Published On: Sab, Feb 11th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio dell’11/2 (2 di 7): dimissioni Buzzi II

(Qui il riassunto dell’intera seduta; qui la parte precedente della cronaca in dettaglio.)

Mauro Mele (PD): «Penso che Mazzarello, sotto la saggia guida di Gerolamo Giudice, saprà essere più vicino alla maggioranza di quanto lo sia stato in questi anni il “ribelle” Buzzi, col quale solidarizzo per le pressioni ricevute. Penso che non si dovrebbe mai essere puniti per aver seguito le proprie idee». Mele si rallegra tuttavia del fatto che l’assessore Ferrara sia rimasta al proprio posto, poiché «ritengo avremmo avuto grossi problemi a trovare un degno sostituto, non me ne vogliano gli ex assessori al bilancio o aspiranti tali all’interno della maggioranza», prima di ricordare che lui stesso è passato al PD dopo un lungo periodo nella Democrazia Cristiana.

Gli fa eco Elisabetta Ricci, la quale – da consigliere alla prima esperienza – difende il valore della lunga e varia esperienza dei colleghi che «hanno rappresentato e rappresentano partiti e scuole di politica e pensiero che non esistono più», e sottolineando che «la vita continua» a prescindere da cambi di appartenenza politica.

Capurro: «Sono venuto qui a sentir parlare di Buzzi come se fosse morto, e per il resto un sacco di cazzate». Si lancia immediatamente su un duro intervento a proposito della legge Severino, puntando il dito sul fatto che «se Buzzi avesse ricevuto pressioni da chicchessia ciò potrebbe risultare penalmente rilevante». Capurro espone la cronistoria dei propri scambi telefonici con Buzzi e Ricci dalla seduta di Consiglio del 16 gennaio fino al momento delle dimissioni, sottolineando come nella seduta mattutina del 29 gennaio tutta la maggioranza avesse conferito, chi prima chi dopo, con Buzzi; alle proteste del consigliere Candido, Capurro precisa: «quasi tutta la maggioranza, Candido; quelli che contano».

La busta con le informazioni relative alla costituzione del nuovo gruppo consiliare fu poi presentata e protocollata nella stessa mattinata del 29 gennaio. Capurro quindi chiede: «Una persona che si muove e si attiva tanto in un così breve lasso di tempo vi pare qualcuno che non ha più voglia di far politica?». Capurro riporta poi una telefonata del 1° febbraio col sindaco Bagnasco, il quale avrebbe affermato «Hai preso Buzzi», al quale Capurro avrebbe replicato «Dovresti essere contento, l’ho portato in un partito di centrodestra».

«Insomma, Buzzi era così stanco che ha aderito a un nuovo partito e fondato un nuovo gruppo consiliare; l’operazione lo ha stancato così tanto che ha deciso di smettere con la politica. Nemmeno avesse avuto un ictus fra domenica e lunedì». Buzzi ha poi, informa Capurro, telefonato al segretario generale Monzù per ritirare le dimissioni, operazione rifiutatagli in quanto le dimissioni erano già protocollate.

Monzù precisa: «A telefonarmi è stato Capurro, non Buzzi», chiarendo poi che Buzzi e Capurro erano insieme e che Buzzi ha effettivamente parlato con lui. Bagnasco: «La ricostruzione di Capurro è precisa e fedele alla realtà, ma voglio precisare che la telefonata al segretario Monzù è stata a mio parere inopportuna; se pressioni ci sono state, anche involontarie, bisognerà certamente accertarlo perché ritengo sia un tema importante». Il primo cittadino dichiara di essere venuto a conoscenza tempo fa dell’allontanamento politico di Buzzi dalla maggioranza, dichiarando poi che «Buzzi era interessato anche all’adesione alla Lega Nord o a Fratelli d’Italia, gruppi che mi hanno a più riprese contattato per contrattare l’inserimento del proprio simbolo nella maggioranza consiliare rapallese; Buzzi era quindi in trattative con più parti politiche». Il punto fondamentale, conclude Bagnasco, è che «se un cittadino ha espresso un voto di centrosinistra votando Capurro alle scorse elezioni comunali, il suo voto adesso dov’è finito?».

Prende la parola Giorgio Tasso: «Qui nessuno ha mai negato la propria appartenenza a un determinato partito; ognuno di noi si è presentato con liste civiche legate a questo o a quel partito». Tasso «saluta con affetto» Buzzi, associandosi a chi ne ha lodato la coerenza di pensiero, ma chiosa: «Se continuiamo a parlarne come di una persona indipendente e affidabile, per quale motivo non dovrei credere a quello che lui stesso dichiara alla stampa?».

Eugenio Brasey «rimanda al mittente le accuse dell’opposizione, in particolare le giustificazioni di Elisabetta Ricci secondo la quale “la vita continua”; seguendo questo ragionamento, se domani le offrissero la candidatura a sindaco col PD la accetterebbe?». Brasey espone parti della lunga e variopinta storia politica di Capurro, in particolare il caso del “salto della quaglia” dalla lista Cofferati alla lista Paita nell’ambito delle elezioni regionali. Scoppia una bagarre fra Brasey e Solari il quale, notoriamente ostile al consigliere di maggioranza, lo sbeffeggia ad alto volume dai banchi dell’opposizione. Seduto fra gli spettatori, Mazzarello è visibilmente poco allegro viste le prospettive future.

(Continua qui.)