Published On: Mar, Mag 30th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio del 29/5 (3 di 5): svincolo alberghiero II

(Qui il riassunto dell’intera seduta. Qui la parte precedente della cronaca in dettaglio.)

Il sindaco Carlo Bagnasco espone la pratica, «importante ma non importantissima: a Rapallo è un film già visto, abbiamo semplicemente “scopiazzato” il testo stilato dal commissario prefettizio Terrusi nel caso di Villa Buenos Aires, tranquillamente e serenamente svincolata peraltro in zona limitrofa a quella di Villa Lia, senza creare per questo precedenti inquietanti».

La giunta, prosegue il primo cittadino, si è insediata su un programma elettorale all’insegna di una città «completamente diversa»: «Io non ci sto in una Rapallo così, non voglio il mio nome su fatiscenti fantasmi del passato». Detto ciò, «con l’Amministrazione Bagnasco non ci sarà urbanizzazione selvaggia, tutt’altro; ma guardiamo alla valorizzazione della città, che passa anche per la rivitalizzazione di questi “cadaveri”, ben diversi dai casi degli svincoli da noi negati a strutture aperte e in attività come l’hotel Stella».

Interviene per gli Uffici comunali l’ing. Ottonello per un parere tecnico: «Poco da dire, il caso è stato esposto nel dettaglio da chi mi ha preceduto; preciso solo che ho espresso parere di legittimità sulla pratica sulla base del fatto che il Consiglio si è precedentemente riservato il diritto di espressione e di voto su casi analoghi». Ottonello segnala inoltre che la normativa regionale prevede la necessità che sussista almeno una fra le due motivazioni alla richiesta di svincolo, non che una sola struttura le presenti entrambe; a suo parere Villa Lia ne presenta una.

Ribatte Giorgio Costa: «Secondo me il commissario avrebbe dovuto attendere prima di creare un precedente politico». Ribadisce che a suo parere gli alberghi storici debbano mantenere la destinazione d’uso originaria. Gli risponde Tasso: «In 25 anni di rifiuti non abbiamo mai ottenuto risultati; io per primo ho votato contro ogni richiesta di svincolo ricevuta finora, ma forse è ora di cambiare approccio». Naturalmente «se domani un investitore venisse a resuscitare uno di questi alberghi in qualità di albergo, ci troverebbe a braccia aperte», ma l’investimento è poco redditizio e quindi assai improbabile. «Nel corso di questo quarto di secolo trascorso a inseguire l’optimum abbiamo mancato opportunità di trovare soluzioni, per quanto meno ideali, a situazioni francamente incresciose».

Costa contrappone alla necessità di «considerare la situazione del mercato immobiliare e turistico» segnalata da Tasso la necessità di attenersi alla legge in vigore, opinione espressa con veemenza anche da Capurro. Viene da chiedersi perché (oppure se ciò sia effettivamente già avvenuto, ma a porte chiuse e senza risultati ufficiali) la special relationship fra Bagnasco e la giunta regionale Toti non abbia prodotto almeno un tentativo di riformare la normativa regionale in materia. Verrebbe da chiedersi anche, per la verità, se la giunta rapallese non conti sul fatto che quella regionale chiuda un occhio nel caso di piccole irregolarità nell’applicazione della normativa, ma spingersi in eccessive dietrologie non è salutare.

Tassara: «Il sindaco ha parlato di visione di città, ma poi di fronte allo svincolo dice “proviamo e vediamo l’effetto che fa”; questo non mi pare avere una visione chiara». Anche Tassara conferma l’impressione che derogare alla legge regionale significherebbe «aprire una cataratta», e sottolinea quindi l’assoluta necessità di accertare oltre ogni ragionevole dubbio se il caso in esame costituisca una «breccia legittima» nella normativa. Mele: «Bisogna innanzitutto decidere quale direzione si vuole dare alla città, e quale immagine si restituisce lasciando che gli alberghi diventino appartamenti; certo non un’immagine da città turistica».

Il capogruppo PD prosegue: «Se si vuole che diventi economicamente conveniente possedere alberghi a Rapallo, bisogna impegnarsi di più perché la città sia appetibile sotto il profilo turistico e culturale». L’attuale giunta ha fatto molto per incentivare il turismo, ma «in numeri assoluti Sestri ha il doppio delle nostre presenze con un terzo dei nostri abitanti. Dire che siamo cresciuti del 3% non significa nulla se i numeri cui si riferisce tale crescita percentuale sono esigui». A conclusione del proprio intervento, Mele espone brevemente un cartello recante la scritta “PUC: oggi no, domani sì”, subito rimosso a seguito di mozione d’ordine “al volo” di Brasey.

Solari si unisce al coro delle opposizioni circa le intenzioni di «bypassare» le leggi regionali. Ricorda inoltre i casi anche recenti in cui a fronte di eventi dal forte richiamo turistico il sistema alberghiero rapallese non si è rivelato in grado di sostenere l’afflusso di clientela, segno che a Rapallo altri alberghi servirebbero eccome… per quanto, va detto, solo saltuariamente. Dato che in città abbondano gli appartamenti in vendita, inoltre, «occorrerebbe incentivare il mercato immobiliare» («E come?» gli chiede il sindaco Bagnasco dai banchi della giunta) anziché realizzare ancora altri alloggi privati.

(Continua qui.)