Published On: Mar, Mag 30th, 2017

Rapallo, il Consiglio del 29/5 (riassunto): la giunta ci ripensa, svincolati Villa Lia e l’hotel Ambra

(Qui il riassunto dell’intera seduta. La cronaca in dettaglio: 12345)

Seduta controversa ma con qualche risultato, ieri, per il Consiglio Comunale rapallese. La riunione, durata dalle 21:45 all’una e 20 della notte, ha visto i consiglieri impegnati perlopiù su due degli otto punti all’ordine del giorno concentrando i propri sforzi – e una buona dose di inimicizie personali – sulla questione dello svincolo alberghiero per le strutture di Villa Lia e dell’hotel Ambra, pratica sul tavolo dell’assise già da diversi mesi.

Ma andiamo con ordine, perché c’è un altro punto d’interesse. La seduta si è infatti aperta con la discussione della due volte rimandata mozione di sentimento proposta a marzo dal capogruppo PD Mauro Mele: all’epoca la mozione verteva sul tema delle ingiurie telematiche rivolte alla Presidente della Camera Laura Boldrini, prima di essere “frenata” dal consigliere di maggioranza Anna Baudino e rinviata a discussione a porte chiuse nel corso di una successiva riunione dei capigruppo. L’obiettivo? Raggiungere un testo di Ordine del Giorno congiunto fra opposizioni e maggioranza, testo poi prodotto anche con l’apporto del consigliere Paola Tassara.

L’ODG condiviso così prodotto ha diverse sfaccettature, ma due sono quelle principali: da un lato si premura infatti di raccomandare all’Amministrazione rapallese un ciclo di incontri con le scuole per insegnare ai giovani un più consapevole rapporto con la Rete e i social network in particolare; dall’altro, abbandona in toto il caso Boldrini – sebbene mantenga nel testo una chiara condanna a qualunque uso di linguaggio sessista, razzista o in altro modo discriminatorio – per focalizzarsi su altro, fin dal titolo modificato per rivolgersi all’argomento della “politica gridata”. In definitiva, un testo meritorio per i temi trattati ma che compie un passo falso importante, almeno a giudizio del sottoscritto: spostare il tiro dal caso specifico, in cui erano da condannare i singoli privati responsabili di un comportamento becero, al caso generico, puntando il dito invece contro i politici “aizzatori”. Odia il peccato, non il peccatore, insomma.

O meglio: sgrida il politico, non l’elettore, visto che è di alleanze con movimenti politici dal dubbio codice etico che si sopravvive nella politica d’oggi. Populismo? Chissà. “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”, diceva uno al quale il motto si applicava non poco. E per chiudere in bellezza, oltre al “danno”, la beffa: quello che era partito come un tentativo di esprimere solidarietà al Presidente della Camera si è trasformato in aula di Consiglio in un pretesto per attaccarne una volta di più la figura – con toni pacati e “puliti” ancorché critici, sia chiaro – sia dai banchi della maggioranza (per bocca del consigliere Tasso) che da quelli dell’opposizione (da parte del pentastellato Solari, che della politica “gridata” ha voluto tessere, non si sa mai, anche le lodi). La mozione è stata accolta all’unanimità, e tanto basta; permane qualche perplessità sul metodo.

Passando oltre, sulla questione svincolo alberghiero basti dire che la seduta si è una volta tanto conclusa con una novità sostanziosa: entrambe le strutture interessate da richiesta di svincolo hanno ricevuto il “via libera” e saranno quindi riqualificate dai proprietari come da essi ritenuto più opportuno, con ogni probabilità in qualità di edifici residenziali. Sul perché e il percome ci sarebbero da spendere fiumi di inchiostro digitale, e chi ne avrà voglia potrà approfondire la questione negli articoli in dettaglio, ma per farla breve: il tema del dibattito è stato bipartito, occupandosi non solo di quale debba essere l’atteggiamento dell’Amministrazione circa il preservare o meno il comparto alberghiero rapallese, bensì anche della legittimità di ogni eventuale presa di posizione.

A farsi capofila di quest’ultimo tema di discussione è stato ancora una volta Armando Ezio Capurro, per il quale – a causa del suo periodo nell’Amministrazione regionale, nel corso del quale ha contribuito a stilare la normativa vigente – la legge emessa dalla Regione vieta esplicitamente ogni svincolo, e comportarsi come se i singoli Comuni avessero autonomia decisionale in merito costituirebbe quindi un grave illecito. Il confronto sul tema è stato lungo e a tratti aspro, ma la maggioranza si è dimostrata inamovibile nel proprio proposito di procedere alla discussione del caso e, infine, a dare l’imprimatur allo svincolo. Voce solitaria all’interno dell’Amministrazione il Presidente del Consiglio Mentore Campodonico, schieratosi contro lo svincolo a fianco delle opposizioni; il suo contributo non è però bastato, producendo 7 voti contrari a fronte degli 8 a favore.

Si apre quindi una stagione nuova per Rapallo? È presto per dirlo, ma può darsi. D’altro canto i due alberghetti interessati sono strutture ricettive minori, e quindi la marcia indietro dell’Amministrazione sul tema non riflette necessariamente un atteggiamento da potersi applicare senza discrimine anche ai grandi alberghi rapallesi. A margine, per bocca del sindaco Carlo Bagnasco, la novità: a San Michele di Pagana sarebbe infatti in procinto di aprire i battenti un boutique hotel, categoria alberghiera in voga di questi tempi. Il capitolo conclusivo dell’accoglienza nel Tigullio potrebbe perciò non essere ancora scritto, ma comunque vada ieri ne è stata scritta una pagina di rilievo, nel bene o nel male.