Published On: Lun, Lug 11th, 2016

Rapallo, Dragut e il turismo metropolitano

(Qui, qui e qui le gallerie fotografiche della manifestazione.)

Senza dubbio è stata una giornata diversa dal consueto quella di sabato 9 luglio a Rapallo, dove una serie di piccoli eventi distribuiti lungo l’arco della giornata hanno culminato nella grande rievocazione in costume dello storico sbarco del corsaro Dragut nella cittadina ligure, avvenuto il 4 luglio del 1549.

Un evento che aveva la responsabilità di «nascere grande» anziché crescere di anno in anno, aveva detto l’assessore al Turismo Elisabetta Lai durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, lo scorso martedì. Promessa perlopiù mantenuta, almeno a giudicare dalla forte presenza di pubblico; certo non sono mancati le inevitabili magagne – legate soprattutto all’organizzazione del “mercatino dei mestieri”, tra intoppi nella prenotazione di posti sul lungomare e mancato arrivo dei due pony che avrebbero dovuto intrattenere i più piccoli – ma come prima edizione, se di prima edizione si tratta e si vedrà un seguito negli anni a venire, la pagella della manifestazione è indubbiamente positiva. In particolare, lo è per due fattori che rappresentano una grossa novità nel panorama rapallese e di cui si deve riconoscere il merito all’Amministrazione Bagnasco.

Il primo e forse meno importante – e magari accidentale, viste le dichiarate simpatie ecclesiastiche della giunta – è che la rievocazione dello sbarco di Dragut dà finalmente modo di rapportarsi alla Storia e alla tradizione di Rapallo anche alla porzione della sua cittadinanza non interessata a temi religiosi. Per quanto gli organizzatori delle Feste di Luglio possano lamentare la sempre maggior compresenza di eventi laici nello stesso periodo, è un dato di fatto che le celebrazioni mariane hanno finora mantenuto una sorta di monopolio su quanto è considerato parte dell’“identità storica” rapallese; che a ridosso di un lungo periodo di festeggiamenti religiosi si dedichi una serata anche ad altri aspetti del passato di Rapallo è sicuramente un passo avanti non solo per diversificare l’offerta turistica, ma anche per valorizzare il folklore locale tanto per chi si trova a passare per la città venendo da fuori, quanto per chi la città la vive ogni giorno dell’anno.

Il secondo fattore, nettamente più rilevante, è l’apertura di Rapallo a un panorama più ampio, simboleggiato dalla partecipazione alla manifestazione del corpo di sbandieratori e tamburini dei Sestieri di Lavagna e del gruppo di rievocazione storica Flos Duellatorum, entrambi tradizionalmente coinvolti nei festeggiamenti agostani della “Torta dei Fieschi”. Caso isolato? Forse, ma un timido segnale era già stato dato con l’istituzione del “Rapallo Opera Festival”, organizzato di concerto con gli ideatori del festival lirico di Sarzana. Sembra insomma che Rapallo stia tentando di uscire da quel periodo di isolazionismo e inutile campanilismo che fin troppo a lungo l’ha caratterizzata, rivolgendosi al territorio che la circonda per attingere nuove risorse dalle eccellenze dei paesi limitrofi anziché affidarsi unicamente ai propri mezzi, spesso inadeguati: duole dirlo, ma già nella qualità dei manifesti, depliant e volantini fatti circolare in questi giorni per sponsorizzare l’evento si ha la riprova del fatto che la macchina promozionale rapallese non è ancora in grado di offrire al turista internazionale un’immagine di professionalità e competenza. Che la ricetta per risollevare Rapallo sia una concezione “metropolitana” del turismo?

Viva la Rapallo che cambia, insomma. Soprattutto, viva la Rapallo che sfrutta il proprio passato remoto come pretesto per affrancarsi da un passato recente fatto di mediocrità e stagnazione, e ben venga se tale slancio proviene dal governo “giovane” della giunta Bagnasco. L’importante è che l’entusiasmo di una sera non si spenga all’alba del mattino successivo, e che questa ventata di dinamicità non sia solo una nuova mano di vernice a favor di turista bensì vada a incidere, poco per volta, negli strati più profondi dell’immobilismo rapallese. E chissà che il pirata che mise Rapallo in ginocchio non possa aiutarla a rialzarsi in piedi, una volta tanto.

Rapallo Dragut 9.7.2016_2 (25)

Il corsaro Dragut, interpretato da Cesare Florio

 

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