Published On: Gio, Mar 23rd, 2017

Rapallo: fra social, ATP e regolamenti scarsi risultati per il Consiglio Comunale

(Causa problemi di salute, sulla seduta del 22/3/2017 non saranno redatti approfondimenti.)

Bottino ancor più magro del solito per il Consiglio Comunale rapallese, che nella seduta di ieri mercoledì 22 marzo ha affrontato solo due dei cinque punti all’ordine del giorno mettendo in tasca, in definitiva, solo rinvii e vaghe promesse.

Il dibattito si è aperto con una mozione di sentimento avanzata dal capogruppo PD Mauro Mele sul recente caso di cronaca di Ilham Mounssif, studentessa marocchina da vent’anni residente in Italia la quale, dopo aver ricevuto un premio per l’eccellenza scolastica nelle aule di Montecitorio, si è vista rifiutare la richiesta di assistere ai lavori parlamentari poiché sprovvista di un passaporto dell’area Schengen. La Presidente della Camera Laura Boldrini, sempre impegnata contro le discriminazioni razziali e di genere, era accorsa in difesa della giovane riesumando la proposta di legge sulla cittadinanza da più di un anno “dormiente” in Senato, incassando per tutta risposta gli insulti della consueta fauna social capitanata dal leader leghista Salvini.

La richiesta di Mele affinché il Consiglio esprimesse la propria solidarietà a Boldrini per i continui attacchi alla sua persona ha incontrato però il temporaneo “altolà” di Anna Baudino, secondo la quale la mozione risulta troppo limitata: «Il Comune di Rapallo può andare oltre le espressioni di solidarietà e attivarsi anche con attività nelle scuole per sensibilizzare sul corretto uso dei social media. Si riscriva la mozione trasformandola in un ODG per la prossima seduta», ha sentenziato la consigliera di maggioranza. Mele ha quindi ritirato la mozione, sulla quale sarà convocata una conferenza dei capigruppo che possa elaborare un testo condiviso.

Si è quindi passati al primo punto all’ordine del giorno: la riorganizzazione delle società partecipate in cui il Comune di Rapallo è coinvolto, in accordo con la riforma Madia. L’assessore Alessandra Ferrara ha illustrato la riduzione della quota di partecipazione alla società di trasporti ATP dall’1,23% allo 0,81%. Saranno inoltre liquidate le società Terre di Liguria e Promoprovincia. Piuttosto che passare al voto sull’approvazione di tali modifiche, il Consiglio si è quindi prodotto in due ore di lamentele sui servizi forniti da ATP, considerati inaccettabili per mancanza di mezzi e quantità di inquinamento.

Il capogruppo M5S Giovanni Federico Solari ha immediatamente colto l’occasione per politicizzare il dibattito, imputando i problemi di ATP a una cattiva gestione da parte delle autorità «PD e PDL» della Città Metropolitana di Genova, che «non hanno mai fatto una nomina in base alle competenze»; si è quindi scagliato contro gli enormi debiti della società, di cui ATP dovrebbe rispondere in sede ufficiale in capo a sette giorni. Sconsolata la replica del sindaco Carlo Bagnasco: «I rapporti con ATP erano problematici ai tempi della giunta Costa e lo sono anche con noi, non si può negare che i disservizi ci siano. Sembra tuttavia che dalla nuova dirigenza stiano arrivando piccole risposte positive, anche se non scommetterei un euro su corposi miglioramenti futuri».

Gran parte del Consiglio si è detta d’accordo sul fatto che ATP non meriterebbe il continuo «accanimento terapeutico» da parte dei Comuni compartecipanti, se non fosse per la necessità di garantire il servizio pubblico e i posti di lavoro a esso legati. La discussione si è conclusa con l’approvazione di un ODG presentato dal consigliere di maggioranza Giorgio Tasso proponente un vertice fra gli enti coinvolti per discutere le richieste di rifinanziamento, ed eventuali ingressi di privati.

È poi giunto il momento di discutere le modifiche al regolamento che presiede al funzionamento della giunta comunale. La modifica proposta era la sostituzione nel testo di un articolo del passaggio

il sindaco può invitare a partecipare alla seduta dirigenti, dipendenti comunali ed esperti esterni all’Amministrazione

con un passaggio alternativo recitante

il sindaco può invitare a partecipare alla seduta dirigenti, dipendenti comunali o esperti richiesti dall’Amministrazione.

Il proponente Mauro Mele ne ha così esposto le motivazioni: «Di fatto la formulazione precedente impediva la possibilità di interpellare su un argomento all’ordine del giorno uno degli stessi membri del Consiglio in ruolo di consulente, anziché di consigliere, sulla base delle loro competenze lavorative anziché politiche. Ad esempio, se si volesse chiedere il parere di Solari [proprietario e gestore di una tabaccheria, ndr] sulla questione gioco d’azzardo». Mele ha fatto inoltre notare che nel regolamento, vecchio di vent’anni, figurano talmente tante menzioni di formule quali «di norma», «salvo situazione straordinaria» etc. che il regolamento stesso è di fatto praticamente nullo, fungendo esso unicamente da linee guida piuttosto che da normativa inviolabile.

Da Solari è quindi giunta una proposta di emendamento per l’aggiunta di un nuovo articolo, relativa alle azioni legali contro membri del Consiglio: «All’epoca della querela sporta dalla giunta nei miei confronti la giunta medesima era composta da un eletto e quattro nominati», ha commentato il capogruppo pentastellato; «Non mi sembra giusto che persone che non sono state elette dai cittadini possano approvare l’esborso di 3.500 € dei contribuenti per querelare un consigliere eletto». Aspra la risposta del primo cittadino: «Quei 3.500 € potrebbero essere stati un buon investimento che tornerà maggiorato nelle casse del Comune, a seconda di come si risolverà la questione. In secondo luogo, non vorrei che il suo emendamento diventasse una sorta di immunità consiliare».

Il presidente Mentore Campodonico ha a questo punto approvato dieci minuti di pausa per discutere “fuori verbale” la fattibilità dell’emendamento. Dopo 45 minuti di sospensione, la proposta è stata anch’essa rinviata allo scrutinio di una futura riunione dei capigruppo. La seduta si è conclusa alle ore 1:14 della notte, senza che siano stati sfiorati gli argomenti relativi alla disciplina urbanistica alberghiera, alla legge regionale sul gioco d’azzardo e alla posizione della Regione Liguria in tema di migranti e accoglienza, “emergenza” che può evidentemente attendere.