Published On: Mar, Mag 30th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio del 29/5 (4 di 5): svincolo alberghiero III

(Qui il riassunto dell’intera seduta. Qui la parte precedente della cronaca in dettaglio.)

Capurro rilancia la questione legittimità: «Spero che la seduta di stasera finisca su Striscia la Notizia. Il Consiglio di una città di più di 20.000 abitanti si accinge a violare la legge regionale? Sciogliamo la Regione, allora. La discussione non è sul fatto che servano o meno gli alberghi, è sul fatto che siamo all’abuso giuridico. Visto che siamo “autonomi” rispetto alla Regione, tutte le leggi regionali a partire dal Piano Casa sono carta straccia». Capurro torna quindi a ribadire i propri dati planimetrici sulla struttura di Villa Lia; l’ing. Ottonello, dal proprio posto e senza microfono, risponde agli sguardi del consigliere con un secco «quel che lei sta dicendo non è vero».

Gli viene ufficialmente data la parola, che usa per replicare: «Questa così come pure l’altra pratica è stata esaminata attentamente; a mio parere non sussiste un divieto, le strutture che potevano essere svincolate sono state svincolate e i proprietari degli immobili vincolati possono in qualsiasi momento presentare individualmente o in maniera aggregata istanza di svincolo». Ribadisce che il parere dell’Ufficio è che sussista uno dei due requisiti previsti; non è però dato sapere quale, né perché, cosa che forse sarebbe utile ai consiglieri per esprimere un giudizio. Si spera che i membri del Consiglio abbiano ricevuto per esteso la documentazione prodotta dagli Uffici comunali.

Brasey respinge le “accuse” di incompatibilità mosse da Mauro Mele, e procede a sviscerare i costi esorbitanti connessi a un’opera di ristrutturazione del tipo richiesto per un riallestimento alberghiero, definendo «un pazzo» chiunque volesse lanciarsi in un simile investimento. Per quanto riguarda i dati forniti da Capurro, a suo dire le stime da lui segnalate per la realizzazione di camere sul primo e secondo piano non prevedono corridoi o altri vani di servizio, e al piano terra è impossibile realizzare finestre che non ci sono mai state, quindi niente camere; Capurro replica sarcastico, «allora facciamoci appartamenti senza finestre».

Brasey tira poi in ballo quanto (non) fatto durante il breve mandato Costa, che si sente ovviamente chiamato in causa e chiosa: «Accanto a Villa Lia c’è un terreno, se si svincola qualcuno lo comprerà e ci farà un parcheggio. Brasey è stato dalla parte della maggioranza molto più a lungo di me, lui cos’ha mai fatto? Cambiate la legge in Regione e ne riparliamo, oppure parliamo di un progetto pubblico per riqualificare questi alberghi come proprietà comunale».

Campodonico lascia temporaneamente la presidenza a Filippo Lasinio per poter intervenire: «Difendo la mia decisione di sottoporre la pratica all’assise, vi sono precedenti illustri nel caso degli hotel Canali e Stella [entrambe pratiche discusse in Consiglio ma conclusesi con un “no” allo svincolo, ndr]. Mi sembra chiaro che ciascuno si assuma poi le proprie responsabilità». Campodonico cita poi il positivo periodo di crescita della città, che deve spingere a rivalutare le proprie posizioni su ciò che è di beneficio al tessuto urbano. A suo parere la riqualificazione degli alberghi non è una pia illusione né un’impresa sconveniente e infruttuosa, come dimostrato da altri centri della Riviera. Ribadisce quindi la propria opposizione allo svincolo, a favore di soluzioni alternative.

Torna a esprimersi il sindaco Bagnasco: «Io ritengo certamente un vantaggio la riqualificazione urbana. L’impegno c’è ma manca ancora qualcosa, e manca da 23 anni [si riferisce sempre al PUC, ndr] e purtroppo il boom economico del turismo rapallese non ha ancora raggiunto gli Uffici comunali». Prosegue: «Se ci sarà un’occasione per riqualificare quella zona della città la coglieremo», in barba all’Amministrazione «del non fare e del gu-fare proposta dall’opposizione». Mele gli risponde ribadendo i punti fin qui esposti, e così pure Capurro.

Interviene Solari: «Avevo già proposto la laurea honoris causa in ingegneria idraulica al vicesindaco Brigati per le sue competenze sul torrente San Francesco; oggi la propongo, non so se in architettura o ingegneria, al tuttologo Brasey». Solari, planimetria alla mano, mostra che su tre lati del piano terra di Villa Lia vi sono effettivamente finestre; nel prosieguo della discussione queste si riveleranno poi essere finestroni potenzialmente inadatti all’uso in camere d’albergo, ma senza entrare nello specifico della questione. Lasinio: «La carica di consigliere non richiede alcuna competenza giuridica; noi siamo qui per esprimere un giudizio politico su una pratica la cui legittimità ci è garantita dal dirigente comunale». «Che cosa abbiamo risolto», prosegue, «mantenendo il vincolo sulla strettoia di San Michele, sul Savoia e sui tanti altri immobili abbandonati al degrado?». Lasinio annuncia quindi voto favorevole sul caso specifico.

Tassara elogia il fatto che Campodonico abbia espresso in maniera chiara la propria visione della città, a differenza degli altri consiglieri, e critica l’atteggiamento «trionfalista» dell’Amministrazione. Le replica Bagnasco: «È arrivata poco fa una telefonata che mi informa che a San Michele di Pagana aprirà un nuovo boutique hotel», segno che il comparto alberghiero non è moribondo quanto l’opposizione paventa. Ribattendo alle osservazioni di Tassara, afferma che se si parla di “vision“, ovvero di progetti per il territorio, difficilmente un immobile semisconosciuto come Villa Lia può risultare cruciale. Per concludere, «riqualificare e non ricevere esposti dai vicini per via del degrado costituisce certamente interesse pubblico».

Si va infine al voto: Parodi si astiene, contraria l’opposizione più Campodonico, a favore i restanti otto (il resto della maggioranza più il primo cittadino). Lo svincolo a Villa Lia è perciò approvato. Sono le ore 00:12.

(Continua qui.)