Published On: Gio, Nov 30th, 2017

Rapallo, il Consiglio del 29/11 (riassunto): fusione AMT/ATP, imposta di soggiorno, giù la tassa sui rifiuti per gli esercenti

(Qui il riassunto dell’intera seduta. Per gli approfondimenti: trasporti 1trasporti 2imposta di soggiorno 1imposta di soggiorno 2TARI)

Seduta di Consiglio dai molti alti e bassi quella tenutasi ieri sera presso il Municipio rapallese, segnata da battibecchi forse meno accesi del consueto ma non per questo animati da minor malanimo.

Sul tavolo dell’assise consiliare diversi temi di relativa urgenza, prima fra tutti la vertenza sulla fusione tra AMT, azienda del trasporto pubblico genovese, e ATP, sua omologa tigullina. L’incorporazione tra le due aziende, deliberata da tutti i Comuni del Tigullio in accordo con le autorità della Città Metropolitana di Genova, vedrà la quota partecipativa in mano al Comune di Rapallo calare dal già esiguo 0,81% in ATP – cifra originariamente assai più alta, e andata erodendosi di anno in anno – allo 0,21% nel nuovo soggetto aziendale. Facilmente comprensibili le perplessità di alcuni consiglieri sia di opposizione che di maggioranza, preoccupati (come Federico Solari) per la possibilità di un’emorragia di corse e altri servizi dalla “periferia” metropolitana verso la città di Genova o (è il caso di Mauro Mele) per l’incognita della quota da 750.000 € attualmente contribuita da un soggetto privato cui necessita trovare un sostituto equivalente al fine di rendere la nuova partecipata interamente pubblica.

Rilevante il punto sollevato dal consigliere di maggioranza Eugenio Brasey, che nel portare all’attenzione del Consiglio il fatto che nei patti parasociali della nuova azienda si legge come «l’operatività del comitato di coordinamento sussisterà a prescindere dal numero dei presenti purché la maggioranza dei votanti superi la metà del capitale sociale» ha giustamente osservato come la quota partecipativa del 51% in possesso della Città Metropolitana ne farà a tutti gli effetti detentrice unica del potere decisionale sulle politiche aziendali. Nonostante i ragionevoli dubbi, comunque, l’approvazione della fusione era un passaggio obbligato: la discussione si è conclusa col “sì” unanime dell’assemblea.

Il dibattito si è quindi spostato su un’altra questione comprensoriale: l’istituzione – o re-istituzione, dal momento che una simile imposta già esisteva all’epoca d’oro del turismo rivierasco – di una tassa di soggiorno sul territorio rapallese, in coordinazione con gli altri Comuni del Tigullio. Più precisamente Tigullio “occidentale” (più Camogli), dato che altri Comuni quali Sestri Levante, Chiavari e Lavagna si sono già attivati per proprio conto stabilendo in autonomia regolamenti e tariffe; resta quindi da verificare se e come Rapallo, Santa Margherita e Portofino riusciranno ad accordarsi su prezzi che non finiscano col creare concorrenze deleterie col resto del territorio.

Vada come vada, l’imposta di soggiorno sarà applicata per la prima volta a partire dal 1° aprile fino al 31 ottobre 2018, per poi entrare in vigore per tutte le annualità successive dal 1° di marzo sempre fino al 31 ottobre. Escluso dalla tassa – non senza qualche perplessità – la stagione turistica natalizia; potranno altresì beneficiare di esenzioni dall’imposta diverse categorie, fra cui i bambini al di sotto dei 15 anni, i portatori di handicap non autosufficienti, chi risiede temporaneamente presso una struttura alberghiera per poter usufruire dei servizi di uno degli ospedali Liguri e i gruppi di più di 15 persone. La tassa di soggiorno non sarà comunque applicata oltre il 10° giorno di permanenza. Di circa 500.000 € annui il gettito previsto, iniezione di fondi che sarà destinata al 60% verso attività di promozione territoriale e marketing, e al 40% verso il mantenimento e la valorizzazione dell’infrastruttura turistica rapallese e dei beni ambientali e culturali che di turismo sono oggetto e fonte d’attrattiva.

Grande soddisfazione per la sinergia comprensoriale è stata espressa dalla giunta, ma non sono mancati anche su questo tema dubbi e tentennamenti: Giorgio Costa ha espresso remore a tassare chi da sempre porta ricchezza alla città, mentre Solari ha riproposto la polemica sui dati a suo dire gonfiati del turismo a Rapallo, cifre nelle quali l’Amministrazione ha più volte indicato un motivo di vanto. Diversi gli emendamenti al testo proposti da Mele e dal consigliere Armando Ezio Capurro, i quali non hanno però incontrato il favore della maggioranza. Col solo voto contrario di Solari la pratica è stata perciò approvata con esecutività immediata.

A sorpresa la seduta è stata quindi dirottata su due punti non inclusi nell’Ordine del Giorno accluso all’originale atto di convocazione, concernenti variazioni alle aliquote delle imposte comunali (IMU, TASI e TARI) la cui approvazione entro il 30 novembre risulta propedeutica ai fini del bilancio di previsione 2018. Presentato dalla giunta un piano per la riduzione dell’imposta sui rifiuti a tutte le categorie non-domestiche (vale a dire commerciali) a esclusione dei supermercati, che subiranno invece una drastica impennata fiscale; decisamente stizzito il sindaco Carlo Bagnasco nel vedere i banchi dell’opposizione svuotarsi – a eccezione dei consiglieri Mele e Ricci – nel corso del suo intervento sulla manovra, di cui il primo cittadino è apparso molto orgoglioso. Caustica la dichiarazione di Giorgio Costa prima di abbandonare l’aula: «Molti fra i commercianti saranno contenti, ma se la nettezza urbana costa sempre 6 milioni e mezzo i soldi che non vengono più da loro dovranno necessariamente esser presi da qualche altra parte, vale a dire dalle utenze domestiche. In questo modo non facciamo che diminuire le tasse proprio a quelle categorie che producono più rifiuti».

Poco incisiva, su questo tema, la difesa della maggioranza, che si è limitata a sottolineare come l’aumento d’imposta ai privati sarà di ordine modesto e non farà comunque arrivare la pressione fiscale ai livelli di Chiavari o altri Comuni limitrofi. Magra consolazione dato lo stato della raccolta dei rifiuti a Rapallo, e motivo in più per constatare ancora una volta come la partita dell’Amministrazione Bagnasco si giochi non solo sulle opere bensì anche – e forse soprattutto – sugli appalti: di certo i cittadini saranno meglio disposti a pagare qualche soldo in più, se la contropartita sarà un servizio finalmente efficiente e una città più pulita… o, per non voler strafare, se non altro meno sudicia. Forse anche per questo il sindaco dovrà tenere d’occhio molto da vicino gli sviluppi della nuova gara per la nettezza urbana, le cui mirabolanti promesse per l’anno nuovo, già in lieve ritardo, faranno bene a concretizzarsi.