Published On: Gio, Nov 17th, 2016

Rapallo, il Consiglio del 16/11 (6 di 6): svincolo alberghiero III

(Qui il riassunto dell’intera seduta. Qui la parte precedente della cronaca in dettaglio.)

L’ing. Ottonello illustra la vicenda della richiesta di svincolo per l’hotel Savoia, risalente al 2005, e dei vari pronunciamenti delle Amministrazioni comunali che hanno apposto e poi mantenuto il vincolo. Nell’agosto 2015, dopo anni in cui ci si era attenuti a un progetto di ristrutturazione con parziale ridestinazione a uso residenziale mantenendo per gran parte della struttura l’indirizzo alberghiero, è stato invece chiesto il completo svincolo dalla destinazione alberghiera con nuovo indirizzo a uso commerciale per il piano terra e residenziale per i rimanenti piani.

Tale richiesta era stata ritenuta inammissibile nel settembre 2015. Seguiva ricorso, accolto dal TAR della Liguria pochi mesi fa; l’Amministrazione Bagnasco riprende quindi in esame la richiesta. Ottonello segnala che l’immobile non è ristrutturabile a norma nel caso in cui si desideri mantenerne in parte la destinazione d’uso alberghiera, mentre le opere di ristrutturazione rienterebbero nei termini di legge se si andasse verso la ridestinazione residenziale/commerciale; tuttavia, data la posizione dell’edificio, le sue caratteristiche e il suo valore storico, gli uffici tecnici hanno deliberato di non raccomandare lo svincolo.

Prende la parola Mauro Mele, che ringrazia Filippo Lasinio e la sua richiesta di inversione dell’ordine del giorno per avergli fornito la possibilità di prodursi nell’intervento da lui preparato sulla situazione del turismo a Rapallo: «Sembra che Rapallo stia abbandonando la propria vocazione di città turistica. Per mantenerla occorrerebbero due cose: eventi tutto l’anno, e una buona ricettività alberghiera, altrimenti si rischia di diventare una città-dormitorio». Mele chiede di insistere su eventi culturali e di grande attrattiva turistica e sulla valorizzazione del territorio e delle bellezze ambientali e architettoniche, ma pone l’accento sulla necessità di supportare il comparto alberghiero.

«Non ci vogliono altri appartamenti», afferma il capogruppo PD: «Il sorpasso delle seconde case rispetto alle prime non è solo un segnale del cambiamento dell’offerta; ci sono proprietari di case a Santa Margherita e Portofino che trovano più conveniente in estate subaffittare e trasferirsi temporaneamente in una seconda casa a Rapallo, ad affitti minori. È questo il segno più evidente e preoccupante della trasformazione di Rapallo in un dormitorio per l’intero comprensorio turistico».

«Il degrado degli alberghi storici sembra essere volontario, o poco ci manca», prosegue Mele. «Si acquistano gli immobili e li si lascia nell’abbandono, inducendo i cittadini a pensare che giunti a questo punto sia meglio convertirli in appartamenti, atteggiamento comprensibile ma del tutto errato se si desidera un futuro per Rapallo».

Replica il sindaco Carlo Bagnasco: «Mele è fossilizzato sulla questione “vincolo sì, vincolo no”, ma si tratta di una visione del passato; occorre valutare caso per caso». Il primo cittadino sciorina ancora una volta i numeri della crescita turistica rapallese, vicini al 10%, e dichiara: «I problemi reali sono quelli della scelta del target turistico, la concorrenza con altre località, la nascita del turismo online. Il rilancio del turismo a Rapallo non passa certo per poche camere in più in un vicolo», conclude; «il Savoia è, comunque, certamente una questione diversa».

Armando Ezio Capurro si scaglia contro la gestione degli alberghi storici, lasciati nello squallore e spesso con ponteggi «eterni». Filippo Lasinio si rammarica di aver chiesto l’inversione dell’ordine del giorno: «Si sta parlando di qualsiasi cosa tranne che dello svincolo dell’hotel Savoia; evidentemente siamo talmente interessati al turismo a Rapallo da disinteressarci dei singoli alberghi». «Il Savoia nasce come albergo e forse deve essere mantenuto tale», prosegue Lasinio, «ma a fronte di tale desiderio da decenni lo si tiene chiuso; forse è giunto il momento di pensare a uno svincolo parziale, per far rivivere questi immobili storici».

Gli fa eco Eugenio Brasey, che preme per una richiesta di svincolo parziale al 30% espandibile al 40% tornando al progetto del 2005 per aggirare una normativa regionale che «bypassa il vecchio piano regolatore rapallese». «Se i proprietari non acconsentissero a tale proposta», conclude Brasey, «sarebbe un chiaro segno di volontà di speculazione edilizia, e in quel caso né la cittadinanza né l’Amministrazione vorrebbero o dovrebbero acconsentire».

Conclude l’assessore al Commercio Elisabetta Lai, che cita ancora una volta i dati sull’affluenza turistica incontrando la contrarietà di Mele, il quale giustamente afferma che confrontare i meri numeri fra località diverse non ha senso se non li si rapportano alle dimensioni e alle necessità della popolazione delle località stesse: una crescita più contenuta dell’affluenza a Finale Ligure o anche a Sestri Levante rispetto a Rapallo dipinge comunque, in proporzione, un quadro migliore. Mele annuncia voto contrario allo svincolo del Savoia, e così anche Lasinio. Capurro si astiene.

Si procede quindi alla votazione: lo svincolo è respinto all’unanimità dagli 11 consiglieri rimasti. La seduta si conclude alle ore 1:16.

I banchi dell'opposizione

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