Published On: Mar, Mag 30th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio del 29/5 (1 di 5): social network e “politica gridata”

(Qui il riassunto dell’intera seduta.)

La riunione inizia, in ritardo, alle ore 20:45. Assente Anna Baudino. Ritardatari Solari, Parodi e Brasey. Al posto di Ettore Monzù siede sui banchi della presidenza Anna Maria Drovandi, vice segretario generale.

1° punto: la mozione di sentimento emersa dalla riunione dei capigruppo dell’11 aprile, dopo il rinvio dalla seduta consiliare del 22 marzo. Mauro Mele, proponente del testo originario, menziona il fatto che la mozione nasceva da un caso specifico riguardante gli insulti alla Presidente del Senato Laura Boldrini con “mandante” nel leader leghista Salvini. «Devo dire che l’assemblea dei capigruppo, da me accettata con spirito di collaborazione, era particolarmente deserta», commenta il capogruppo PD. Partendo dagli attacchi alle donne si è «spostato il tiro» sul tema della politica “gridata” fatta di stereotipi e linguaggio violento.

«In parlamento c’è più di un gruppo che pensa che urlare più degli altri significhi aver più ragione», prosegue Mele. L’ODG congiunto chiede che a scopo esemplare e formativo si condannino fermamente coloro che utilizzino espressioni razziste, sessiste, in generale discriminatorie e antidemocratiche per far “valere” le proprie opinioni politiche; si chiede inoltre che i membri del Consiglio Comunale, o quanto meno della giunta, si rendano disponibili a incontrare gli alunni delle scuole rapallesi per discutere insieme a loro le proprie esperienze per quanto concerne l’uso dei social network. Nell’intervento di Mele non mancano i riferimenti ai “professionisti” dell’insulto in politica quali – la lista è sua – Salvini, Grillo e Sgarbi.

Interviene Armando Ezio Capurro: «Sono d’accordo sulla mozione, ma vorrei un chiarimento sulla volontà o meno di condannare le offese a tutti, piuttosto che solo alle donne». Paola Tassara, fra i tre relatori della mozione: «Anzi, abbiamo parlato moltissimo di uomini; ad esempio abbiamo toccato nel testo il caso del capo olandese dell’eurogruppo il quale al Frankfurter Allgemeine Zeitung aveva fatto dichiarazioni volgari e fortemente discriminatorie [dando loro dei donnaioli e degli ubriaconi, laddove le statistiche dimostrano che il tasso di bevitori è nettamente superiore nei Paesi Bassi, ndr] nei confronti dei politici del sud Europa».

Elisabetta Ricci: «Gli studenti di oggi vivono la tecnologia in modo onnipervasivo ma hanno pochi strumenti per utilizzarla con consapevolezza». L’intervento di Ricci su adolescenti e ruolo genitoriale è per la verità accolto con evidente disinteresse dai consiglieri della maggioranza, impegnati in discussioni private (anche a mezzo telefonico, dimostrando che la tecnologia non è appannaggio dei soli millennials). Si risveglia Giorgio Tasso: «La tematica della mancanza di educazione in rete va certamente ripresa; senza dubbio c’è un uso spropositato dell’aggressione verbale e del turpiloquio». Detto ciò, si scaglia in un’invettiva contro Laura Boldrini, «avversaria politica che più mi infastidisce per il suo modo di fare, e persona meno qualificata in Italia per il ruolo che si ritrova a ricoprire».

Giovanni Federico Solari appoggia in pieno le dichiarazioni di Tasso: «Non approvo nulla di quanto fatto dal Presidente della Camera fino a oggi, né negli atti né negli atteggiamenti». Da Boldrini «sanzionati ed espulsi dalla Camera solo gli onorevoli M5S», a suo dire; Boldrini peraltro, sempre secondo Solari, «eletta con un partito che in Parlamento oggi non esiste più, e se si candidasse oggi prenderebbe solo il voto dei parenti». Parere personale di chi scrive: il fatto che la mozione di sentimento fosse partita come richiesta di solidarietà a Boldrini e, due mesi più tardi, si sia arrivati a parlare di tutt’altro per giunta approfittandone per muovere severe critiche all’originale oggetto di sostegno è allegoria sorprendentemente efficace delle usuali dinamiche del Consiglio Comunale.

Solari prosegue lanciandosi in un elogio dei toni urlati in politica: «Chi è falsamente gentile e non ti dice le cose in faccia è peggio di chi grida», commenta, lamentando come «si preferisca alla cosiddetta politica gridata la politica dell’apparenza, favorendo la forma al di sopra della sostanza». In conclusione, secondo Solari, «molte volte la politica gridata è positiva, ti mostra chi hai davanti».

Senza esprimere altre opinioni in merito, l’assise approva all’unanimità il testo proposto.

(Continua qui.)