Published On: Mer, Dic 7th, 2016

Rapallo, in dettaglio il Consiglio del 6/12 (2 di 7): ripetitori telefonici I

(Qui il riassunto dell’intera seduta. Qui la parte precente della cronaca in dettaglio.)

Si passa alla discussione del primo punto in lista: problematiche relative ai ripetitori telefonici, in generale e nello specifico caso di via Ghizolfo. Illustra il tema della discussione il capogruppo M5S Giovanni Federico Solari, che esordisce con un attacco alla giunta Bagnasco: «Siamo all’ennesima puntata della commedia dell'”Amministrazione del fare… dopo”. Il 18 dicembre 2015 Vodafone e Telecom presentano istanza per l’installazione di ripetitori in via Ghizolfo, e il primo intervento della giunta risale a sette mesi più tardi». Verso la fine di settembre 2016 i manufatti previsti dall’installazione risultavano essere nove; solo con la consultazione del 10 novembre, aperta alle domande dei cittadini, è emersa l’assenza a Rapallo di una normativa che regoli la presenza di antenne.

L’11 novembre scatta la segnalazione dell’abusività di un viottolo nell’area prevista per la costruzione; Solari contesta l’accaduto, puntando il dito contro il fatto che il mancato rilevamento di tale situazione indica la totale assenza da parte del Comune di qualsivoglia sopralluogo nei mesi successivi alla richiesta di costruzione. Rivolto al pubblico, Solari chiosa: «Se il Comune non avesse speso tanti soldi per querelarmi, forse ne avrebbero ancora a sufficienza per difendere i cittadini», accusando ulteriormente la giunta di non aver tracciato in due anni e mezzo di mandato amministrativo una mappa dei punti della città più sensibili e critici per tali questioni.

Il pubblico presente in aula applaude fragorosamente, venendo ripreso immediatamente dal presidente Campodonico, il quale sottolinea come agli spettatori in aula non sia consentito intervenire nella discussione. Entra a questo punto in aula il consigliere Tasso, precedentemente assente.

Prende nel frattempo la parola il capogruppo PD Mauro Mele: «Siamo ormai tutti abituati a essere sempre connessi attraverso telefoni e altri dispositivi mobili, ma la tutela della salute viene prima di tutto; dovrebbe quindi ricadere sul Comune l’onere di esercitare prima di tutto la dovuta cautela, operando per tempo i debiti accertamenti e stilando limiti e normative per quanto riguarda l’installazione di ripetitori in special modo nelle vicinanze di chiese, scuole, palestre e altri luoghi di forte aggregazione». Mele pone inoltre l’accento sulla necessità di parlare non solo delle antenne, bensì anche degli elettrodotti: Rapallo è infatti attraversata da diverse linee di distribuzione a media potenza che in alcune zone passano direttamente sotto edifici abitati.

Vengono presentati due ordini del giorno, uno a firma Solari e uno a firma Mele. L’ODG Solari chiede alla giunta di predisporre immediatamente un piano regolatore per le antenne e un programma di individuazione e mappatura delle zone sensibili. L’ODG Mele chiede di redigere entro 6 mesi un piano comunale di organizzazione del sistema di tele- e radio-comunicazioni. Prende la parola Elisabetta Ricci, la quale sottolinea la preoccupazione dei residenti nell’area di via Ghizolfo nei confronti dell’ovvio aumento di inquinamento elettromagnetico conseguente all’installazione del ripetitore e auspica l’intervento dell’ARPAL.

Eugenio Brasey interviene polemico: «I cittadini si sono presentati stasera perché sono preoccupati e vogliono risposte, non inutili proclami politici». Brasey era stato precedentemente chiamato in causa da Solari che ne aveva ricordato i commenti sull’eventuale applicabilità a Rapallo delle normative in tema di ripetitori in vigore a Venezia: a quanto pare, Brasey avrebbe commentato «che c’entra Venezia con Rapallo?», cui Solari risponde sarcastico, «Non sapevo che Venezia godesse di extraterritorialità, è sempre interessata da normative italiane o no?». Naturalmente alle lamentele sulla personalizzazione del dibattito seguono immediatamente le accuse personali all’indirizzo dello stesso Solari. Brasey stila la lista delle proprie attività in qualità sia di consigliere che di privato per raccogliere firme e mobilitare la popolazione sul tema, prima di ribadire la propria assoluta fiducia in un’Amministrazione che «risolverà questo problema come ne ha risolti altri, trentennali, come quello del marciapiede sulla Pagana». Sempre a proposito di proclami politici.

(Continua qui.)

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