Published On: Sab, Feb 11th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio dell’11/2 (1 di 7): dimissioni Buzzi I

(Qui il riassunto dell’intera seduta.)

Nuova seduta per il Consiglio Comunale di Rapallo, e primo per il neo-consigliere Alessandro Mazzarello, che subentra al dimissionario Paolo Buzzi. Non si sa se sia l’entusiasmo del primo giorno di scuola, ma Mazzarello arriva per primo, in netto contrasto con le abitudini del suo predecessore. Ad accompagnarlo è Gerolamo Giudice, candidato sindaco con la cui lista Mazzarello corse al seggio di consigliere nel corso dell’ultima tornata elettorale.

Appello alle 9:40. Assenti Arduino Maini e Anna Baudino (giustificata). La seduta si apre con un minuto di silenzio in ricordo dell’ex sindaco Gian Nicola Amoretti. Campodonico: «Innata signorilità, proverbiale pazienza, grande capacità di mediazione, determinato ma mite, che ha saputo dare un grande impegno per la città con grandi risultati».

Primo punto: dimissioni di Buzzi. Per regolamento si deve procedere alla surroga entro 10 giorni, e le dimissioni risalgono per l’appunto al 1° di febbraio. Per la lista Giudice rimane in giunta l’assessore Alessandra Ferrara, mentre nel ruolo di consigliere subentra il primo dei non eletti in lista, ovvero Mazzarello.

Il presidente del Consiglio Mentore Campodonico dà inoltre notifica della costituzione del gruppo “Direzione Italia”, composto da Elisabetta Ricci e Armando Ezio Capurro con Ricci capogruppo. Ricci precisa: «Doveroso fare chiarezza; da parte mia e del consigliere Capurro, nel suo ruolo di coordinatore regionale di Direzione Italia, abbiamo visto favorevolmente la manifestazione d’interesse dell’ex consigliere Buzzi per il progetto politico del partito. Lo abbiamo più volte invitato a raggiungerci alle riunioni del movimento e pochi giorni fa ci ha infine manifestato la volontà di aderire».

«Personalmente credo che il Consiglio debba spendere il proprio tempo occupandosi di questioni più vicine alla cittadinanza», conclude Ricci. Interviene Giovanni Federico Solari: «Il M5S dà il benvenuto al nuovo collega, e non possiamo far altro che augurargli buon lavoro nonostante risulti residente a Santo Stefano D’Aveto; fra la sua professione e il tempo necessario a fare il pendolare mi auguro riesca ancora a svolgere il proprio ruolo di consigliere». Solari porge poi un saluto a Buzzi, «che, proveniente dal Movimento Sociale, io ho conosciuto in Alleanza Nazionale, come uomo con idee di destra che non ha mai tradito, a differenza di molti altri in questo Consiglio che ben più giovani di lui hanno cambiato più volte partito e ideologia».

Solari afferma inoltre di «non credere a una parola di quanto dichiarato da Buzzi alla stampa circa le sue dimissioni; è solo una mia impressione, non ne ho le prove, ma l’ho sempre conosciuto per una persona che una volta preso un impegno politico lo ha sempre portato avanti, e lo dico da consigliere che con Buzzi ha litigato spesso e aspramente». Solari accusa i membri della maggioranza di «non capire che cosa serve per fare opposizione, essendosi solo bellamente trovati dalla parte del vincitore», ribadendo che a suo parere le dimissioni di Buzzi hanno ben altre motivazioni rispetto a quelle ufficiali, essendo Buzzi ormai divenuto «un corpo estraneo a questa maggioranza, che negli ultimi due anni aveva smesso di partecipare alle riunioni di maggioranza, aveva diluito le proprie presenze in commissione e in Consiglio, aveva più volte espresso astensione in corso di votazioni su temi sensibili come quello della Coop, a differenza di qualcuno che doveva incatenarsi ai cancelli e non l’ha mai fatto [Eugenio Brasey, ndr]. Buzzi è una testa pensante e indipendente e credo che in questa maggioranza non si riconoscesse più, e che piuttosto che tradire il proprio mandato abbia preferito abbandonare».

Sia chiaro, in assenza dello stesso Buzzi il discorso di Solari è pura fiction. Gli replica il sindaco Carlo Bagnasco: «Doveroso da parte mia innanzitutto un ringraziamento al dott. Paolo Buzzi il quale, ricordo, esiste ancora e rimane con noi in ottimi rapporti». Bagnasco sottolinea che Buzzi se ne è andato «passando in minoranza», nonostante non abbia avuto il tempo di sedersi alla sinistra dell’emiciclo. Il primo cittadino respinge inoltre qualunque accusa di aver cambiato casacca politica, in quanto ha aderito a Forza Italia nel 1994 per poi proseguire nella parentesi alfaniana e quindi nuovamente con l’ala berlusconiana una volta consumatosi il passaggio di Alfano a partito a sé stante. E d’altra parte va detto che il nome Bagnasco è un monumento alla continuità, dalla parte politica alla professione familiare alla poltrona di sindaco.

Bagnasco prosegue rallegrandosi del fatto che parti dell’opposizione «si avvicinino ideologicamente a noi spostandosi dal centrosinistra al centrodestra, mentre trovo incredibile che Solari, passato da AN al M5S, punti il dito contro il trasformismo che lui stesso rappresenta. Presi dall’enfasi può capitare di dir di tutto, ma perseverare mi pare offensivo e inappropriato».

(Continua qui.)

Alessandro Mazzarello con Gerolamo Giudice

Il momento di raccoglimento in memoria di Gian Nicola Amoretti