Published On: Sab, Feb 11th, 2017

Rapallo, in dettaglio il Consiglio dell’11/2 (3 di 7): dimissioni Buzzi III

(Qui il riassunto dell’intera seduta; qui la parte precedente della cronaca in dettaglio.)

Capurro propone una mozione d’ordine, richiamando il presidente Campodonico a mantenere la discussione sul tema delle dimissioni di Buzzi. Interviene Walter Cardinali: «Saluto il mio “compagno di banco” Buzzi [il seggio di Buzzi è alla destra di quello di Cardinali, ndr], che ho sempre considerato uno spirito libero. Ognuno di noi è perfettamente in grado di gestirsi in autonomia e di prendere le proprie decisioni». Franco Parodi affianca al saluto di benvenuto a Mazzarello un «arrivederci» a Paolo Buzzi, che auspica di rivedere in Consiglio in una futura Amministrazione. Filippo Lasinio lamenta le continue accuse dell’opposizione, ricordando che all’epoca lo scioglimento della giunta Costa vide anche il passaggio di consiglieri da una parte all’altra: perché, quindi, lo stesso tipo di operazione viene oggi additata come “complotto” della maggioranza anziché, come allora, come tentativo occulto dell’opposizione di indebolire il sindaco?

«Sedere in Consiglio è un onere ma soprattutto un onore», conclude Lasinio, augurandosi che tutti i consiglieri facciano del proprio meglio per adempiere ai propri compiti in accordo col proprio mandato. Si sono fatte intanto le ore 11:07: la discussione prosegue da un’ora e mezza.

Vittorio Pellerano porge il proprio benvenuto al «più giovane membro della maggioranza» (Mazzarello ha 38 anni), cui si accoda Giuseppe Candido. Il presidente Campodonico dichiara chiusa la discussione, dando il via alla fase delle dichiarazioni di voto. Solari preannuncia, «in solidarietà a Paolo Buzzi», la propria astensione. Precisa poi: «Il sindaco Bagnasco, forse troppo distratto dall’impegno di saltare dal vagone di Silvio a quello di Angelino a quello di Giovanni nel tentativo di mantenere la propria visibilità, si è dimenticato una cosa: Alleanza Nazionale non esiste più, il consigliere Solari non ha fatto alcun salto della quaglia perché il partito cui apparteneva si è sciolto. Semplicemente, deluso dai risultati di una parte politica, ho fatto una scelta di transizione».

Solari ribatte al mittente le accuse della maggioranza, dato che «molti di voi si erano schierati con Raffaella Paita convinti che avrebbe vinto, per poi passare alle lista di Giovanni Toti appena le cose si sono messe male». Mele preannuncia a propria volta voto d’astensione in solidarietà «all’ex consigliere ed ex membro “virtuale” dell’opposizione Buzzi». Per giudicare l’operato del neo-consigliere Mazzarello, conclude Mele, «ci vorrà un po’, ma sono certo che sotto la  guida di Giudice saprà conformarsi quanto prima ai dettami della maggioranza risultando meno ribelle del suo predecessore».

Capurro ironizza: «Io all’epoca accettai l’appoggio del PD alla mia candidatura e ne pagai le conseguenze», prima di ricordare gli attuali sommovimenti nel centrodestra italiano che vede Berlusconi sempre più relegato in panchina dalle nuove generazioni, inclusi i “fedelissimi” teorici come Giovanni Toti. Per quanto riguarda gli screzi Cofferati-Paita, «chi perde le primarie deve sostenere e aiutare chi le ha vinte; Cofferati fece una vera porcheria, e glielo dissi subito». Capurro conclude: «Io in vita mia ho avuto una sola tessera di partito, quella della Democrazia Cristiana; per il resto mi sono sempre candidato con liste civiche, come d’altra parte il nostro sindaco».

Lo stesso Bagnasco replica: «Ricordo distintamente i sondaggi che al tempo delle ultime elezioni comunali segnalavano il binomio Capurro-PD come il più debole visto in anni di politica rapallese, e quindi capisco la scelta di cambiare casacca. Personalmente sono convinto che il centrodestra tornerà prestissimo a essere protagonista della politica nazionale, ma concordo che debba essere un centrodestra unito e leale». Bagnasco conclude dicendosi «dispiaciuto» dell’operazione Buzzi, che «non capisce in quanto non avrebbe indebolito in alcun modo una maggioranza i cui numeri sono comunque troppo forti», ma al tempo stesso «felice di accogliere in Consiglio un amico» al quale augura un buon lavoro.

Brasey solidarizza con le espressioni addolorate di Mazzarello, che si appresta a entrare in «una gabbia di matti in cui io sono principe». Ritira le accuse di incoerenza mosse a Capurro sulla questione Cofferati, ma inasprisce – manco a dirlo – la polemica con Solari sulle accuse mossegli dal capogruppo M5S sul tema di presunte cariche offertegli per “raccomandazione” dalla Lega Nord di Sestri Levante. Lasinio: «Non mi sembra si abbia chiaro su che cosa si sta votando; in teoria dovremmo discutere sul fatto che Mazzarello abbia o meno le caratteristiche di legge, le capacità e la moralità per sedere in Consiglio, non sulla sua identità politica o sul perché si sia giunti alle dimissioni di Buzzi».

Costa: «Quest’ultima affermazione non mi pare assolutamente vera; la moralità di Mazzarello non deve certo entrare nella discussione. Ho sentito interventi assurdi che mi hanno fatto venir voglia di andarmene, e se fossi Mazzarello mi rifiuterei di fare il consigliere in un Consiglio simile». Costa annuncia la propria astensione. Walter Cardinali annuncia invece voto positivo.

Si pone ai voti: l’opposizione si astiene in blocco, i restanti 9 votano a favore.

(Continua qui.)