Published On: Gio, Nov 10th, 2016

Rapallo, il Consiglio del 9/11 (1 di 5): migranti e accoglienza

(Qui il riassunto della seduta.)

Sala insolitamente gremita di rappresentanti della stampa – se non di pubblico – con diversi consiglieri che già cominciano ad accusare i primi malanni di stagione. L’appello si svolge alle 20:52. Filippo Lasinio assente giustificato. Assenti anche Giorgio Tasso e Anna Baudino. In termini di potere di voto la maggioranza ne è nettamente indebolita, avendo un solo votante di vantaggio sull’opposizione.

Mozione di sentimento presentata da Mauro Mele, capogruppo per il Partito Democratico; Mele denuncia le «farneticanti dichiarazioni di una certa parte politica» – il consigliere regionale leghista Puggioni – sui 7 migranti indirizzati a Rapallo dal Prefetto, dichiarazioni cui è seguita una lettera dei parroci che a parere di Mele rappresenta una «giustificazione non dovuta» a fronte dell’ovvio valore umanitario dell’operazione. «Colossale bufala» il fatto che la struttura in cui i profughi riceveranno asilo abbia «vista sul mare e spiaggia privata», e ancor più la pretesa del rappresentante leghista che il sostentamento dei migranti sia a carico dei contribuenti rapallesi, in quanto i fondi provengono dall’Unione Europea. «Strano che Puggioni non lo sappia», commenta Mele, «visto che il leader del suo partito si scaglia contro l’Unione 29 giorni al mese».

Mele dà quindi lettura di un documento redatto da Medici Senza Frontiere nel quale si forniscono dati reali a confutare i molti luoghi comuni negativi su cui si fonda la xenofobia qualunquista alla base delle dichiarazioni del portavoce del Carroccio. Prende a questo punto la parola Armando Ezio Capurro affermando che, pur trovandosi d’accordo sul contenuto della mozione di Mele, non è d’accordo sulle premesse: «si è trattato di un discorso politico». Giovanni Federico Solari (M5S) sposta il tiro: «Il contenuto della mozione è pienamente condivisibile e non si mette in discussione, ma voglia intervenire anche qualche rappresentante della maggioranza, dato che a essere chiamato in causa è un vostro alleato politico».

Ciò nonostante, il capogruppo M5S rincara la dose su quanto detto da Capurrp: «Si tratta di una “mozione fuffa”, presentata solo per accendere i riflettori su un argomento di propaganda ma che non fa altro che evidenziare la politica ipocrita del Partito Democratico, i cui interventi non hanno mai risolto quella che è classificata costantemente come “emergenza” da un Governo che continuamente finge di minacciare l’Unione Europea per ricevere maggiori aiuti mentre aiuta le Coop, bianche o rosse che siano». Solari conclude: «I migranti per ragioni economiche non sono rifugiati. Non mi si dia del razzista, sarebbe una falsità» (excusatio non petita, accusatio manifesta, verrebbe da dire). Solari conclude il proprio intervento – anch’esso di per sé smaccatamente politico – auspicando il crollo del Governo Renzi col voto del 4 dicembre; dichiara infine la propria astensione sulla mozione in esame.

Interviene Giorgio Costa: «Io sarei consigliere comunale a Rapallo; qui non si dovrebbe uscire dai confini di San Michele e Zoagli, invece mi trovo sempre a parlare come se fossimo in Parlamento a Roma, e adesso perfino in Europa?». Anche Costa si astiene per disaccordo con tutto il «contorno» di motivazioni sulla mozione. Interviene in risposta a Solari il consigliere di maggioranza Eugenio Brasey: «La mozione in sé era condivisibile, ma il consigliere Mele ha fatto di tutto per impedire che fosse votabile in tranquillità». «L’Italia è un paese civilizzato con una lunga storia di migrazione», prosegue Brasey, «e quindi i migranti sono i benvenuti; tuttavia se il migrante è mercificato e il business dell’accoglienza diviene preda di infiltrazioni criminali, mentre i piccoli albergatori che offrono le proprie strutture ai profughi sacrificano la propria possibilità di guadagnare, non si può parlare di accoglienza con la A maiuscola». Brasey conclude col classico mantra dell'”aiutarli a casa loro”, per superare la «demagogia» del sentimento antileghista della mozione. Ciò nonostante preannuncia voto positivo, pur di malavoglia.

Franco Parodi: «Di fronte a un dispositivo che non può che incontrare il favore dell’intero Consiglio, non possiamo però non respingere gli argomenti, dagli attacchi alla Lega Nord e al suo leader alle accuse di colonialismo e sfruttamento dei paesi dai quali i migranti provengono». Parodi annuncia l’astensione. Vittorio Pellerano si dice in linea con le dichiarazioni di Brasey. Prende la parola Walter Cardinali – del quale ricordiamo le precedenti dichiarazioni in materia – il quale ribadisce la propria contrarietà a una strumentalizzazione del tema migranti ma preannuncia voto favorevole alla mozione.

Mele conclude riprendendo la parola per ricordare come si stia parlando di 7 migranti a Rapallo, non altrove. Paolo Buzzi – del quale Solari cerca da diversi minuti di richiamare in silenzio l’attenzione da una parte all’altra dell’aula, per qualche motivo – sbeffeggia le parole di Mele sull’onnipresenza delle guerre nei paesi di provenienza dei migranti: «Posso accettare il “profugo di guerra” se viene direttamente dalla Siria, ma non da Gambia, Senegal e Nigeria, dove la guerra non c’è» (madornale castroneria, in quanto la Nigeria è fin dal 2002 preda dei fondamentalisti di Boko Haram).

La votazione sulla mozione dà esito positivo con 5 astenuti e i restanti a favore.

(Continua qui.)

Armando Ezio Capurro

Armando Ezio Capurro

I banchi della maggioranza

I banchi della maggioranza

Mauro Mele

Mauro Mele

Giovanni Federico Solari

Giovanni Federico Solari

Eugenio Brasey

Eugenio Brasey