Published On: mer, Ott 14th, 2015

Rapallo: borgo “Case di Noè”, per il Circolo della Pulce serve un vincolo paesaggistico

A Rapallo è sempre molto difficile stabilire la giusta linea di condotta nel caso dell’edilizia. Soprattutto per l’antico borgo Case di Noè (frazione S. Maurizio di Monti) che risale al VII secolo d. C. (uno dei più antichi in Liguria), di fronte al quale il Comune deve trovare la quadratura tra le ristrutturazioni necessarie e le speculazioni da evitare. Ne scrive, dopo un’istanza dello scorso luglio, il Circolo della Pulce:

“Premesso che

  • in data 12 luglio 2015 abbiamo protocollato testo e allegati “Istanza per la dichiarazione di INTERESSE CULTURALE di beni ” riguardante il borgo denominato “Case di Noè” (di cui si riportano di seguito le argomentazioni) in cui si chiedeva fosse riconosciuta la rilevanza culturale e storica del Borgo, inserendolo nella fascia di vincolo paesaggistico al fine di evitare interventi edificatori che ne possano stravolgere completamente gli elementi caratterizzanti e storici, aumentando di fatto le unità abitative con possibili mutamenti sostanziali che potrebbero concorrere inoltre a provocare un dissesto idrogeologico di cui purtroppo in Liguria conosciamo le possibili conseguenze;
  • da colloqui col Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e la Regione Liguria nella persona del dott Pier Paolo Tomiolo, Dirigente Dipartimento Pianificazione territoriale e Urbanistica, abbiamo riscontrato la massima disponibilità di entrambi gli Enti affinchè sia definitamente tutelato il borgo “Case di Noè” preservandolo da demolizioni richieste da parte di privati. A tal fine entrambi gli Enti sono favorevoli all’estensione del Vincolo Paesaggistico;
  • tale atto non è ancora stato formalizzato solo perchè, come ci ha informati il dott. Pier PaoloTomiolo, a tutt’oggi non è stata istituita l’indispensabile Commissione Vincoli della Regione, perchè parrebbe manchi la comunicazione da parte delle Associazioni Ambientaliste accreditate (Italia Nostra- Lega Ambiente – WWF) del loro Rappresentante;

Tutto ciò premesso e in attesa del conseguente evolversi della nostra Istanza siamo a chiedere:

  • se è nell’intenzione di questa Amministrazione, per ciò che gli compete, preservare tale “Borgo” da demolizioni – edificazioni edilizie che possano comprometterlo irrimediabilmente, come argomentato nell’istanza;
  • se è nell’intenzione degli Uffici competenti redigere doveroso censimento dei manufatti di rilevanza storica anche se, e a maggior ragione, privi eventualmente di specifico vincolo, in modo da tutelarli;
  • se nel caso specifico, visto anche il riconoscimento da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Liguria, della rilevanza storica del borgo e l’orientamento da parte dei citati Enti a porvi il vincolo, è intenzione, per quanto possibile e di competenza di questa Amministrazione e degli Uffici, il tenerne conto e preservarlo
    • qual’è l’interpretazione degli Uffici competenti degli Articoli 17 e 17.01 del PRG che esclude il Borgo dalle zone di esclusione dl vincolo
    • inoltre, si chiede al Sindaco che si faccia portavoce e parte attiva, affinchè sia istituita al più presto la Commissione Vincoli della Regione, inesistente dal 2014, verificandone la motivazione ed adoperandosi, per quanto possibile, al superamento degli eventuali ostacoli.

 

Circolo della Pulce, il Presidente Eleonora Mastellone

  • Seguono motivazioni espresse nell’Istanza citata

L’associazione culturale “Circolo della Pulce” con sede in Rapallo, Via Langano, 32 che ha tra i suoi obbiettivi la salvaguardia del territorio e del patrimonio storico, chiede l’accertamento di rilevanza storica dell’antico “borgo” denominato Case di Noè situato nel Comune di Rapallo – San Maurizio di Monti; a tal fine

ESPONE:

Tale nucleo abitativo, che ancor oggi si presenta con strutture murarie non intonacate e facilmente databili, da documentazione e studi, lo si data, nella sua parte più antica, ai secoli VII , VIII e in quella più recente all’ XI . Dai modelli edificati che riportano chiare caratteristiche databili, si è fatto risalire ad un insediamento delle maestranze inviate dall’Abbazia di San Colombano di Bobbio in quell’epoca, in quanto tale territorio rientrava nell’area detta “Maritima” di Bobbio che comprendeva non solo l’entroterra, ma anche l’attuale Golfo del Tigullio e per il quale l’Abbazia diede il via ad un piano di bonifica al fine di rendere coltivabili con terrazzamenti, i pendii, con relativa costruzione di case destinate ai coltivatori. In tutta la “Maritima”, ove ciò avvenne le costruzioni presentano caratteristiche simili e facilmente riconducibili a tale bonifica come ad esempio, incorniciature di porte e finestre, stipiti con pietre più grandi, caratteristiche che si riscontrano anche nel borgo “Case di Noè”.

Ne dà testimonianza verificabile dopo accurate ricerche e studi, il Dott. Duilio Citi, che ha contribuito a pubblicazioni per il Ministero della Pubblica Istruzione, già titolare del corso Restauro Urbano della Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, Direttore del Centro Studi per il Recupero dell’Entroterra di Genova e membro del CERCOM (Centre Européen de recherche sur les congrégations et les ordres religieux), nel suo libro “ I racconti delle pietre della calce del ferro e del legno” di cui si allegano immagini e uno stralcio.

Negli ultimi anni però, sollecitati da segnalazioni di chi il borgo lo abita e vive, ci siamo resi conto che, forse perchè chi si sta stanziando proviene da altre regioni e non ne conosce né la storia, né il valore, sia per nuovi strumenti urbanistici che hanno lasciato intravedere la possibilità di una diversa edificazione o destinazione, si sono presentate domande per sopraelevazioni, demolizione e ricostruzione e addirittura richieste di demolizione della Chiesa- Cappella di S. Antonio risalente al 1502, per realizzarvi posti auto, bloccate sino ad ora solamente da ricorsi presentati da privati. Non si può però tutelare per il futuro tale zona basandoci solo sulla buona volontà vigile di chi abita o abiterà in futuro tale località.

Obbiettivamente, vista la sua datazione, eravamo certi che tale “Borgo” fosse già tutelato, almeno dal “vincolo paesaggistico” e quindi preservato da interventi prettamente edilizi che ne potessero distruggere o alterare la tipicità, ma da una ricerca, pare che non vi sia oggi alcun vincolo significativo, tale da preservarlo; ed anche se in passato, molte richieste, anche di piccoli ampliamenti, citavano il vincolo paesaggistico oggi pare sia “scomparso”. A parer nostro sussisterebbero dichiarazioni e documenti discordi che mal comprendiamo (vedi anche Linee Guida Monte di Portofino) in cui da un lato gli Uffici competenti del Comune di Rapallo dichiarano che sono possibili le demolizioni, in quanto la zona non è soggetta a vincolo paesaggistico perché ricadente in zona B, mentre nel vigente PRG Art. 17 punto 17.01 si afferma che tale zona NON è ricadente in zona B e quindi soggetta a vincolo. Contraddizione emersa SOLO grazie al ricorso di abitanti della zona che a noi si sono rivolti fornendoci documentazione, e per la quale anche il Dipartimento Pianificazione Territoriale Urbanistica della Regione Liguria ha chiesto spiegazioni.

Col fine quindi di tutelarne definitivamente, anche per le generazioni future, quale patrimonio non solo locale, ma Regionale e Nazionale, la sua storia e la sua tipicità e inoltre preservare la zona da diversa tipologia di insediamenti abitativi attratti dalla bellezza, dall’esposizione e dalla vista dominante del luogo che potrebbero anche compromettere l’equilibrio della collina, il drenaggio dei terreni, causando modificazioni che aggiunte alle precipitazioni piovose degli ultimi anni, potrebbero portare ad un dissesto idrogeologico,

CHIEDE: sia riconosciuta la rilevanza culturale e storica di tale Borgo e sia inserita nella fascia di vincolo paesaggistico al fine di evitare interventi edificatori che ne stravolgano completamente gli elementi caratterizzanti e storici, che ne aumentino eccessivamente le unità abitative, tali da poter causare mutamenti sostanziali che potrebbero inoltre provocare un dissesto idrogeologico di cui purtroppo in Liguria conosciamo le possibili conseguenze.Vista inoltre la sua collocazione all’interno di uno dei più grandi parchi di lecci a livello Nazionale, secondo noi, sussistono i requisiti richiesti dall’ Art. 10 comma 1 D.lgs 42/2004 in relazione a quanto disposto anche dal successivo comma 4 lettera g).

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Case di Noè (Rapallo, S. Maurizio di monti)

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