Published On: Mer, Dic 7th, 2016

Rapallo, in dettaglio il Consiglio del 6/12 (3 di 7): ripetitori telefonici II

(Qui il riassunto dell’intera seduta. Qui la parte precente della cronaca in dettaglio.)

Prende la parola Armando Ezio Capurro: «L’argomento è rimasto sommerso per un anno e mezzo dopo l’interrogazione del consigliere Ricci, e si ha il coraggio di sbandierare l’attenzione e l’impegno della giunta? Le pratiche proposte solo oggi da Mele e Solari avrebbero dovuto essere messe in atto già dal luglio del 2015». Mele interviene nuovamente per richiedere un censimento degli impianti di telecomunicazione già esistenti a Rapallo, giacché i numeri provenienti da diverse fonti sono discordanti (si parla comunque di almeno 25 ripetitori). Gli risponde Giorgio Costa, il quale sottolinea il fatto che i vari ripetitori, a leggera e media intensità, sono stati disseminati per Rapallo avendo a suo tempo ottenuto i permessi necessari sia da ARPAL che dalla Regione, nonostante uno di questi sia situato in corso Assereto a due passi dai giardini pubblici.

Interviene il sindaco Carlo Bagnasco: «Respingo ogni parola pronunciata dal consigliere Solari; il Comune non si è mai disinteressato delle preoccupazioni della cittadinanza. Ripetitori sorgono di fronte a casa Bagnasco, alla scuola frequentata dai miei figli, ovunque. E sono stati installati sotto ogni tipo di Amministrazione tranne la mia. Nel momento stesso in cui il sindaco in prima persona è venuto a conoscenza della questione, pochissimo tempo fa, il progetto di cui stiamo discutendo è stato immediatamente fermato». Il primo cittadino contesta gli applausi del pubblico presente in aula all’indirizzo di Solari, dal momento che «il progetto è stato chiuso dopo un’ora e mezza da che la cittadinanza è stata ricevuta dal sindaco», e sottolinea la delicatezza della materia, in quanto sullo stesso tema gli amministratori di altri Comuni liguri hanno perso un gran numero di ricorsi contro aziende telefoniche e radiotelevisive. «Nei prossimi mesi tutti i cittadini dovranno essere messi al corrente dei valori di inquinamento elettromagnetico nella propria zona di residenza», conclude Bagnasco.

Prende la parola per la parte tecnica l’ing. Giorgio Ottonello: «Le antenne, come gli acquedotti e le linee di approvvigionamento energetico, rientrano nella categoria delle opere di urbanizzazione primaria e quindi, forse purtroppo, godono dei relativi privilegi. Controlli e limitazioni su tale tipo di opera sono possibili solo nel caso in cui l’area interessata sia soggetta a vincolo paesaggistico, situazione che non si applica all’istanza corrente». La pratica è stata esaminata da ARPAL ed è stata giudicata rientrante nei limiti. Solari interrompe la relazione di Ottonello, il quale per tutta risposta abbandona i banchi stizzito; il presidente Campodonico lo richiama alla continuazione del proprio intervento. «Una volta accortici che l’area non era soggetta a vincolo paesaggistico erano già decorsi i tempi per ricorrere», prosegue quindi Ottonello. In ogni caso, sottolinea l’ingegnere, i valori rilevati per l’impianto sono di molto inferiori ai limiti previsti dalla normativa, anche nella zona della scuola presente nel circondario (i valori “di attenzione” sono 6 volt per metro, mentre i limiti assoluti sono a 20; l’impianto dovrebbe stazionare sui 3).

Si prenota Armando Ezio Capurro: «Si è detto che le antenne sono opere di urbanizzazione primaria, come le strade; le strade però decide il Comune dove farle, perché allora sulle antenne possono decidere autonomamente i privati? Mi pare che si voglia chiudere la stalla quando i buoi sono ormai scappati». Gli replica il sindaco Bagnasco: «Faremo innanzitutto uno “screening” per accertare i livelli di elettrosmog in ogni area di Rapallo; questa sarà la prima fase. Attenzione però che un piano urbanistico dei ripetitori potrebbe finire col legittimare la presenza delle antenne in certe aree. Può darsi che, accertate tutte le autorizzazioni del caso, via Ghizolfo diventi zona privilegiata per le antenne; questa richiesta da parte dei cittadini e dell’opposizione non è detto che faccia contento chi la propone. Proprio per questo la seconda fase dev’essere la sensibilizzazione dei cittadini stessi a lottare in prima persona contro ulteriori installazioni, dal momento che la presenza di ripetitori può anche causare danni economici facendo calare il valore degli immobili circostanti».

Filippo Lasinio propone un piano di localizzazione degli impianti telefonici, sulla scia dello “screening” citato dal primo cittadino. Lasinio pone l’accento sulla presenza di un forte campo magnetico come elemento ormai “naturale” e imprescindibile della vita urbana contemporanea, e suggerisce quindi che i timori della cittadinanza possano essere eccessivi, ma ribadisce comunque la necessità di preoccuparsi innanzitutto della tutela della salute pubblica. L’assessore ai Lavori Pubblici Arduino Maini si rallegra dell’occasione di sensibilizzazione dei cittadini su temi importanti per il benessere comune, ponendo l’accento sull’importanza di una discussione scevra da politicizzazioni e personalizzazioni. «Inutile darsi la colpa l’un l’altro, a partire dalla segnalazione dei consigliere Ricci nell’estate del 2015; se il Consiglio non si è interessato della questione quanto avrebbe dovuto, la responsabilità è tanto della maggioranza quanto dell’opposizione», conclude Maini.

L’assessore Umberto Amoretti ribadisce la volontà di operare un censimento dei ripetitori, prima di tornare sull’argomento delle normative regionali che non sembrano purtroppo consentire alle Amministrazioni locali grandi possibilità di manovra nell’ostacolare nuove installazioni. Giorgio Costa interviene replicando all’intervento di Maini: «Se l’interrogazione all’epoca era stata fatta dall’opposizione è inutile dire che le responsabilità sono equivalenti».

(Continua qui.)

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