Published On: Gio, Nov 17th, 2016

Rapallo, il Consiglio del 16/11 (3 di 6): marciapiede sulla Pagana I

(Qui il riassunto dell’intera seduta. Qui la parte precedente della cronaca in dettaglio.)

ODG 5: mozione su marciapiede sulla Pagana, cipressi e Villa Costanza. Armando Ezio Capurro espone: «Ho eseguito personalmente un accesso agli atti. Nello stato comparato i cipressi ci sono, sono agli atti della gara; la relazione esclude esplicitamente l’abbattimento di alberi preesistenti al cantiere, poi però partono i lavori e si sbatte contro i cipressi. Il marciapiede diventerà uno slalom per biciclette e carrozzelle, con curve che schivano gli alberi? Alla sovrintendenza ci si rivolge prima di fare un progetto, non dopo». Nel frattempo abbandona l’aula per problemi di salute Anna Baudino, privando la maggioranza di un altro consigliere.

Capurro prosegue: «Non so in quale altra parte del mondo si riesca a costruire un marciapiede con gli alberi in mezzo; a questo punto, dato che si è deciso di spostare Villa Costanza, non si sarebbe potuto spostarla di un ulteriore metro verso il mare e quindi realizzare il marciapiede poco più in là, mantenendo i cipressi a bordo strada?». Prende la parola Paola Tassara, la quale in qualità di architetto loda l’«ineccepibilità» di Capurro sulle questioni tecniche: «Il progetto non segnala neppure con i consueti marchi in giallo e rosso lo spostamento degli alberi in questione; le piante si sono forse spostate da sole, peraltro contro il parere della sovrintendenza?».

Torna inoltre a farsi sentire il problema degli affidamenti per “massima urgenza”, messi in atto anche nel caso in esame. Tassara continua: «Ho chiesto le motivazioni del provvedimento d’urgenza, mi è stato risposto che il passaggio era pericoloso da più di trent’anni». In effetti è un po’ un controsenso. Nel frattempo diserta la seduta anche Giorgio Tasso. Tassara rincara la dose sulla dichiarata “incongruità” di Villa Costanza all’interno del progetto e sull’effettiva necessità (estremamente dubbia) del suo abbattimento e spostamento, nonché della concessione delle barriere antirumore: «Perché, per timore dei rumori provenienti dal passaggio dei pedoni? E il traffico della carraia negli ultimi decenni invece non dava fastidio ai proprietari?».

Parte la sfuriata del sindaco Carlo Bagnasco: «L’opposizione è bravissima a fornire mille ragioni per non fare nulla, sono invece meno bravi a dare ragioni per fare, per compiere opere. Noi siamo qui a ricevere lezioni da grandissimi professori di tuttologia, architetti, ingegneri e adesso anche giudici. Questa non è più un’aula di Consiglio, è un’aula di tribunale in cui subiamo un continuo processo alle intenzioni, e molti in questa Amministrazione non sono più sereni nello svolgere il proprio lavoro di fronte a questa pressione psicologica». Bagnasco prosegue: «Ci fate una colpa di fronte alla cittadinanza per aver fatto il marciapiede, le strade, l’illuminazione; chiedo ufficialmente scusa ai rapallesi per le 41 opere realizzate». E ancora: «Il sindaco non sta attento alle piastrelle in centro, il sindaco porta il punteruolo rosso! Voi state qui adesso, asfaltati da tutti gli asfalti che abbiamo fatto, e tirate fuori solo scuse. Abbiamo capito che non volete fare nulla, siete solo una macchina del fango». E ancora: «Le accuse che mi muovete sono per me medaglie, per tutte le opere che abbiamo realizzato al posto vostro».

Replica l’ex sindaco Giorgio Costa, ovviamente tirato in causa da Bagnasco in quanto volto della precedente e “fallimentare” Amministrazione. «Se il sindaco realizza le opere io sono contento, ma bisogna realizzarle bene», afferma Costa. «All’epoca in cui io ero primo cittadino esisteva già un progetto dell’allora ex sindaco Campodonico; mi sono rivolto all’ordine dei Cavalieri di Malta, ma in definitiva non siamo riusciti ad andare avanti. Il punto è che esisteva un buon progetto che io ero intenzionato a portare a compimento, perché è stato cambiato?».

Prende la parola il capogruppo PD Mauro Mele, il quale si rammarica della piega spesso presa dalle sedute di Consiglio. Mele cita a propria volta i vari momenti storici dell’accordo con i Cavalieri di Malta, e sulla questione svincolo chiosa: «Avevo scritto un bell’intervento sul futuro della ricettività alberghiera di Rapallo… il 20 del mese scorso. Spero proprio che prima o poi si riesca a parlarne».

Capurro rincara la dose: «Il marciapiede è una necessità da cinquant’anni, e se ne parla concretamente da dieci. Non capisco da dove venga la “somma urgenza”». Capurro torna sulla questione più volte discussa della necessità dello spostamento di Villa Costanza, che nel 2006 non risultava in progetto a fronte della disponibilità alla cessione bonaria da parte del proprietario. Un ultimo commento è inoltre rivolto allo svincolo alberghiero e aulle pratiche sospese dall’ing. Ottonello, che accusa di aver ricevuto dal sindaco indicazioni precise su come esprimersi in merito alle perizie tecniche; il primo cittadino ovviamente risponde stizzito, sottolineando come l’operato dell’Amministrazione e degli uffici tecnici (anche questa è una questione già discussa a più riprese in sede consiliare) siano del tutto indipendenti l’uno dall’altro.

(Continua qui.)

Il sindaco Carlo Bagnasco

Il sindaco Carlo Bagnasco

Giorgio Costa e Paola Tassara

Giorgio Costa e Paola Tassara