Published On: Mar, Set 6th, 2016

Rapallo, in dettaglio il Consiglio Comunale del 5/9 (2 di 6)

(Qui il riassunto dell’intera seduta, qui la parte precedente della cronaca in dettaglio.)

Si passa quindi alla discussione dell’ex punto 5, la richiesta di ampliamento e ristrutturazione della sede della Rinaldi Petroli. Il sindaco Carlo Bagnasco chiede che a relazionare sia l’ing. Giorgio Ottonello. Ottonello espone prima di tutto la nota da lui inviata in data 24 agosto in risposta alla richiesta formulata da Armando Ezio Capurro, nella quale si segnala come la variante al progetto si fosse resa necessaria per raggiungere la conformità a tutti requisiti urbanistici e paesaggistici. Il nodo della questione è la riassegnazione dell’area di San Pietro dalla categoria urbanistica E1 (zona agricolo-boschiva) a D3 (area ad attività artigianale e industriale); Ottonello sottolinea il vincolo ventennale sulla destinazione d’uso della struttura, mentre Capurro sostiene che il vincolo sulla destinazione d’uso non implica un vincolo sulla specifica attività attualmente in corso, dal momento che ogni categoria d’uso comprende svariate tipologie di attività: nello specifico la destinazione d’uso di cui alla categoria D3 comprende sì le attività di deposito attualmente svolte da Rinaldi, ma anche quelle di grande magazzino commerciale all’ingrosso, e quindi l’azienda potrebbe teoricamente passare da un’attività all’altra pur non uscendo dai termini che la vincolano alla destinazione d’uso.

Ottonello sostiene che se un’azienda preesistente richiede di ampliarsi all’interno di una zona urbana e tale ampliamento è coerente coi parametri dell’area in cui è sita, a norma di legge il Comune non può esimersi dal dare assenso. Rileva tuttavia come le preoccupazioni sollevate da Capurro siano «sacrosante» e «diano molto da pensare». Per quanto riguarda la variante che modifica il progetto iniziale dai tre piani dapprima previsti al singolo piano attualmente allo studio, Ottonello rileva come in definitiva la superficie risultante sarà inferiore a quella che sarebbe stata la superficie totale della precedente planimetria su tre piani.

Interviene a questo punto in prima persona Capurro, il quale preannuncia che al termine della discussione richiederà l’approvazione di un ordine del giorno che impegni la giunta a esprimere un parere legale sulla variante al progetto. Si dice in «completo disaccordo» con quanto dichiarato dall’ing. Ottonello, procedendo a esporre la cronistoria della discussione della pratica: dato di rilievo, a suo dire, il fatto che in entrambi i casi in cui il tema era approdato in sede di Consiglio il vicesindaco Pier Giorgio Brigati abbia abbandonato l’aula. Capurro cita la normativa secondo la quale le varianti urbanistiche possono essere approvate «solo in caso di comprovato interesse pubblico», a suo parere nel caso in esame del tutto assente. La Regione stabilisce che l’ampliamento deve servire a incrementare la produzione, ma nell’arco degli ultimi due anni Rinaldi Petroli avrebbe effettuato diversi licenziamenti per riduzione di personale e ha venduto i propri camion per il trasporto di petrolio; si tratta quindi, sostiene Capurro, di un’azienda attualmente priva di produzione e di profitti.

Capurro porta la testimonianza di un ex dipendente di Rinaldi Petroli, secondo il quale «le cisterne sono attualmente piene d’acqua» e le attività dell’azienda sarebbero a tutti gli effetti cessate. «Con che coraggio la giunta Bagnasco approverebbe un ampliamento su queste basi?» chiede Capurro, prima di affermare che «la giunta non ha competenza» per affrontare un tema come quello dscusso. Prende la parola un divertito Giovanni Federico Solari, il quale rileva quelle che immagina siano le «difficoltà» dei membri della maggioranza di fronte ai dati esposti da Capurro, dato che – è l’opinione frequentemente espressa dal capogruppo M5S – sarebbero comunque costretti a votare l’ampliamento per necessità di compattezza politica. Solari cita in relazione all’ampliamento di Rinaldi un deposito di poco meno di 40.000 € da parte di Arimondo S.R.L., società legata a diverse catene di supermercati.

«Io non sono né ingegnere né imprenditore», afferma Solari, «ma se qualcuno improvvisamente mi chiede la ristrutturazione di un immobile su un solo piano molto esteso, partendo da un’attività apparentemente in fallimento, col sostegno di una società legata alla grande distribuzione, qualche dubbio mi viene». Se Rinaldi avesse chiesto anche un ampliamento a 5 piani, con la promessa di creare posti di lavoro ed espandere la propria precedente attività produttiva, conclude Solari, si sarebbe detto favorevole; di più, si sarebbe schierato a favore perfino di una dichiarata, esplicita proposta di decentramento di un supermercato dal centro cittadino a San Pietro. Quel che non accetta è la natura vaga e inconguente dei dati alla mano, i quali paiono configurare una situazione ingannevole da parte dell’azienda che, dice rivolgendosi al presidente Campodonico, «lei non avrebbe mai accettato quando era sindaco».

(Continua qui.)

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