Published On: Mar, Giu 27th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio del 26/6 (1 di 6): urbanistica I

(Qui il riassunto dell’intera seduta.)

La seduta si apre alle ore 21:09. Assenti: Parodi, Pellerano, Brasey, Amoretti, Capurro.

Il presidente Mentore Campodonico comunica al Consiglio che in data 1 giugno il sindaco Bagnasco ha nominato il dott. Francesco Maria Cianci quale rappresentante di Rapallo nella fondazione Opera Pia Gimelli, Bancheri, De Zerega, Dame della Misericordia; Campodonico porge quindi a Cianci le proprie congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro.

Il capogruppo PD Mauro Mele chiede che i punti 5 e 6 all’Ordine del Giorno siano anticipati, dato che si tratta di due mozioni che si trascinano ormai da diversi mesi. Giorgio Tasso esprime parere contrario: «Non è ostruzionismo, semplicemente oggi abbiamo all’Ordine del Giorno temi importanti che devono essere affrontati prioritariamente». Mele: «L’impressione è che gli argomenti [si tratta di politiche migratorie e gioco d’azzardo, ndr] mettano in imbarazzo l’Amministrazione; amministrare non è solo bilancio, eppure mi pare che negli ultimi mesi non si sia discusso nulla che non fosse un obbligo di legge». Mele chiede, in caso di diniego all’inversione, che le due pratiche siano poste all’inizio dell’Ordine del Giorno della prossima seduta. Solari, Tassara, Costa e Ricci si astengono, quello di Mele risulta l’unico voto a favore della mozione. Campodonico caldeggia una riforma del regolamento consiliare per quanto riguarda mozioni e interpellanze; in futuro dovrebbe perciò tenersi una riunione dei capigruppo in materia.

Si passa quindi senza variazioni alla pratica 1: preventivo assenso alla demolizione di un edificio privato non residenziale sito in via Tonnego 9 con ricostruzione dello stesso sotto forma di edificio residenziale in via Fioria (San Michele di Pagana). Illustra l’ing. Ottonello: «Le norme prevedono che gli immobili non idonei all’uso possano essere interessati da rilocalizzazione fuori sito, cioè oltre i 50 m di distanza dalla posizione iniziale, previo assenso del Consiglio Comunale per una variante urbanistica». La pratica è stata esaminata dalla Commissione Paesaggio con esito positivo, ma tale esame non è più valido in quanto è frattanto mutata la normativa (fine 2015). Occorre perciò che la Regione si esprima sulla questione, essendo titolare delle deleghe paesaggistiche.

Interviene Giovanni Federico Solari: «Quando ho letto la convocazione della commissione ho pensato a un refuso; appurato che non lo era, ho voluto ascoltare dall’ing. Ottonello il perché questa pratica fosse stata presentata alla commissione stessa. Ottonello mi ha ora messo l’anima in pace confermando che a norma di legge la questione doveva essere da principio sottoposta al voto del Consiglio». In commissione Solari e Tassara avevano espresso parere negativo, dopodiché, «per non dare l’impressione di essere quelli sempre contro», avevano chiesto di potersi astenere. Resta comunque l’avversione alla pratica: «Non è la prima volta che si chiede il “trasferimento” di ruderi dalle periferie delle colline rapallesi sempre a San Michele di Pagana. I nostri predecessori, in particolare Gian Nicola Amoretti, si erano tanto battuti per cancellare dal dizionario il termine “rapallizzazione” e noi lanciamo la rapallizzazione 2.0?».

Solari non biasima i proprietari degli immobili perché cercano di tutelare i propri interessi; incolpa però il Piano Casa varato dalla Regione, che «permette di edificare anche nelle aree prima tutelate da vincolo». Il capogruppo M5S tira quindi in ballo la planimetria dell’edificio, di volume complessivo di circa 530 metri cubi; il progetto prevede tuttavia che con la ricostruzione si passi da circa 120 metri quadri di superficie a più di 250, interrando parte del volume. «Il Piano Casa della Regione di centrodestra permette a chiunque di proporci progetti simili, ma noi abbiamo la responsabilità politica di proteggere luoghi come San Michele, che non possono divenire luoghi di conquista per il cemento. Facciamo in modo di piantare stasera un paletto oltre il quale non si possa andare in futuro: ben vengano le ristrutturazioni, ma gli immobili devono rimanere lì dove sono». Va da sé che i proponenti difficilmente avrebbero interesse a rivalutare la propria struttura, anche con cambio di destinazione d’uso in direzione residenziale, rimanendo in località Tonnego.

Mele torna a sottolineare l’ennesima discussione consiliare in assenza di un PUC (Piano Urbanistico Comunale), che certamente toglierebbe dall’imbarazzo il Consiglio delineando chiare linee guida. «L’altro giorno ho visto vicino alla nuova chiesa di Sant’Anna un cartello che recita “la rapalizzazione è completata”; con questa giunta la rapallizzazione mi pare piuttosto appena iniziata, vedi gli svincoli alberghieri dello scorso mese». A sorpresa Mele riesuma poi la polemica sul Red Carpet, tacciando l’Amministrazione di non aver messo un soldo nell’organizzazione dell’evento nonostante gli ingenti fondi sbloccati dall’ex Patto di Stabilità. Qui il capogruppo PD sbaglia, dato che i fondi in questione sono vincolati alla realizzazione di opere pubbliche e in tale capacità furono effettivamente usati per la realizzazione del marciapiede sulla Pagana, di cui il Red Carpet era l’evento inaugurale; non erano invece utilizzabili per le iniziative di promozione turistica quali il Red Carpet medesimo.

Dai banchi della maggioranza, Anna Baudino taglia corto: «Inutile il dilungarsi delle opposizioni, la maggioranza ritiene la pratica irricevibile in quanto non sussiste l’interesse pubblico; il fatto che passi in Consiglio è pura formalità».

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