Published On: Ven, Ott 27th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio del 26/10 (1 di 4)

(Qui il riassunto dell’intera seduta.)

La seduta inizia alle 21:10. Mancano all’appello Parodi e Capurro, che arriveranno poco più tardi.

Al punto 1 dell’ordine del giorno c’è la posizione dell’Amministrazione comunale sul piano socio-sanitario regionale, a fronte della continua mancata valorizzazione del polo ospedaliero di San Pietro. Il capogruppo PD Mauro Mele esordisce: «Sacrosanta la convocazione di questa seduta da parte dell’opposizione, dopo aver letto il piano triennale della Regione e aver capito quale futuro si prospetta per il nuovo ospedale di Rapallo, per il quale non figura in programma alcuno degli interventi caldeggiati e a più riprese annunciati negli ultimi anni dalla stessa giunta attualmente in carica». Mele prosegue: «Vi chiedo di usare lo stesso vigore che usaste con l’allora assessore Montaldo, preso a pesci in faccia in occasione della sua visita a Rapallo, con l’attuale assessore Viale. Rapallo non ha cambiato idea sull’ospedale in base all’orientamente della giunta regionale, non cambiatela nemmeno voi».

Giorgio Costa: «Nel febbraio 2016 si terminava una seduta di Consiglio con un ODG in cui ci si impegnava a richiedere il potenziamento dei codici bianchi e verdi, l’ampliamento a 24 ore del servizio di radiologia e l’implementazione di diversi servizi di day surgery. È dal 2010 che stiamo dietro a promesse e comunicati stampa; il fatto che ora vi siano una giunta comunale e regionale entrambe di centrodestra dovrebbe semplificare le cose. È davvero sconfortante che Toti impedisca ai sindaci del Levante di riunirsi dicendo “no, decido io”; visto che il sindaco Bagnasco è anche futuro vicesindaco della Città Metropolitana mi auguro si possa arrivare a qualcosa di concreto».

Filippo Lasinio assume temporaneamente la presidenza del Consiglio per permettere l’intervento di Mentore Campodonico: «Voglio rassicurare Mele, non abbiamo affatto cambiato idea sull’ospedale. È e rimane il più moderno e all’avanguardia nel comprensorio. Le stesse istanze che abbiamo propugnato per anni sono state sottoposte all’assessore Viale, coerenza sancita dal fatto che la questione ospedale è l’unico tema sul quale questa assise si trova sempre in unanime accordo». Campodonico chiede di riconoscere al vicesindaco Pier Giorgio Brigati, che ricopre anche la carica di presidente del distretto socio-sanitario, il merito di aver sempre portato avanti una visione comprensoriale della questione, «senza campanilismi e tenendo a mente la necessità di un’analisi lucida e oggettiva per il miglior funzionamento della ASL 4 e della Regione tutta. Si insista, perché i dati oggettivi sono dalla nostra parte», conclude Campodonico, esortando alla formulazione di un nuovo ODG condiviso che dia al sindaco Bagnasco maggior potere di contrattazione in Regione.

Solari (M5S) chiosa: «Speriamo che strada facendo qualcuno usi il buon senso e si renda conto che certe strade non sono percorribili. Non sia mai che un giorno si trovassero i fondi per il famoso “traforo” della Fontanabuona, caso in cui il bacino d’utenza dell’ospedale di Rapallo si amplierebbe ulteriormente». Il capogruppo pentastellato prosegue: «La preoccupazione del M5S si è acuita all’arrivo della notizia dello sconsiderato annuncio da parte di Puggioni e Pecchia sulla privatizzazione del primo intervento rapallese. Io e Fabio Tosi ci siamo subito attivati per una visita a sorpresa al primo intervento in questione e abbiamo riscontrato una struttura funzionante, organizzata, con personale solerte e preparato, niente insomma che possa far desiderare un passaggio al privato». Solari si dice tuttavia contento delle dichiarazioni di Bagnasco del 10 ottobre, che lo fanno sperare in una lotta congiunta per la causa comune «senza far sconti a nessuno, a prescindere dall’appartenenza politica: la salute del cittadino prima di tutto».

Solari ricorda inoltre l’impegno preso in gennaio dalla giunta, con approvazione di un ODG congiunto, a riferire in sede di Consiglio sugli incontri con le controparti regionali. «Possibile che da gennaio a oggi non vi siano stati incontri di rilevanza sufficiente a riferirne? Voi potete chiederci l’impegno, potete chiederci di lottare insieme, ma dovete tenerci informati; non possiamo avere notizie solo dai nostri capigruppo regionali e dagli organi di stampa». Conclude invocando l’impegno e la partecipazione in prima persona del consigliere regionale Muzio.

Replica il sindaco Carlo Bagnasco: «Non tiriamo in ballo Muzio, che a Rapallo viene non per fare politica bensì per realizzare opere di grande importanza; il 15 novembre parteciperà ad esempio alla presentazione ufficiale dei lavori sul torrente San Francesco, operazione fra le più importanti negli ultimi anni in termini di apporto regionale a un cantiere di ordine locale». Prosegue: «Toti ha sempre detto, fin dalla campagna elettorale, che aveva intenzione di privatizzare e convenzionare il 15% della sanità regionale; mi si può tacciare di eccessiva fiducia, ma mi fido della parola data dal dirigente regionale appena un mese fa sul fatto che la sanità rapallese sarà senza dubbio valorizzata».

Mele controbatte: «Stiamo sentendo parlare solo la giunta, questo silenzio assordante dai banchi della maggioranza vuol dire sicuramente qualcosa». E accusa: «Chi usa il termine “privato” in maniera impropria gioca sulle parole. Non si può privatizzare un’emergenza». Gli replica Franco Parodi: «Nessuno di noi ha in mano la sfera di cristallo per poter divinare la scelta che si rivelerà migliore in futuro. A noi deve solo interessare la valorizzazione dell’ospedale di Rapallo, e dato che non abbiamo cambiato idea in materia e che le competenze in materia di sanità sono in mano alla Regione, c’è poco da aggiungere da parte della maggioranza». Rammenta il fallito tentativo di salvataggio del tribunale di Chiavari, crociata terminata in lutto.

Interviene Armando Ezio Capurro: «Qui ci capisco poco, sono ormai molti anni che chiediamo invano un aumento di attività dell’ospedale di Rapallo. Ci è stata promessa la dialisi, che appena pochi giorni fa mi è stata categoricamente esclusa da Toti in persona, ed entro fine anno urologia passerà da Sestri a Lavagna», chiaro sintomo di una politica comprensoriale che rimane sempre la stessa. Conclude: «Chiedo solo che sia chiaro se la Regione non ha intenzione di finanziare l’ospedale di Rapallo, o comunque che ha intenzione di potenziare maggiormente Lavagna; nel qual caso dovremo certamente cambiare strategia».

(Continua qui.)