Published On: Gio, Nov 10th, 2016

Rapallo, il Consiglio del 9/11 (2 di 5): videolottery I

(Qui il riassunto della seduta. Qui la prima parte della cronaca in dettaglio.)

Si passa quindi alla trattazione delle pratiche all’ordine del giorno, con più di tre quarti d’ora di discussione già alle spalle. Primo punto in esame quello relativo ai controlli su nuove aperture di sale da gioco e installazioni di slot machines e altre macchine per il gioco elettronico in vista della scadenza dell’1 maggio 2017.

Capurro ricorda come prima del 2011 il tema sembrasse appannaggio esclusivo del Governo centrale, finché la Provincia di Trento deliberò autonomamente in materia ricevendo l’approvazione governativa; lo stesso Capurro, allora consigliere regionale, colse lo spunto per proporre anche in Liguria una normativa simile che finì col demandare ai singoli sindaci le decisioni sulla liceità del gioco elettronico nei propri Comuni. Allo stato attuale delle cose le sale da gioco e gli esercizi commerciali ospitanti le “macchinette” non possono situarsi a meno di 300 metri da luoghi ritenuti “sensibili” quali scuole, luoghi di culto, cimiteri, impianti sportivi, stabilimenti balneari, parchi pubblici e a meno di 100 metri da sportelli bancari e bancomat; praticamente, a Rapallo, non risulterebbe idoneo alcun luogo sul territorio cittadino.

Tale normativa regionale risale al 2 maggio del 2012: le macchine preesistenti in tale data dovranno essere rimosse al decorso dei 5 anni da allora, ovvero al principio del maggio prossimo. «A quel punto Rapallo sarà libera dalle macchine per il gioco d’azzardo», sottolinea Capurro. La normativa, ricorda inoltre Capurro, è stata inviata al Governo il quale non l’ha impugnata, ed è sopravvissuta a diversi ricorsi al TAR regionale provenienti da esercenti di Recco e Chiavari, i cui assessori hanno poi pubblicamente ringraziato Capurro per avergli fornito come strumento tale provvedimento.

Si prenota per parlare il capogruppo M5S Solari, il quale in qualità di tabaccaio è ovviamente chiamato in causa. Solari ribadisce a propria volta la gravità delle ludopatie legate al cosiddetto “gioco d’azzardo patologico”, in merito alle quali porta diversi dati reperiti in collaborazione col gruppo parlamentare pentastellato e in particolare con l’onorevole Baroni. Solari parla di 15 milioni di persone interessate dal problema, coi costi della ludopatia ormai ammontanti al 12% della spesa delle famiglie italiane, e menziona la formazione in alcune località di “task force” specializzate nell’individuazione e nell’aiuto a chi soffre della patologia.

(Nel frattempo fra i banchi della maggioranza si parla del più e del meno e si distribuiscono snack. Sarà l’aria novembrina.)

Solari porta all’attenzione del Consiglio un articolo del Secolo XIX dell’ottobre 2016 in cui il sindaco Bagnasco parla di discussioni sul da farsi in seno alla giunta. Il capogruppo M5S auspica, se non saranno rimossi gli apparecchi da gioco, l’istituzione di orari in cui ne cessi integralmente l’attività. Circola nel frattempo l’ODG a firma Capurro col quale si chiede alla giunta di comunicare agli esercenti interessati che a decorrere dal 2 maggio 2017 le loro autorizzazioni non saranno rinnovate (né rinnovabili).

Eugenio Brasey punta il dito proprio contro l’«incompatibilità» di Solari. Non possiamo a questo punto fare a meno di ricordare che mesi fa, in occasione della (poi rivelatasi inutile) discussione sulla Coop, Brasey aveva respinto le medesime accuse da parte dello stesso Solari sull’incompatibilità di gran parte del Consiglio a discutere la pratica, affermando che in quanto commercialista con clienti e contatti di ogni descrizione commerciale e sociale avrebbe dovuto forse ritenersi in conflitto d’interessi su qualsivoglia argomento, concludendo l’intervento chiedendo, ironicamente, se gli assessori Maini e Lai dovessero allora dimettersi dagli uffici dedicati a Lavori Pubblici e Commercio in quanto rispettivamente possessori di condomini e negozi in centro (suscitando l’ovvia risposta affermativa di Giorgio Costa, dai banchi dell’opposizione).

Evidentemente ignaro dell’ironia della situazione, Brasey auspica che Solari «si scagli domani stesso con una mazza contro i macchinari presenti all’interno del proprio esercizio». Rapidamente direnta la questione dell’incompatibilità grazie ai tempestivi pareri del presidente Campodonico e del segretario Monzù, Solari controbatte: «Brasey avrebbe dovuto informarsi, le due macchine presenti nel mio esercizio non provengono da privati, bensì da Lottomatica, gestita direttamente dallo Stato; per poter vendere Lotto, lotteria nazionale, gratta e vinci e ricariche telefoniche io, come dipendente dello Stato, devo sottostare a determinati obblighi contrattuali fra cui l’installazione di macchine (e due anziché le cinque che avrebbero voluto installarmi), delle quali ottengo solo il 4,55% del ricavato».

(Continua qui.)

Elisabetta Ricci in "visita" alla maggioranza

Elisabetta Ricci in “visita” alla maggioranza

Il sindaco Carlo Bagnasco arringa la maggioranza

Il sindaco Carlo Bagnasco arringa la maggioranza

Eugenio Brasey

Eugenio Brasey

Armando Ezio Capurro

Armando Ezio Capurro

Giovanni Federico Solari

Giovanni Federico Solari