Published On: Mar, Giu 27th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio del 26/6 (2 di 6): urbanistica II

(Qui il riassunto dell’intera seduta. Qui la parte precedente della cronaca in dettaglio.)

Giorgio Costa: «Il PUC non c’è perché la Regione non ha consentito alla mia giunta di andare avanti». Si dice anch’egli assolutamente contrario alla pratica, e così pure Tasso, che non si nega però di fare precisazioni sugli interventi di Solari e Mele: «No ai “paletti”, per non precluderci possibilità qualora in futuro si presentassero pratiche analoghe con rilevante interesse pubblico, come nel caso del marciapiede sulla Pagana». Walter Cardinali precisa: «In commissione la proposta di astensione era motivata dal desiderio di discutere la pratica in Consiglio senza condizionamenti». Torna anch’egli a menzionare il marciapiede, esempio di opera realizzata sulla base di evidente interesse pubblico, e lo stesso Red Carpet, il cui ritorno d’immagine internazionale costituisce anch’esso, a suo dire, pubblico interesse dal punto di vista turistico ed economico.

Paola Tassara ribadisce le proprie arcinote opinioni sull’articolo 7 della normativa, che porta puntualmente a casi come quello in esame. «I “paletti” di cui stiamo parlando sono saltati proprio nel momento in cui è stata approvata la tanto decantata pratica del marciapiede, che non solo ha distorto i rapporti coi Cavalieri di Malta ma ha “aperto le stalle” a una serie di concessioni a interessi privati. Da quel momento, chissà perché, tutti i progetti edilizi partono da ogni dove per atterrare sempre a San Michele».

Replica il sindaco Carlo Bagnasco: «Il parere del Consiglio su questa pratica è unanime, mi pare inappropriato tirare in ballo altri casi del tutto diversi come quello del marciapiede, all’epoca definito impossibile dall’opposizione con gufate pazzesche, ma finalmente realizzato grazie al fatto che non abbiamo mai smesso di crederci». Prosegue: «Il privato non è un demonio, sta solo chiedendo uno spostamento di volumi e il Comune ha tutto il diritto di valutare e dire no; a oggi il nostro parere è per l’appunto che non sia il caso dare l’assenso a tale progetto urbanistico, ma sia chiaro che siamo noi a dirlo, non le opposizioni». Bagnasco si lascia poi andare a uno strano momento di candore politico, identificando nel Red Carpet un’operazione elettorale che ha regalato Genova al centrodestra grazie alla campagna mediatica messa in atto dal governatore Toti, sentenziando: «Il Red Carpet è uno stile, è accoglienza non solo turistica bensì politica».

Non sono state le Amministrazioni, precedenti o in corso, a realizzato nuovi immobili e condomini, continua il primo cittadino: gli svincoli sono stati fatti dal commissario prefettizio che è stato «voluto» dalla giunta Costa il cui crollo ha segnato un «fallimento della politica». Mauro Mele chiosa: «Piuttosto che un sindaco bravo è meglio scegliere un sindaco fortunato, se non ci fosse stato lo sblocco di tutti questi fondi anche Bagnasco sarebbe tornato cento volte a mani vuote». Sul tema dell’utilità della discussione in corso, Mele ribadisce la «funzione di controllo» delle opposizioni, contro i «fidatevi di me» della maggioranza. Resta il fatto che si sta cercando di costruire un dibattito su una questione su cui c’era unanimità dal minuto zero. Sono le 22:16.

Tassara: «Fatemi il favore di portarvi dietro le citazioni virgolettate. Io non ho mai detto che il marciapiede non sareste mai riusciti a farlo, anzi; ho detto che a farlo così sarebbe riuscito chiunque, anche un bambino, in modo tanto semplicistico e cedendo qualunque cosa ai privati. Si è completamente distorto il concetto di Piano Casa e delle priorità del Consiglio». Si passa alle dichiarazioni di voto. Tasso: «La collega Tassara ha contestato a più riprese il fatto che l’Amministrazione si trovi in difficoltà su pratiche di questo tipo; niente di più falso, i privati presentano le pratiche e le discutiamo in Consiglio in accordo con una normativa regionale che funziona, come dimostrato dal fatto che siamo qui a dire di no».

Costa: «D’accordo con Tasso sul fatto che l’imprenditore fa l’imprenditore e persegue i propri interessi; il Consiglio può e deve dire di no al fine di tutelare l’interesse pubblico». Giovanni Federico Solari: «Perché se la maggioranza è contraria non ha votato no in commissione, dove invece ci avete pregato di astenerci insieme a voi? Avremmo evitato un’ora e mezza di discussione in Consiglio». Solari annuncia che la polemica sul Red Carpet «non finisce qui», e che il conto totale dei fondi “nascosti” salirà oltre la soglia dei 51.000 € finora rilevati dalle “indagini” dei 5 Stelle in Regione. Cardinali ribadisce le proprie motivazioni per la richiesta d’astensione in sede commissionale: un diniego avrebbe influenzato la discussione consiliare.

Bagnasco: «Non discutere la pratica in Consiglio configurererebbe il reato di omissione d’atti d’ufficio». Detto ciò, condanna a propria volta l’ennesimo spreco di un’ora e tre quarti per dire assolutamente nulla (non che la maggioranza possa dirsi innocente in tal senso, essendo autrice di dilungamenti a dir poco mostruosi in sedute passate), e si lancia in un ulteriore elogio dell’operato della propria Amministrazione che «non ha precedenti per la realizzazione di opere». Tassara: «Come al solito si travisa quello che dico, che tanto viene verbalizzato e registrato; vorrei tanto che il sindaco si rivedesse e risentisse dopo aver fatto un intervento del tutto non provocato come quello di adesso, una vuota e inutile sfuriata non si sa su cosa, per nulla adatta alla statura di un sindaco che purtroppo per il momento è anche il mio primo cittadino».

Fattesi le 22:47 si giunge finalmente al voto: la pratica è respinta all’unanimità dei 13 consiglieri presenti.

(Continua qui.)