Published On: Mar, Ago 30th, 2016

Rapallo, al centro di polemiche il sito della Rinaldi Petroli

Non accenna a placarsi a Rapallo il clima di polemica estiva. L’ultimo argomento a farsi causa di dibattito è l’ampliamento del sito della Rinaldi Petroli in via San Pietro, dirimpetto al nuovo ospedale: l’edificio, soggetto a una proposta di ampliamento – già partono i flashback alla vicenda Coop –, dovrebbe essere esteso con destinazione d’uso a deposito e spazi d’ufficio.

Qui cominciano le magagne: Armando Ezio Capurro, consigliere d’opposizione a Rapallo, segnala come il progetto d’ampliamento preveda ora un edificio su un solo piano – anziché tre, come ipotizzato in precedenza – e rientri nella famigerata categoria urbanistica D3, comprendente anche grandi magazzini all’ingrosso. Il progetto, questo l’aspetto chiave, comprende un vincolo ventennale alla destinazione d’uso dello stabile. E qui le cose si complicano.

«La cauzione versata in luogo della costruzione di parcheggi è già arrivata dall’immobiliare di un gruppo attivo nei supermercati», accusa Capurro a mezzo stampa. Ribatte prontamente il sindaco Carlo Bagnasco: «Il vincolo ventennale sull’attività è già esplicitato chiaramente nella convenzione con il privato. Mi stupisco che Capurro non lo sappia». Il primo cittadino respinge quindi al mittente qualunque insinuazione di sotterranee modifiche alle future attività da svolgersi nell’edificio. Ma Capurro non ci sta e rilancia, puntando il dito su un fatto ben preciso: “attività” e “destinazione d’uso” non sono la medesima cosa. Così il consigliere si esprime in un comunicato diffuso stamane:

Faccio seguito alla mia nota del 29 agosto 2016 per evidenziare il gioco di parole del sindaco Carlo Bagnasco e prego i destinatari della presente di chiarire la differenza tra “impegno per 20  anni a mantenere l’attività esercitata” e “impegno per 20 anni a mantenere la destinazione urbanistica“.

Difatti, nella convenzione approvata c’è scritto:

«La destinazione d’uso urbanistica deve essere mantenuta per venti anni»

il che significa che negli immobili che saranno costruiti si potrà esercitare qualsiasi attività prevista dalla categoria D3 del piano regolatore, IVI INCLUSI “GRANDI MAGAZZINI ALL’INGROSSO“, mentre alla base della variante, come affermato dall’ing. Ottonello, c’è il mantenimento dell’attività.

Difatti, il dirigente afferma che

«tutti gli spazi destinati alle attività produttive di cui all’oggetto saranno occupati dalla Rinaldi Petroli s.r.l.»

società che, in base alla legge 10, articolo 12, per essere ampliata, dovrà rispettare le norme che prevedono che

«Gli insediamenti produttivi esistenti […] possono essere ampliati […] alle seguenti inderogabili condizioni:

– a) contestuale ammodernamento tecnologico degli impianti, miglioramento della qualità degli ambienti di lavoro e dell’ aspetto esteriore delle costruzioni; […]»

Considerato che sul Secolo del 30 agosto 2016, qui allegato unitamente alla convenzione e alla norma D3, il sindaco mi da del disinformato e si stupisce che io non sappia che «il vincolo ventennale sull’attività è già chiaramente esplicitato nella convenzione»;

Visto che il sindaco o non capisce la differenza tra vincolo sull’attività e vincolo di destinazione d’uso urbanistica oppure la sa, ma gioca sulle parole,

chiedo

– all’ing. Ottonello e a tutti i destinatari [giunta rapallese, Ascom, e dirigenti regionali, NDR] un cortese chiarimento e di non rilasciare il titolo edilizio fino a quando non sarà modificata la convenzione che garantisca il mantenimento dell’attuale attività;

– a tutti i consiglieri di votare un ordine del giorno che impegni a modificare la convenzione in modo da escludere l’apertura di grandi magazzini.

La questione è già inserita all’ordine del giorno della prossima seduta di Consiglio Comunale, che si preannuncia non meno combattuta della precedente.

Armando Ezio Capurro

Armando Ezio Capurro

Il sindaco Carlo Bagnasco

Il sindaco Carlo Bagnasco

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