Published On: Gio, Apr 27th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio del 26/4 (4 di 4): contro-repliche e conclusioni

(Qui il riassunto dell’intera seduta. Qui la parte precedente della cronaca in dettaglio.)

Interviene dai banchi dell’opposizione Armando Ezio Capurro, che segnala come il sindaco Bagnasco abbia finalmente risposto a un’interrogazione dello scorso ottobre; il regolamento sancisce
per tali risposte un massimo di 20 giorni. L’interrogazione in questione era riferita al rifacimento del tetto di Villa Porticciolo, dopo che la forte bufera del 14 ottobre 2016 ne aveva scoperchiato uno strato poi rivelatosi costituito di amianto. Allo stato attuale dei fatti non risulta ancora essere stata indetta alcuna gara d’appalto per i lavori.

«Il 2017 segna il decimo compleanno del massacro dei fondi per la piscina del Poggiolino, così come del progetto per il centro congressi al cinema Italia», prosegue Capurro; «L’anno scorso si era invece già celebrato il decennale dell’uccisione del “tunnel” Rapallo-Santa», progetto questo ora al centro di nuovi voci di corridoio su eventuali sviluppi. Poi le questioni legate all’ospedale di San Pietro e alla sanità regionale, e ancora lo strano iter della gara per la gestione di Villa Porticciolo.

Replica brevemente il consigliere Filippo Lasinio, che lascia poi la parola a Paola Tassara: «Sul marciapiede della Pagana, oltre alle magagne registrate dalla stampa, ci sono problemi all’orizzonte che sicuramente perdureranno negli anni». E inoltre «vogliamo dire la ragione del boom turistico? L’intero Nord Africa è impraticabile, per forza la gente viene in Italia». Per finire, Tassara lancia un appello: «Non disincentivate le seconde case, la situazione IMU sta diventando insostenibile. Se tutte le seconde case diventassero prime case sarebbe un disastro per Rapallo».

Conclude il dibattito il sindaco Carlo Bagnasco, che si produce in una serie di risposte mirate sulle questioni finora sollevate. In particolare si sofferma sul tema dell’attraversamento pedonale rialzato rimosso poco dopo l’installazione, volendo smentire le affermazioni di Solari sulla presunta incuria in cui sarebbe stato abbandonato il dosso una volta portato via. Parlando più in generale dell’atteggiamento dell’opposizione, il primo cittadino chiosa: «La domanda è che taglio si vuole dare alla città. Vivere a Rapallo oggi è sicuramente difficile, il tenore di vita si è abbassato per tutti; tuttavia i prezzi sono i più bassi della Liguria. A Rapallo si pagano 50 centesimi di parcheggio dove ovunque si paga almeno un euro l’ora». Idem per mense scolastiche (4,50 € a pasto) e IMU. Insomma, Bagnasco pone l’accento sul fatto che le lamentele non tengono conto di quanto Rapallo sia fortunata rispetto a realtà turistiche limitrofe.

L’impressione generale è che in questi frangenti si vada a toccare sempre i medesimi argomenti, per una serie di cause interconnesse: per il perdurare di problemi che diventano annosi (per non dire pluridecennali, e in alcuni casi plurigenerazionali), per i continui rinvii di temi da una seduta all’altra, per colpa dell’opposizione, che batte sugli stessi punti (a volte a ragione, a volte a torto), ma anche per colpa della maggioranza, che si chiude in una difesa a riccio opponendo alle critiche una cordata di lodi e professioni di fede nella giunta assai più spesso che reali repliche ai temi sollevati.

E, certo, facendosi scudo dei propri (legittimi) successi: è assolutamente evidentemente che la giunta Bagnasco le cose le fa. Ma non le fa in Consiglio. Le politiche rapallesi sono fatte negli uffici comunali, messe in pratica e poi comunicate alla stampa, e attraverso di essa spesso alle stesse opposizioni, che pure dovrebbero essere più partecipi dei meccanismi interni dell’Amministrazione di quanto lo sia un privato cittadino. Il Consiglio Comunale si rivela troppo spesso essere una semplice arena in cui lanciarsi accuse reciproche oppure sventolare bandiere, siano esse partitiche o tessute con i risultati ottenuti; certamente quasi mai, nell’arco degli ultimi anni, l’aula è stata sede di proposte, e questo vale per entrambe le parti.

La domanda perciò è la seguente: si può andare avanti con questa politica della “torre d’avorio”, in cui il Consiglio non ha alcuna rilevanza su ciò che effettivamente viene realizzato in città e tutte le scelte di rilievo sono prese a porte chiuse? Chissà. La seduta di ieri, frattanto, si è conclusa ben oltre l’una di notte, con la sola approvazione del rendiconto 2016.

Armando Ezio Capurro

Paola Tassara

Carlo Bagnasco