Published On: mar, Apr 5th, 2016

Rapallo, la “Rea Palus” e l’incuria cronica

Fabrizio De André cantava che a lasciarsi piovere addosso spesso si finisce per morire arrugginiti. Se così è, viene lecito interrogarsi sui livelli di ossidazione della cittadinanza di Rapallo data l’incuria in cui il centro storico è ancora una volta lasciato nello scenario post-“Rea Palus”.

A quarantott’ore dal termine della manifestazione, gli spazi della Calata Marconi – che hanno fatto da palcoscenico per la partenza, la premiazione pomeridiana e tutti gli eventi d’intrattenimento in serata – sono tutt’ora agghindati delle stelle filanti in plastica sparate da cannoncini ad aria compressa all’inaugurazione della corsa. Molte delle stelle filanti in questione sono rimaste fin dal primo momento impigliate nei rami dei pini presenti nel piazzale, e lì sono rimaste, nonostante l’autore del presente articolo avesse, a gara ancora in corso, segnalato al sindaco Carlo Bagnasco in persona come la posizione degli alberi e la direzione del vento comportassero il rischio che gli oggetti in plastica finissero col cadere in mare; Bagnasco aveva subito fatto mostra di apprezzare la premura, impegnandosi a mettere mano alla situazione.

Impegno evidentemente dimenticato nell’entusiasmo delle celebrazioni in quanto, fattesi le 17:30, il primo cittadino presiedeva alle cerimonie di premiazione sotto gli stessi alberi ancora carichi di festoni che, dalla corsa svoltasi in tarda mattinata, avevano già dato frutti creando un primo accumulo di rifiuti nelle acque circostanti. A distanza di due giorni, i pini, la sabbia del Lido e il tratto di mare su cui si affacciano sono ancora lasciati a sé stessi, forse in attesa che gli addetti al montaggio delle cabine per l’imminente stagione balneare si occupino a proprie spese (si fa per dire, considerato che basterebbero una scala e una scopa) dell’opera di pulizia.

I vertici rapallesi di Ascom non perdono occasione per lamentare il fatto che, dopo ogni edizione del settimanale mercato cittadino, le strade del Lungomare pullulano per diverse ore di scatoloni di cartone che occupano abusivamente porzioni di marciapiede prospicienti attività commerciali. Mi si consenta allora di unirmi al coro delle proteste. Non mi si accusi di voler far di un granello di sabbia una montagna; sento semplicemente di dover esprimere lo sconforto generato dai tanti piccoli casi d’incuria, come quello qui segnalato, apparentemente non meritevoli dell’attenzione dell’Amministrazione: spostando lo sguardo anche solo di pochi metri, il tratto di Lungomare che da Calata Marconi prosegue costeggiando il Lido è ancora decorato dai coriandoli dello scorso carnevale (siamo al 5 di aprile) e tanto il marciapiede quanto la spiaggia sembrano essere votati alla funzione di posacenere a cielo aperto, in barba a qualunque ordinanza.

Senza voler attaccare direttamente la giunta Bagnasco, la sensazione è certamente che l’Amministrazione (tutte le Amministrazioni, a prescindere dal sindaco in carica) si curi poco di Rapallo al di fuori delle occasioni in cui ci si fa pubblicità. L’evento sportivo inaugurato domenica, che vuole diventare un appuntamento annuale, ha scelto come nome la celebre (e inaffidabile) etimologia popolare che vuole il nome di Rapallo proveniente dal latino “palude malsana”. Speriamo si tratti solo di un affettuoso nomignolo goliardico, anziché di una dichiarazione d’intenti.

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