista, l’imprenditore e il politico di turno a bla bla blare. E’ il momento di agire, progettare e pensare, non più di chiacchierare.
Tigullio mappa

Displaying 8 Comments
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  1. Redazione ha detto:

    Gentile Clara, il problema riguarda un po’ tutte le amministrazioni, non solo Sestri. Sono diminuiti i fondi e la cosa migliore è integrare le iniziative a livello di Tigullio.
    Per Sestri, ci saranno più iniziative da ora a Ferragosto, mentre giugno e settembre sono più vuoti rispetto -ad esempio- a Santa margherita ligure…

  2. L'ase ha detto:

    Cara Clara hai perfettamente ragione. Cosa si viene a fare a Sestri Levante? Qui non è per tutti! Le feste si svolgono sulle frazioni o Comuni viciniori e se uno vuole andare deve essere per forza motorizzato o portato da altri. I parenti e gli amici,per quanto si prestino,non sono sempre a nostra disposizione! Per quello che riguarda Riva (dove si prendono la maggioranza dei voti)oltre ai preti,che anzi che fare il loro mestiere,di cacciatori di anime,vanno a caccia di elettori (senza che nessuno intervenga delle autorità ecclesistiche). Se hai tempo e voglia,vai a leggerti un mio veloce commento su Riva che fa riflettere,ma in maniera veridica,e che dice:” Sestri Levante,frazione di Riva? “. Per cui il tuo malumore,messo per scritto,avrà il tempo che trova,tanto ora sono presi da parchi,ponti sul Petronio (more solito a Riva – n.d.r.),cene e festività di vario tipo che allietano quasi tutti i cittadini e fanno dimenticare agli stessi le cose che rivestono più importanza. E chiamano anche la Paita perché ce li ricordi. E’ il colmo!!!

  3. Clara ha detto:

    Buonasera a tutti!

    Mi chiamo Clara, sono di Milano, ho 30 anni e da 19 trascorro le mie vacanze estive a Sestri Levante. Lasciando perdere che io sia disabile (e quindi ho qualche difficoltà in termini di accessibilità) negli ultimi anni ho notato che non c’è più un’offerta per i turisti. Ricordo concerti in centro, aperti a tutti… Ricordo “vita” sia in centro che sul lungomare… Sestri ha creato un portale turistico e poi si scopre che tutte le iniziative sono a Riva o nelle frazioni vicine… Ora: può essere colpa mia (o dei miei che non usano la macchina quando siamo qui), ma è possibile che a Sestri non ci sia nulla?

  4. Gatto nero ha detto:

    Dimenticavo di dire,per i più sprovveduti,che Massimo Cacciari ex Sindaco di Venezia,nella politica per il Pci, Ds,Margherita e Pd. Non Orsoni ( di cui tutti conoscono la vicenda del Mose)che é il suo successore. Del PD attuale(sono parole di Cacciari – n.d.r.) peraltro confermate dal Fatto quotidiano,in una intervista,dice fra l’altro: ” Sono delle teste di cazzo! Loro sanno tutto,loro capiscono tutto. Loro possono insegnare tutto a tutti. Mentre gli altri sono dei cretini.Questa é gente completamente fallita.” Detto da uno che di politica se ne capisce e molto,ed é anche un filosofo oltre che un buon amministratore,é tutto dire!

  5. Mykros ha detto:

    E il bello è che i sestresi (parroci compresi) ci credono ciecamente e continueranno a votarli!

  6. Gatto nero ha detto:

    E io me la canto e me la suono. Il contesto é la Festa dell’Unità.La Sindaca di Sestri é del PD,la Paita che tanto ci viene a pontificare da Genova,che sappiamo tutti come é amministrata,del Tigullio se ne impipa tanto lei che il gerundio,sono del PD,dulcis in fundo il tutto é moderato da Garibaldi che é uno di loro. Cosa sperate che escano fuori dal coro? Grazie alla Regione o chi per loro ci troviamo in queste condizioni. Quanto é stato detto da Cacciari aveva,non una,ma mille ragioni.

  7. Redazione ha detto:

    Le osservazioni sono corrette (ricordo sempre la vecchia battuta anni ’50 su “Genova? E’ quella cittadina vicino a Portofino…”, ma credo che gli esempi citati servissero più che altro a indicare la necessità di un’identità (i sentieri delle 5 Terre, il Parco per Portofino etc.). Identità che può essere quella che si vuole (o quelle, al plurale), ma che è certo da costruire o ricostruire per dare a tutto il comprensorio un nuovo slancio. Per esempio: rinforzerei la qualità ambientale, i servizi e l’offerta PER il turismo, ma nello stesso tempo punterei anche a nuove tipologie produttive, nell’immediato entroterra, anche e soprattutto perché se c’è un bar, una gelateria o un hotel ogni 5 metri, resta poco e niente di profitto, calcolando anche le tasse altissime che le imprese alberghiere etc. pagano in Italia.

  8. Stefano Foni ha detto:

    Se il tigullio non ha una identità turistica l’assessore dimentica che “Portofino” è nel tigullio ed insieme alle 5 terre sono l’unico brand conosciuto all’estero della Liguria. Mi dipiace per il candidato del PD a governatore della Liguria ma Genova gli stranieri, non sanno neanche dove sia ( se dici Genova pensano a Ginevra ) e se la ciclabile del ponennte è un’opera turistica in grado di richiamare i turisti dalla Russia o dal Giapponne siamo al ridicolo, prima di parlare gli assessori candidati alla Regione dovrebbero fare dei viaggi all’estero ( povera Liguria )

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