Pubblicato il: mar, Nov 14th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio del 13/11 (1 di 2): regolamento edilizio

(Qui il riassunto dell’intera seduta.)

L’appello si svolge alle 21:23. Risultano assenti il sindaco Carlo Bagnasco e il consigliere Armando Ezio Capurro. Il ruolo di segretario generale è assunto in via straordinaria da Anna Maria Drovandi.

Il presidente Mentore Campodonico comunica in via ufficiale l’integrazione delle deleghe dell’assessore Ferrara deliberata dal sindaco in data 6 novembre. Osservando che si discute del regolamento edilizio comunale, Mauro Mele (PD) chiede la presenza del commissario ad acta per il PUC (Piano Urbanistico Comunale) che illustri ai consiglieri la materia di modo da permettere loro di votare con cognizione di causa. Drovandi dà lettura della risposta protocollata dallo stesso commissario, che ritiene tale ipotetico intervento inopportuno e invasivo.

Mele presenta quindi tre mozioni d’ordine: 1) conoscere dal sindaco la data in cui Rapallo potrà finalmente avere un PUC; 2) considerato che le precedenti tre amministrazioni comunali si sono dichiarate incompatibili alla discussione del PUC, il capogruppo PD chiede che i tempi per gli interventi nella corrente sede di discussione siano ampliati a 30 minuti; 3) si chiede che i consiglieri che si sono dichiarati incompatibili, fra l’altro senza fornire motivazioni, alla discussione del PUC si astengano dalla votazione. Campodonico ritiene irricevibile la mozione in quanto si parla non di PUC bensì di adeguamento del regolamento edilizio, «fattispecie completamente diversa», alla normativa regionale.

Si passa alla discussione del punto 1 all’ordine del giorno. L’ing. Giorgio Ottonello espone. Ai Comuni sono stat assegnati 180 giorni per adeguarsi alla normativa a partire da maggio 2017; il termine definitivo è il 13 novembre, ovvero la data odierna. Campodonico comunica intanto la formalizzazione di diversi emendamenti: 10 a firma Solari (M5S), 14 della maggioranza, 2 da parte di Mele, 4 da Costa e Tassara. Ottonello passa ad esaminarli per dare parere di legittimità tecnica.

Solari illustra i propri emendamenti, fra i quali spiccano:

1) la commissione locale per il paesaggio si riunisce sulla base della convocazione da parte dell’ufficio comunale competente; Solari chiede che si specifichi nel testo del regolamento la composizione della commissione, limitandola a non più di 5 componenti scelti dal Comune tra gli iscritti all’Albo Regionale;
2) sul tema della regimentazione delle acque, chiede che per risparmiare risorse idriche si includa in certe tipologie di edificio – in particolare le costruzioni rurali – un pozzo di raccolta delle acque piovane che servano poi a fini di irrigazione;
3) in locali aperti al pubblico, introdurre una riduzione di contributi e tasse comunali in caso di adeguamento volontario alla normativa in termini di accessibilità ai disabili;
4) nelle aree di parcheggio, specificare una rapporto 1:3 fra alberi e automobili nelle zone di posteggio alberate. Allestire i parcheggi con specie arboree non dannose per le macchine (resine, caduta frutti etc.). Possibilità di copertura delle tettoie con pannelli fotovoltaici;
6) chioschi e dehors su suolo pubblico: si chiede che i chioschi permanenti si dotino di servizi igienici;
9) nel caso di nuove costruzioni o ristrutturazione totale di interi edifici, individuare spazi atti a sistemi di compostaggio condominiale;
10) installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici non solo per nuove costruzioni bensì anche in caso di demolizione e ricostruzione a uso diverso.

Interviene Mele: «Scajola fa da mesi il giro di tutta la Liguria per parlare di questi temi; stasera sono a Consiglio tutti i Comuni del territorio tranne Zoagli, che ci ha preceduto. Sono arrivate lettere anche piuttosto aggressive dalla Regione in cui si spiegava che cosa sarebbe successo in caso di mancato adeguamento». Il capogruppo Democratico sottolinea quanto sia necessario un PUC per Rapallo, città della “rapallizzazione” che ha un piano in itinere ormai da 12 anni laddove gli altri Comuni, anche nell’entroterra, ne hanno approvato – e nel frattempo ridiscusso ed emendato – uno nell’arco di appena due-tre anni.

In termini di emendamenti al piano corrente, Mele chiede una regolamentazione universale per i vari cartelli di “passo carrabile”, “proprietà privata” e simili spontaneamente collocati dai privati, procedendo alla rimozione di quelli considerati non conformi al Codice della Strada. Col proprio secondo emendamento Mele chiede inoltre che tutte le proposte di modifica al testo siano esaminate nell’arco di circa 3 mesi dalla Commissione Affari Istituzionali.

Paola Tassara espone diverse variazioni al testo che tengano conto dello specifico rapallese, dato che moltissime case a Rapallo hanno soffitti di appena 2,70 m di altezza e le indicazioni di volume minimo (in metri cubi) menzionate dalla normativa regionale, parlando di locali a uso abitativo, dovrebbero essere riviste al ribasso. Ad esempio, si chiede di riportare una superficie minima dei locali a uso soggiorno non inferiore ai 14 metri quadri, per un volume di 38 (e non più 40) metri cubi.

Si passa alle dichiarazioni di voto. Tasso e Maini sono distratti dalla partita Italia-Svezia, ormai agli sgoccioli; intanto, misteriosamente, arriva in aula il sindaco Bagnasco. Solari lamenta i tempi molto stringati per la discussione del regolamento e, soprattutto, per l’esame degli emendamenti, ma annuncia  ugualmente voto favorevole al regolamento in toto. Mele si scaglia contro le modalità di presentazione degli emendamenti da parte della maggioranza: fogli fondamentalmente bianchi con due parole in croce, senza alcuna spiegazione né nel testo né, tramite intervento, da parte della maggioranza stessa. Anna Baudino e Franco Parodi difendono le scelte dello schieramento.

Campodonico comunica che tutti gli emendamenti sono stati accolti eccezion fatta per quello a firma PD sulle tempistiche di tre mesi per la Commissione Affari Istituzionali, «più una questione sospensiva che un legittimo emendamento». Drovandi: «Rimanderebbe la discussione impedendoci di adempiere agli obblighi istituzionali». Mele contesta che il regolamento potrebbe essere benissimo approvato entro la mezzanotte, lasciandosi tutto il tempo per esaminare con comodo, nell’arco dei tre mesi richiesti, emendamenti da applicare in seguito.

Si vota: Mele si astiene su diversi emendamenti della maggioranza. Nell’ordine si votano gli emendamenti soppressivi (di interi articoli), poi sostitutivi (di parti di testo con altre), poi aggiuntivi. È respinto l’emendamento di Solari su barriere architettoniche in quanto il suo contenuto ha incontrato il parere negativo del dott. Manfredi circa la regolarità tecnica del testo, che nel proporre incentivi e riduzioni alle imposte andrebbe a creare squilibri di bilancio. L’emendamento 6 (dehors e chioschi su suolo pubblico) è altresì respinto dato il parere negativo dell’ing. Ottonello.

Si passa a votare sul regolamento vero e proprio, che viene prontamente approvato all’unanimità con esecutività immediata. Sono le ore 23:25.

(Continua qui.)