Published On: Gio, Nov 30th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio del 29/11 (3 di 5): tassa di soggiorno I

(Qui il riassunto dell’intera seduta. Qui la parte precedente della cronaca in dettaglio.)

Si passa a discutere il punto 2: approvazione dell’istituzione di un’imposta di soggiorno sul territorio rapallese. Sono le ore 22:00.

Uno schermo permette la proiezione di slides esplicative. L’assessore Ferrara illustra: «Si tratta della prima di una serie di importanti iniziative di sinergia e condivisione tra Comuni del Tigullio. Questa proposta è condivisa in particolare dai Comuni del Tigullio occidentale, vale a dire Rapallo, Zoagli, Santa Margherita Ligure e Portofino». Il Decreto Legislativo iniziale, del 2011, prevedeva la possibilità di una simile imposta per i soli capoluoghi di Provincia. Dal 2016 tale opzione è estesa a tutti i Comuni identificati come a vocazione turistica. «L’imposta di soggiorno è senza dubbio un tributo, e in quanto tale teoricamente soggetta al blocco dei tributi locali secondo la legge 208/2015 che vieta l’istituzione di nuove imposte comunali», spiega Ferrara; «Tale imposta sarebbe istituita in eccezionale deroga a tale normativa».

«Per il turismo abbiamo avuto un 2017 particolarmente significativo», prosegue l’assessore, spiegando come l’imposta sui pernottamenti nelle strutture ricettive rapallesi avrà decorrenza dal 1° dicembre 2017 per passare a una prima applicazione nel 2018 a partire dal 1° aprile, fino al 31 ottobre. Per le altre annualità l’applicazione sarà invece dal 1° marzo. Da novembre a febbraio non sarà invece mai applicata. Previsto un gettito di circa 500.000 € annui, di cui il 60% andrà verso promozione territoriale e marketing, mentre il restante 40% sarà destinato a mantenimento e valorizzazione dell’infrastruttura turistica. Obiettivo dell’imposta è il finanziamento di interventi in materia di promozione del territorio, sostegno alle strutture ricettive, recupero e manutenzione dei beni culturali e ambientali, sviluppo del settore ricettivo.

Il valore dell’imposta sarà stabilito in proporzione al prezzo applicato dagli alberghi, quindi per categoria e tipologia di struttura e in relazione al costo della permanenza. Spetta al Consiglio approvare l’istituzione dell’imposta ma sarà la giunta, alla prima riunione utile, a determinare tariffe e aliquote, di concerto con le altri Amministrazioni del comprensorio. L’imposta sarà applicata a coloro che alloggiano nelle strutture turistico-ricettive, cioè alberghi ma anche BnB, AirBnB, case vacanze. A incassa il canone sarà ovviamente il gestore della struttura, che sarà soggetto a obbligo di dichiarazione dell’esistenza dell’imposta pena una sanzione da 25 a 100 €. Entro il 15 di ogni mese occorrerà dichiarare all’ufficio tributi numero di presenze, gettito e ogni altra informazione pertinente; il versamento dell’imposta al Comune dovrà avvenire entro 15 giorni dalla scadenza del mese d’incasso, e se non sarà avvenuta entro 60 giorni scatterà la riscossione coattiva tramite ingiunzione.

Molteplici le esenzioni prevista, suggerite dalle associazioni degli albergatori. Fra le tante:

  • minori fino al 15° anno di età non compiutomalati soggetti a terapie presso strutture sanitarie site nel territorio della Città Metropolitana
  • genitori o accompagnatori delegati che assistono i minori di anni 18 ricoverati in strutt sanitarie per un massimo di 2 persone per paziente
  • portatori di handicap non autosufficienti, dotati di certificazione medica, e accompagnatori
  • autisti di pullman e capigruppo per gruppi organizzati
  • ospiti del Comune in occasione di convegni, eventi etc.
  • agenti di viaggio, giornalisti etc. invitati da strutture alber per promuovere la località
  • aziende e agenzie in ispezione per acquisti nel Comune
  • chi alloggia in strutture ricettive a seguito di calamità o altra situazione emergenziale
  • dipendenti della struttura
  • partecipanti gruppi, meeting, congressi etc con più di 15 persone hanno riduzione al 50%

Alle esenzioni saranno applicate disposizioni in tema di accertamento per recuperare evasione ed elusione, quali il controllo dei documenti e l’invio agli alberghi di questionari da riconsegnare compilati al Comune. In ogni caso, la tassa smetterà di essere applicata oltre il decimo giorno consecutivo di permanenza.

Elisabetta Lai: «Riuscire a concretizzare questo percorso comprensoriale è un grande risultato dopo il naufragio del piano individuale varato a suo tempo dal Comune di Rapallo. Evidenzia inoltre la totale assenza di ostacoli nell’interfacciarsi con le associazioni di categoria. L’obiettivo è arrivare a convenzione con Camera di Commercio di Genova che possa fungere da garante». L’imposta, spiega, «non è certo una novità: fra poco compirà cent’anni, dato che originariamente nasce nel 1919». Infine annuncia: «Camogli vuol farsi capofila del Golfo Paradiso per emulare quanto fatto a livello comprensoriale da Rapallo e dagli altri Comuni del Tigullio».

Costa: «Ottima presentazione, ma ho forti perplessità. Bene garantire i servizi pubblici e la conservazione del patrimonio, ma per poter avere una parte di queste risorse è proprio necessario attingere ai turisti che sono già di per sé una risorsa? PerchÈ mettere una “tassa sulla ricchezza” che colpisce persone che portano ricchezza?» Rapallo «non è in grado di far corrispondere a un aumento di imposte un miglioramento del servizio: la città è sporca, non c’è ancora il depuratore, mancano i parcheggi». Un’imposta «diminuisce inoltre il potere d’acquisto del turista di medio reddito nei confronti dei negozi di Rapallo».

Solari: «Il M5S è generalmente contrario all’introduzione di nuove tasse, in un periodo in cui i cittadini hanno bisogno di tutto meno che di altre imposte da pagare. L’assessore Ferrara ci ha spiegato le cose in maniera convincente in commissione, ma mi lascia perplesso il fatto che il patto riguardi solo i comuni di Rapallo, Zoagli, “Santa” e Portofino, escludendo Chiavari, Lavagna, Sestri Levante e Moneglia. C’è il rischio che si crei una competizione tra Comuni su chi mette e non mette l’imposta, oppure la mette al minimo, per attrarre più clienti. Non credo proprio che questa tassa possa incrementare il misero 0,95% di crescita turistica a Rapallo». Solari presenta un emendamento con cui si chiede che la giunta si impegni, «come atto di trasparenza», a presentare nella riunione di Consiglio sul bilancio consuntivo successiva alla prima applicazione della nuova imposta una relazione sulle entrate e su come saranno state per allora reinvestite.

Capurro: «Preciso che sono favorevole alla pratica, ma non mi piace il regolamento. Chiederei ad esempio di rivedere le categorie d’esenzione, che richiederebbero per essere accertate un vero e proprio interrogatorio». Procede a esporre una serie di punti deboli nella stesura del regolamento, proponendo di sospendere la seduta. Gli viene fatto notare che, trattandosi di un regolamento steso a livello di accordo comprensoriale, non è possibile che esso sia modificato unilateralmente dal Comune di Rapallo: eventualmente si dovrebbe tornare al tavolo della trattativa sovracomunale.

Mele: «Io in estate viaggio molto e non ho mai percepito la tassa di soggiorno come un problema. Vorrei però sottolineare la menzione nel regolamento del solo “Tigullio occidentale”, che di certo non rappresenta l’“area vasta” di cui nello stesso regolamento si parla». Si deve essere d’accordo sull’applicazione dell’imposta, sottolinea il capogruppo PD, e in particolare sulle tariffe per evitare il formarsi di «parrocchiette» locali in competizione fra loro.

Sono formalizzati 2 emendamenti a firma Capurro, 3 a firma Mele.

(Cont.)